Dormire nella Monument Valley: due soluzioni d’eccezione

dove dormire vicino alla Monument Valley
Premium Cabins at The View, Monument Valley
Una cabina in stile vecchio west proprio dentro al parco o, per i più avventurieri, una notte in un hogan navajo

Sebbene alla Monument Valley sia stata già tre volte, il pernottamento rimane sempre un gran punto di domanda. Questo perchè alloggiare vicino al parco non è semplice quanto sembra. Le cittadine di Kayenta (se vieni da sud) e di Bluff (se vieni da nord), costituiscono una buona base ma, pur essendo i centri più prossimi, distano in realtà decine di miglia dalla Navajo Nation: non proprio l’ideale. E allora dove andiamo?

Le opzioni sono pochissime: appena due (più una terza che ti propongo poco più sotto dedicata, però, ai tipi più avventurosi). Molti turisti optano per il Goulding’s, un lodge storico che si trova a pochi km dall’ingresso del parco e che il profilo inconfondibile della Monument Valley te lo fa intravedere già da lontano.

Una sistemazione di gran lunga migliore è però il The View, l’unico hotel posizionato proprio all’interno del parco e interamente gestito dai nativi americani: come promette il nome, il suo grande, grandissimo plus è La Vista. Ma mica una qualunque: proprio quella, the view, appunto. Ho provato per anni a prenotare una camera qui ma, a meno di agire con praticamente 12 mesi di anticipo (parlo per l’alta stagione), trovarne una a breve giro è fantascienza, data l’enorme richiesta a fronte di un numero di letti limitato.

Anche quest’anno ci ho provato: pianificando il viaggio lungo la Route 66, avevamo deciso di concederci una deviazione alla Monument Valley solo se avessimo potuto pernottare qui e… così è stato. Mi sono mossa a dicembre per maggio: mentre le stanze dell’hotel erano già tutte sold out, alcune cabin – ossia i bungalow in legno a bordo valle – erano ancora libere!
Pur rientrando entrambi sotto il cappello “The View” cabin e hotel differiscono in quanto al costo, essendo le prime leggermente più economiche del secondo (restando però in fascia alta, ovvio). Tale scarto di prezzo è dovuto alla diversa angolazione che offrono i rispettivi balconi: mentre l’hotel si affaccia direttamente sulla Monument Valley – quindi sulla classica visuale che vede allineati mitten e butte – le cabin dispongono invece di una side view, una visuale laterale. Che in effetti è proprio bruttina, eh? 😉

dove dormire vicino alla Monument Valley

Una veranda tutta tua, una casetta in stile vecchio west con, naturalmente, bagno privato, microonde e macchina per il caffè e il più grande dei vantaggi: godere di quella view per un giorno intero, senza il pensiero di doversi mettere in auto il mattino presto o la sera tardi. Alloggiando all’interno del parco puoi vivere un tramonto spettacolare, dal tuo balconcino o dalla terrazza panoramica dell’hotel (aperta a tutti), alzarti nel cure della notte per vedere la Via Lattea accendersi sulla Navajo Nation e, soprattutto, assistere ad un’alba indimenticabile praticamente dal letto, se non hai voglia di alzarti: le nere silohuette di mitten e butte che si colorano a poco a poco al sorgere del sole… bhè, un’esperienza fantastica, carica di magia e spiritualità!

Ma veniamo alla terza soluzione: come promesso, si tratta di qualcosa di molto particolare, di certo uno dei posti più strani in cui abbia dormito sinora: un hogan! L’hogan è la tipica abitazione Navajo, tribù semi-nomade che, dunque, a differenza di altre (come ad esempio i Sioux) si può ‘permettere’ di edificare dimore solide e resistenti come queste. Gli hogan sono costruiti con grossi tronchi d’albero (ginepro per lo più) saldamente incastrati tra di loro e poi ricoperti di un intonaco di argilla e zolle erbose, utili a isolare l’abitazione e proteggersi così dal caldo e dal freddo.
Ciascuna abitazione non ha che due aperture: la porta d’ingresso, sempre posizionata a est verso il sole nascente, e una finestra (o, più semplicemente, un buco) al centro del tetto per fare uscire il fumo quando, in inverno, sul pavimento viene acceso il fuoco per riscaldare l’ambiente. All’interno dell’hogan non ci sono divisioni; si tratta di un’unica grande stanza che può accogliere anche 7 famiglie. Tuttavia, quello della Firetree Inn, a 30 minuti circa dalla Monumet Valley, ospitava solo noi: eccolo qui sotto!

dove dormire vicino alla monument valley

Com’è l’interno? Bhè, certo non è un posto per chi teme animali e animaletti, per chi una volta sveglia deve passare un’ora in bagno (dato che è all’esterno) e per chi crede che una camera senza TV e minibar non sia una camera. Questo perchè il pavimento è in terra battuta, i rumorini provenienti dall’esterno sono effettivamente tanti  – cicale, gufi, rane – e di sicuro qualche insetto c’è (ma è meglio non saperlo). Però si dorme attorniati dai caldi, profumati log accatastati l’uno sull’altro e, sulla testa, una stellata fantastica visibile attraverso il famoso ‘buco’ nel tetto.

Si dice anche che, certe notti, il vento porti con sè una lontana eco di canti Navajo: sono gli indiani che, al ritmo dei tamburi, compiono cerimonie e rituali. Che sensazione! Il giorno dopo ci attende un’ottima colazione con tanto di torte fatte in casa: riposati e rifocillati, siamo pronti per partire alla volta del parco.

Tornare alla Monument Valley, oltre che un piacere, è sempre un onore.

6 Comments

    • Anch’io ci vorrei tornare, ma stavolta vorrei ri-ri-tentare il The View.. adoro i nativi…

  • Wow ma che meraviglia! Quella zona dell’America è in cima alla mia lista dei desideri, e cerco spunti in tutti i blog. Di un’esperienza del genere non avevo mai letto da nessuna parte: fantastica, prendo subito nota!;)
    Comunque, è proprio vero: gli italiani all’estero (parlo dei gruppi benestanti) si riconoscono proprio dalle Hogan!!! Ahahah 😉

    • Eh sì, i parchi del South West sono da fare assolutamente! 🙂 Ovvio che in una sistemazione come questa ci si deve accontentare, ma credo che per una notte valga la pena: di certo è un’esperienza che non si può ripetere in nessun’altra parte del mondo!

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