La Penisola del Capo: un itinerario tra pinguini e navi fantasma

penisola del capo itinerario
Itinerario di un giorno da Cape Town and back, passando per il Capo di Buona Speranza, Boulders Beach e Muizenberg

La Penisola del Capo è uno dei promontori più suggestivi del globo, una tappa che non può mancare in ogni tour del Sudafrica che si rispetti. Perché? Perché Il Capo ti porterà ai confini del mondo, ti farà provare le emozioni dei marinai che, avvistata la fatidica ‘punta’, con coraggio si preparavano a uno dei tratti più difficili della loro traversata. Vedrai l’Oceano come non l’hai mai visto, in una delle cornici più scenografiche che la natura possa regalare e farai incontri interessanti: pinguini, babbuini e, forse, qualche balena. Per vedere al meglio la Penisola del Capo, due cose sono imprescindibili: un’intera giornata a disposizione e… un bel sole!

Spiagge e monti nella Penisola del Capo

Il punto di partenza del nostro tour è Cape Town. Ci dirigiamo subito a nord della città, dove vi sono alcune tra le spiagge più cool del Sudafrica: Sea Point, Clifton Bay e Camps Bay sono infatti celebri punti di ritrovo della bella gente capetoniana, off-limits per la popolazione di colore durante l’apartheid. Sono zone ottime per lo sport: si fa parapendio e surf ma… occhio allo squalo bianco, come ricorda l’inquietante cartello posto proprio all’ingresso di Camps Bay.

penisola del capo itinerario - Shark attack! Camps Bay
Shark attack! Camps Bay

Proseguiamo il nostro percorso vegliati dai 12 Apostoli che con quelli australiani non hanno nulla a che vedere: si tratta infatti di un’imponente catena montuosa formata da 12 picchi. Dalle zone VIP passiamo ai piccoli villaggi di pescatori, come quello di Hout Bay, che si affaccia sull’omonima baia cristallina, un piacere per gli occhi. E’ proprio qui che comincia uno dei tratti più emozionanti del tragitto: la Chapmans Peak Drive, una stradina tutta curve a strapiombo sul mare, spesso chiusa al traffico in caso di brutto tempo (ecco perché bisogna partire con il sole)! E’ un drive breve, appena 10 km (tra Hout Bay e Noordhoek) ma va percorso lentamente: un po’ perché è un tratto stretto, che si srotola tra la parete rocciosa della montagna e un baratro dritto sull’oceano e un po’ perché il panorama è meraviglioso: nei giorni più limpidi il tuo sguardo arriverà ad abbracciare le dolci colline di Groot Constancia, ricche di vigneti.

Il Capo e un mito da sfatare

Giunti a Noordhoek, si entra finalmente nel vivo della Penisola del Capo: per arrivare alla sua estremità non prendere la strada lungo la costa, anche se più veloce! Imbocca invece quella che passa proprio in mezzo alla riserva naturale: potresti vedere qualche zebra, delle gazzelle e di sicuro degli struzzi. Arrivato al Capo di Buona Speranza capirai subito perché, in passato, veniva chiamato ‘The Cape of Storms’: c’è il sole, ma il vento è fortissimo e il mare è assordante, violento. Quante navi sono naufragate nel tentativo di doppiarlo: il primo ad avercela fatta è stato Vasco da Gama alla fine del 1400, ma tanti vascelli sono andati distrutti nel tentativo, persino il leggendario Olandese Volante.

Cape of Good Hope (and me)
Cape of Good Hope (and me)

Sfatiamo un mito: sono molte le guide che sostengono che questo è il punto più a sud dell’Africa, oltre che quello in cui si assiste all’incontro tra i due oceani, l’Indiano e l’Atlantico. Ecco, sono balle. Belle e buone. Il punto più a Sud del continente, il vero finis terrae, dove le acque degli oceani si mescolano, è Cape Agulhas (ben distante da qui e a cui si può accedere deviando dalla Garden Route): basta guardare qualunque cartina per accorgersene! Il Capo di Buona Speranza è invece il punto più a Sud-Ovest del continente (lo dice pure il cartello!). Sia chiaro però che questa precisazione nulla toglie al fascino del Cape of Good Hope. Tip: per renderti conto ancor di più dell’immensità e del tumulto del mare, puoi fare un piccolo hike. Dalla spiaggia parte un sentierino che si inerpica sulla montagna; puoi seguirlo fino a quando il tracciato, ma soprattutto il vento, te lo permette e goderti una splendida panoramica dall’alto.

Gli abitanti della Penisola del Capo: babbuini, balene e pinguini

Per raggiungere il vero belvedere della zona, è però necessario fare ancora una decina di km e arrivare a Cape Point, situato a 200 m sopra il livello del mare. Un centinaio di scalini ti porteranno ai piedi dell’antico faro, da cui si mostra in tutto il suo splendore quel magico lembo di terra che è il Capo di Buona Speranza. Aguzza la vista: se sei nella stagione giusta, grossomodo tra agosto e ottobre, potresti avvistare anche gruppi di balene in viaggio verso le calde acque dell’Oceano Indiano. Ah, c’è anche chi dice di aver visto da quassù la nave fantasma dell’Olandese Volante. Io no, ma nemmeno le balene se per questo! Per i pigri che non hanno voglia di salire la scalinata fino al view point c’è a disposizione una funicolare, ma in questo caso ti perderesti (o risparmieresti, a seconda dei punti di vista) l’incontro con i babbuini: decine di occhi e occhietti spiano con interesse la tua merenda il tuo passaggio.

Lasciamo il Capo e risaliamo la penisola: la prossima tappa è Boulders Beach, dove vive una colonia di 3000 pinguini jackass: sono bassetti (circa 60cm), pesano tra i 2 e i 3 kg e come tutti i pinguini… sono buffissimi! Purtroppo, quando ci sono stata io, il posto era strapieno di turisti ammassati sulla terrazza che dà sulla spiaggia, in un tripudio di schiamazzi e di flash: non certo l’ideale. Per il penguin watching (si dice così o l’ho appena inventato?) ho preferito la meno battuta Stoney Point, una colonia vicino a Hermanus, affollatissima (ma di pinguini, non di gente) e silenziosa.

penisola del capo itinerario - Boulders Beach
Boulders Beach
Penguin Chick
Penguin Chick

Ultima tappa: ancora spiagge.

Sulla strada di ritorno verso Cape Town, facciamo un ultimo stop a Muizenberg, che tutti conoscono per le sue cabine per surfisti in stile vittoriano che, in fila lungo il bagnasciuga, con i loro colori variopinti contrastano con l’argento della sabbia e l’azzurro intenso del mare e del cielo.

Muizenberg Beach

Ah, il Sudafrica, pochi altri posti sanno offrire una così grande varietà di paesaggi ed esperienze: vi ho fatto venire un pochino voglia di andarci?

9 Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *