24 ore e 5 esperienze nel Principato di Monaco

cosa vedere a Monte Carlo
Basta citarne il nome per evocare yacht, supercar e Formula 1: ma il Principato è anche storia, verde e... gusto!

Situato una manciata di chilometri dopo la Liguria, il Principato di Monaco è uno dei più piccoli – eppure più celebri – stati regnanti al mondo. Hai voglia di sconfinare ma solo per breve tempo? In questo post ti suggerisco alcune esperienze da fare in terra monegasca in giornata!

# Percorrere il circuito del Grand Prix
Una tentazione a cui non si può resistere! Mettiti al volante della tua auto (o, come me, al posto finestrino) e percorri i 3,337 km che caratterizzano il circuito automobilistico più esclusivo e rischioso del globo. Parte della Triple Crown – riconoscimento molto ambito sebbene non ufficiale che include la 500 miglia di Indianapolis e la 24h di Le Mans – il GP di Monaco si corre su una pista d’eccezione: la città stessa. Per l’occasione il Principato cambia pelle: vengono allestiti spalti, box e quant’altro e, paradossalmente, l’unica cosa che non muta è la strada stessa. Allaccia le cinture e dai gas: ma rispetta i limiti, ça va sans dire!

Comincia con la curva di Sainte Devote, patrona del Principato, dove Lauda e Alboreto scivolarono sui detriti. Prosegui verso il curvone di Massenet e la famosa svolta del Casino; un breve rettilineo in discesa ed eccoti al tornante più lento di tutto il mondiale, la curva della Stazione o curva Loews. Vira adesso al Portier, dove nel 1988 Ayrton Senna si qualifica con quello che, probabilmente, è stato il miglior lap mai realizzato a Monte Carlo. E adesso infilati nel tunnel! La galleria che passa sotto l’hotel Fairmont è l’unico tratto in cui si può accelerare, ma per pochissimo tempo: la chicane del Porto è dietro l’angolo. E’ questo però uno dei pochissimi punti in cui tentare il sorpasso, spesso teatro di incidenti. Ancora un rettilineo ed ecco la curva del Tabaccaio, celebre virata di 90 gradi che prende il nome da un vecchio Sali e Tabacchi che oggi non c’è più. Altre due chicane, un brevissimo rettilineo, una svolta a sinistra e poi la Rascasse (lo Scorfano), una curva a destra che immette all’ultima svolta, il Virage Antony Noghes, il commerciante di tabacco che organizzò la prima edizione del Grand Prix.

In gara, il circuito viene ripetuto 78 volte e, al momento, il record su giro è quello del 2004 di Michael Schumacher: 1’14”439 alla media di 161,528 km/h.

# Faire vos jeux!
Forse non ci hai mai messo piede, ma i suoi interni potrebbero risultarti famigliari: James Bond ne ha varcato la soglia più volte e così la banda di ladri di Ocean’s Twelve. Ambientazione di svariati film hollywoodiani, il Casino di Monte Carlo è uno dei simboli del Principato e venne fatto costruire da Carlo III per un motivo ben preciso: rimpinguare le casse dello stato, martoriate dalla sciagurata politica paterna. Progettato dallo stesso architetto dell’Opéra di Parigi, il Casino è un omaggio alla belle époque e, anche se non hai intenzione di fare alcuna puntata, il mio consiglio è quello di entrarvi ugualmente, se non altro per vedere i suoi fantastici saloni a tema, tra cui la Salle Medecine e la Salle Renaissance con il suo assortimento di slot machine.

Anche da fuori, in ogni caso, la Place du Casino ha il suo perché: inserita nella ricca cornice del Carré d’Or – il quadrilatero dello shopping di lusso – la piazza è impreziosita da una splendida fontana, oltre che da edifici di pregio quali il Grand Théâtre e il noto Hotel De Paris (e un gran numero di Ferrari, Lamborghini, Rolls, Aston Martin etc. che stazionano vanitose nei pressi).

# Scoprire la città vecchia
Nonostante tanti tendano ad identificare il Principato di Monaco con Monte Carlo, in realtà, quest’ultimo è solo uno dei quattro quartieri che lo compongono. Gli altri tre sono La Condamine (la zona portuale), Fontvieille (una zona residenziale di recente costruzione) e Le Rocher, ossia ‘la Rocca’. E’ proprio quest’ultimo che ti consiglio di visitare, trattandosi non solo del nucleo originario della città ma anche di un’area molto suggestiva, abbarbicata su di un roccione proteso sul Mediterraneo.

Lontano da mondanità e ostentazione, il centro storico del Principato diventa uno dei tanti paesini della costa francese, tutto piazze e viuzze, ma anche chiese, boulangerie, pasticcerie e graziosi palazzi dai balconi fioriti. Se sali alla Rocca poi, potresti anche pensare di visitare il Palazzo dei Principi, residenza ufficiale dei regnanti e, da quasi un secolo, proprietà della famiglia Grimaldi. Ogni mattina, alle 11.55 si tiene la cerimonia del cambio della guardia.

# Passeggiare nei giardini pubblici
Ce ne sono diversi e il più celebre è probabilmente quello esotico, con le sue piante grasse. Eppure, a me sono piaciuti di più i Giardini Saint-Martin, i più antichi in assoluto. Verdissimi e profumati, fondono perfettamente la macchia mediterranea con esemplari più esotici e, grazie ai tanti sentieri ritagliati sul fianco della Rocca, regalano visuali indimenticabili sul mare. E c’è anche il Principe Alberto I: ritratto come un Principe Navigatore, quale effettivamente fu in vita, è una imponente statua in bronzo che scruta l’orizzonte.

# Assaggiare la pissaladière
Inglobato dalla Francia ma vicinissimo all’Italia, era inevitabile: il Principato ha subito l’influenza di entrambe le cucine! Senza scomodare locali stellati e costosi ristoranti di pesce, optiamo per un assaggio gustoso e super accessibile: la pissaladière o, all’italiana, la piscialandrea. A metà strada tra la pizza e la focaccia, si tratta di un’antichissima specialità ligure così chiamata in onore dell’ammiraglio Andrea Doria. Oppure di un’antichissima specialità nizzarda, così chiamata in onore del peis salat, il pesce salato. La verità? Non la sapremo mai ma, in fondo, poco interessa: a base di cipolle (tante!), acciughe ed erbe aromatiche, in Liguria la trovi con l’aggiunta di salsa di pomodoro, mentre a Monaco e nella Francia meridionale senza. Ma è buona comunque (e, anzi, forse di più)!

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