Tuamotu? In catamarano è meglio!

Isole Tuamotu
Da Rangiroa a Tikehau, tra l’azzurro della laguna e le bianche spiagge dei motu

Dall’aereo e vedrai tanto di quell’azzurro da avere male agli occhi. Da terra vedrai spiagge che, prima di partire, dubitavi esistessero sul serio (la famosa ‘ansia da catalogo’). Ma se vuoi vedere la Polinesia dalla prospettiva migliore, allora fallo dal mare. Vivi almeno qualche giorno dentro l’azzurro che hai visto da lassù, prova l’emozione di avvicinarti agli atolli più incontaminati, quelli dove non ci sono lettini nè ombrelloni. Trascorrere una settimana in catamarano in Polinesia, è solo uno dei tanti modi per godersi questo stupendo Paese, ma è quello che ho preferito.

Perché una vacanza in barca
Hai mai fatto più giorni consecutivi in mare? Io prima di allora no: le mie esperienze di navigazione si limitavano a qualche ora in traghetto. Però, ho scelto questo tipo di vacanza per due motivi: uno perché mi è sembrato il modo migliore per raggiungere angolini di mare poco accessibili e vedere paesaggi più variegati senza dover spostare continuamente le valigie e, due, per provare qualcosa di nuovo: la vita in barca, una vita non esattamente comoda e, spesso, fatta di compromessi. Oltre a me e mio marito, il catamarano ospiterà infatti altri due coppie: una di spagnoli (popolo che adoro) e una di italiani in viaggio di nozze. Che ci snocciolano subito un pippone sulle pillole per il mal di mare. Ecco, evviva. Lascio che mio marito se li subisca da solo, con la scusa che voglio parlare un po’ di spagnolo.

Sailing in the Tuamotu

L’itinerario
Come meta del nostro viaggio abbiamo scelto le isole Tuamotu, uno dei cinque arcipelaghi che compongono la Polinesia Francese. Meno patinate delle vicine Isole della Società (Bora Bora & C.), le Tuamotu sono state una scelta davvero felice… peccato lo skipper. Ma andiamo con ordine!

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Salperemo da Rangiroa alla volta di Tikehau, circumnavigheremo parte dell’atollo, ci addentreremo all’interno della sua laguna e poi torneremo a Rangiroa. Le ore di navigazione sono parecchie, ma saranno intervallate da escursioni in villaggi, motu, spiagge e tanti, tanti bagni.

Isole Tuamotu
Pink Sands, Tikehau

Le sabbie rosa di Tikehau
Dicono che Tikeahau è l’atollo più pescoso della Polinesia e non è difficile crederlo: ci fermiamo a fare snorkeling nei pressi del Tuheiva pass – il canale tramite il quale si accede alla laguna interna all’atollo – e la varietà di pesci che si presenta ai nostri occhi è impressionante. Siamo in un giardino naturale di coralli, dove è frequente incontrare razze e mante: purtroppo vediamo solo le prime, ma facciamo comunque il pieno di emozioni. Anche la pesca d’altura dà ottimi risultati: non rischiamo di rimanere senza cena.

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Sull’orlo della laguna si srotolano chilometri di sabbia rosa, minuscoli frammenti di corallo che, con il sole, assumono colori più o meno accesi. In ogni fazzoletto di sabbia c’è fermento: decine di paguri si muovono indaffarati e ci accorgiamo un po’ sgomenti che, oltre a noi, sono l’unica forma di vita a calpestare il suolo! Non c’è anima viva in giro e la sensazione è proprio quella di trovarsi su di un’isola deserta… che isola però!

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Prima di cena, quando la barca getta l’ancora, c’è sempre la possibilità di fare kayak alle ultime luci del sole.  Ma dopo tutti questi tramonti, un bel mattino ci viene voglia di vedere l’alba: usciamo dalla nostra cabina facendo meno rumore possibile e, oltre al sorgere del sole, vediamo anche un arcobaleno dato che durante la notte ha piovuto un po’. A colazione, il nostro skipper, con tanto di vena pulsante sulla fronte, tuona chiedendo chi ha osato alzarsi e camminare sul pontile prima di lui. Ohibò! Dice che non si può fare, è una regola della vita in barca. Bhè, #sapevatelo.

Isole Tuamotu
Sunset in Tikeahau

Le escursioni
A parte il diverbio con il capitano, la vita procede calma e non sentiamo il bisogno di nulla: c’è il sole, c’è il mare e tanto basta. La coppietta italiana ha la faccia un po’ verdognola, perché il mare è spesso mosso, ma pazienza. Vorrà dire che, se all’ora di cena non avranno fame, mangerò io la loro porzione di quel fantastico piatto che è il pesce crudo alla tahitiana: tonno marinato nel lime e servito in insalata con verdure e latte di cocco.

Ma parliamo di escursioni. Una delle esperienze più creepy mai fatte è stata la visita all’Ile aux Oiseaux. Avete presente Gli Uccelli di Hitchcock? Ecco. Da lontano sembra il solito isolotto carino, con la sua sabbietta intorno etc.. Ma mentre ti avvicini senti un brusio che, a poco a poco, si trasforma in un baccano infernale. L’isola è un groviglio di alberi carichi di nidi di ogni genere, il cielo è un turbinio di piume di tutti i colori: l’ambiente è infestato da intere colonie di uccelli marini che gridano, tubano e schiamazzano! Ricevo occhiate torve e ho la sensazione di non essere la benvenuta e, forse, è proprio così. Mi vedo già con le pupille strappate ma miracolosamente esco illesa: addirittura senza che nessuno me l’abbia fatta in testa (che era un’altra preoccupazione, e non da poco).

Ile aux Oiseaux, Tuamotu

Escursioni di tutt’altro tenore sono quelle ai villaggi: Tuherahera (Tikeahu) e Tiputa e Avatoru (Rangiroa), paesini che profumano di ibiscus e noci di cocco, popolati da gente ospitale che vive di pesca, agricoltura, artigianato e coltivazione di perle nere, le famose Perle di Tahiti.

Bimbi a Tuherahera, Tikehau

Ritorno a Rangiroa
Chiudiamo la settimana navigando verso Rangiroa, l’atollo più grande della Polinesia: il suo nome significa infatti ‘cielo immenso’. Oggi il mare è agitatissimo e il capitano consiglia a tutti di prendere pastiglie per il mal di mare: le onde si sono trasformate in cavalloni di diversi metri e in barca è impossibile reggersi in piedi. Altro che Pacifico questo oceano! Ma l’esperienza in mare è bella anche per questi imprevisti, siamo mica in crociera sul Mediterraneo. Una volta a Rangiroa, ci immergiamo nella calma della Green Lagoon, una piscina naturale dai colori cangianti. Qui, tra banchi di pesci multicolore, diciamo addio alle Tuamotu, ma pensiamo già alle prossime tappe: Moorea e Bora Bora.

Psssst: la foto qui sotto non si poteva fare, ma… lo skipper non lo sa! 😉

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6 Comments

  • ahhh Polinesia, mio marito ne andrebbe pazzo…Anche io amo la barca, la settimana alle Galapagos è stata una delle più belle della mia vita… adoro vivere senza scarpe a bordo 😉 foto molto belle!

  • La Polinesia…che sogno!! E scoprirla dal mare deve essere una gran bella esperienza! (Grazie per la mail comunque. Ancora non ti ho risposto perché la connessione qui è pessima. Appena a casa, sarà il mio primo pensiero!!!☺️)

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