Torno a Capri (e no, non sono snob)

Dal Monte Solaro, Capri
Faraglioni, VIP e Piazzetta? Capri è molto, molto di più: basta liberarsi di qualche pregiudizio.

Quando dici che torni (di nuovo) a Capri, tanta gente storce un po’ il naso. Se poi ci trascorri una settimana è la fine. Sei snob (e pure parecchio).
Il fatto è che la maggior parte delle persone, di Capri, non conosce che i Faraglioni, la Piazzetta e lo shopping. Pensano che l’isola vomiti la stessa gente che ti becchi d’inverno a Cortina (dillo con la R moscia, vi prego) e-io-quella-gente-lì-manco-morta. Vuoi mettere la sera? Una patetica sfilata di figli di papà, anziani tinta cuoio con monili d’oro da 25 kg al collo e 50enni in revamping con labbra e tette rifatte, quelle che trovi la mattina in spiaggia con la borsa di Chanel e le infradito di Gucci.

Bah.

Io dico di no. O meglio, non proprio. E’ vero che a Capri vedi interessanti esemplari del genere umano, ma trovi anche comuni – comunissimi – mortali, tutti insieme in fila da Buonocore per prendersi una brioche col gelato, al gusto Caprilù. E’ vero che, come ci è capitato quest’anno, una sera puoi mangiare totani e patate seduto nel tavolo vicino a Lucia Annunziata e il giorno dopo incontrare Elle Macpherson per strada – il che è già di per sè l’apoteosi dell’opposto -, ma di certo non ti senti da meno se passeggi con la tua mamma che, a parte una breve incursione a Londra a trovare la figlia con la passione dei viaggi, non è praticamente mai uscita dal Piemonte.
La sera, se hai voglia di andare oltre via Camerelle (perché sì, c’è un oltre) puoi lasciarti la mondanità alle spalle e andare a vedere i faraglioni al chiaro di luna fino a Punta Tragara. E se vuoi una prospettiva diversa e le scale non ti spaventano, puoi addirittura raggiungere il belvedere Cannone (per me meglio).

Luna Caprese da Punta Tragara
Luna Caprese da Punta Tragara

Naturalmente, Capri non è Capri senza la Piazzetta, nota attrattiva per stranieri che… Ops. Ecco. L’ho detto. Ho detto una parola tabù. Perché se ci vanno Gli Stranieri, allora il posto è automaticamente ‘troppo turistico’ e qualcuno, che – perbacco – è più furbo, allora lo evita a prescindere (come se Gli Stranieri fossero tutti scemi e andassero nei peggio posti). A me, di essere etichettata ‘turista’ non me ne frega nulla e in Piazzetta ci vado volentieri. E comunque, se questo appellativo è proprio fonte di disturbo, la Piazzetta, la si può chiamare semplicemente ‘piazza’ come fanno i Capresi.
In effetti sì, di americani e quant’altro ce ne sono molti ma… che importa? Magari evito di fare qui l’aperitivo (che tra l’altro non è il massimo), e mi prendo invece una granita al limone al chioschetto, bella fredda, appoggiata alla ringhiera. Così, senza pensieri, immergendo lo sguardo nel blu che ho davanti.

piazzetta terrazza capri
La terrazza di Capri

E il famigerato shopping? Per quanto mi riguarda, in generale, non vado mai in vacanza con l’obiettivo di fare compere ed entro sempre in pochissimi negozi: a Capri, l’unica eccezione è la deliziosa libreria La Conchiglia, dove anche quest’anno ho fatto una piccola incetta. All’acquisto selvaggio preferisco il vagabondare a zonzo per l’isola. Perché Capri non è mica solo fendere la folla di via Camerelle o via delle Botteghe. C’è da scarpinare, e parecchio! E ti dirò di più: molto probabilmente, lungo il Sentiero dei Fortini, giù dal Monte Solaro o su verso Villa Jovis non incontrerai quasi nessuno; avrai l’isola e il suo panorama senza uguali tutti per te!

Preferisco andare alla scoperta della Capri più autentica passeggiando per Anacapri, per quei vicoli che danno un’idea di come poteva essere l’isola una volta. Scovare nuovi punti panoramici (solo quest’anno ho scoperto il parco Astarita, ad esempio) e guardare quel lembo di terra che è la penisola sorrentina Ischia, Procida. Il Vesuvio. Preferisco, buttare l’occhio dentro i cancelli, farmi largo tra i colori accesi delle bouganville, perchè a Capri ogni scorcio è un dipinto.

Faraglioni Belvedere Cannone
I Faraglioni dal Belvedere Cannone

Il bagno lo faccio a Marina Piccola, ma non ci vado in bus: scendo a piedi, lungo Via Krupp o Via Mulo. Oppure vado ai Faraglioni Da Luigi, non in barca ma giù per i gradini in pietra e, ogni volta, mi fermo a leggere l’iscrizione con le parole di quell’uomo meraviglioso che fu Neruda che, proprio qui, ha scritto alcuni dei suoi versi più belli, dedicati a Matilde.
E poi perchè se a Capri non fai le scale, bhè, che ci vieni a fare? Cambia isola che fai prima. Lo dice anche… no, non Neruda, ma l’anonimo smaltatore della piastrella qui sotto.

Capri scale
Fare le scale a Capri è un must!

Non prediligo i locali più trendy e vippettari. Il mio preferito, Il Grottino, è un ristorante storico, di quelli che hanno sì decine di foto di vip appese alle pareti, ma vip degli anni ’50 e ’60. Quando entro so che troverò un ambiente ospitale e un proprietario di rara cortesia, che ancora si ricorda di te dall’ultima volta che ci sei stato e che, prima che tu te ne vada, visto che ti piace così tanto Capri, ti lascia un’immaginetta della Signora di Tutti i Popoli, la cui icona è incastonata nei mattoni vulcanici del Molo 4. E’ pronta ad accogliere con un sorriso tutti i visitatori dell’isola, con o senza borse di Chanel.

E non mi dite che Capri è da snob.
Capri ha solo ‘la fortuna – o la sfortuna – delle grandi protagoniste del turismo di massa del nostro tempo‘, dice Cesare De Seta, autore della bella ‘Capri. Una biografia‘. Per accostarsi al cuore dell’isola, aggiunge, bisogna viverla: ‘con i gesti lenti di una barca a remi, con la sobrietà che ogni atto d’amore esige‘.

 

11 Comments

  • E sott’acqua è ancora più bella.
    Fare una immersione subacquea a Capri è una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto.
    Mi fa piacere leggere questo tuo senso di appartenenza verso una isola che, ormai, è vittima del turismo mordi e fuggi.

    • Vero, troppo vittima di crocieristi che non vanno al di là dei Faraglioni… Mi è capitato di vedere proprio quest’anno una serie di foto sui fondali capresi: che meraviglia, non pensavo potesse esserci così tanto, sinceramente! Per la prossima volta allora: per quanto sia piccola, le cose da fare aumentano sempre! 😉

  • Condivido ogni parola anche se, quando giro per Capri, un po’ mi dispiace che gli isolani di questa zona (quelli dalla pelle scurissima e gli occhi dello stesso colore del mare) si vedano sempre meno, mentre i turisti snob, quelli che guardono schifati la gente del posto, siano sempre di più e sempre più arroganti e sprezzanti. Però, come dici tu, la magia di quest’isola è tale da far incantare con la sua semplice e naturale bellezza, facendo dimenticare completamente quell’orrendo turismo di lusso che la rende per certi versi un po’ finta!
    P.S. La prossima volta ti aspetto per una scalata sul Vesuvio!;D

    • Eh, infatti non ne ho visti di isolani così – me ne ricorderei! 😉 Credo che per evitare una certa fascia di turisti, sia necessario uscire dal centro: fortunatamente Capri offre comunque tante possibilità di ritagliarsi i propri spazi e vivere l’isola al meglio. Ad Anacapri ne ho visti pochi, lungo il sentiero dei fortini o a Villa Jovis ancor meno! A Capri sono sempre stata nel mese di giugno/inizio luglio e mai in altissima stagione: deve essere il delirio in agosto! :/
      E per quanto riguarda la scalata… ci sto!!!

  • Non vedevo l’ora di leggere il post su Capri 😉 Felice che tu sia riuscita a scovare angoli nuovi e ad innamorarti ancora di questi luoghi…che colori! Vero ogni luogo è come lo si vive, ben detto! A presto, prima o poi ci si vedrà no?! Baci baci

  • Ma che bel reportage, bellissimo! Non conosco Capri, e finora ho solo fatto una breve incursione a Napoli che mi ha rubato un pezzetto di cuore. Sogno di tornarci per fare un bel giro turistico, grazie per aver condiviso questa visione dell’isola così poco mainstream! E complimenti per le foto 🙂

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