Giù fino a Skeleton Point: hiking down the Grand Canyon

Grand Canyon
Grand Canyon, Arizona
Il South Kaibab Trail è uno dei più affascinanti percorsi trekking all'interno del Grand Canyon...

Ha gli occhi piccoli, resi ancor più minuscoli da un paio di occhialini tondi. I capelli radi ma, in compenso, una barba folta, bianca. Siede lì, nella cabina all’ingresso e sta per farci i biglietti. “Welcome to the Grand Canyon!”, dice con voce acuta e scoppia in una risata.

Perché ride poi. Quel sabato ha piovuto a dirotto tutto il giorno e, probabilmente, di gente sorridente quel ranger non deve averne vista molta. Anche noi abbiamo preso la pioggia, ma per strada, fortunatamente. Appena usciti dall’Antelope Canyon, il cielo si è rannuvolato e in poco tempo ha rovesciato secchi e secchi d’acqua. Una parte della Route 89 non era percorribile e così abbiamo dovuto allungare il percorso, passando per Tuba City, una di quelle cittadine americane che proprio no. Un McDonald’s e un paio di muli scappati che ti attraversano la strada.
Quando finalmente arriviamo al Grand Canyon la pioggia ha quasi smesso e manca poco al calar della sera. Entriamo comunque nel parco, anche se l’indomani ci trascorreremo tutta la giornata.

Grand Canyon pioggia
Il Grand Canyon dopo la pioggia

Penso di essere preparata a quanto mi aspetta: ci sono già stata una volta. Solo che poi arrivi al Rim, strabuzzi gli occhi e decidi che no, non si è mai pronti a una visione del genere. Scommetto che non lo è nemmeno l’attempato ranger di prima, nonostante alleni lo sguardo da anni. Le rocce sembrano sospese, brillano tra le ultime gocce di pioggia. I colori emergono nella foschia: predominano il viola, l’azzurro. Un grande canyon blu.
Dove finisce? Forse nessun altro posto al mondo è capace di trasmettere la stessa sensazione di immenso. E pensare che di quei 500.000 ettari non ne vediamo che una piccolissima parte. Trascorriamo una mezz’ora lì, incantati. Sulla strada per l’hotel, un wapiti dall’aria poco amichevole.

wapiti Grand Canyon
Un wapiti al Grand Canyon

Il giorno seguente c’è il sole: siamo pronti a scendere dentro il Grand Canyon. Piccola parentesi: il modo più safe per vedere la maggior parte dei parchi dell’Ovest è il Rim trail. Si sale sull’auto – o sulla navetta, se c’è – e via verso i vari belvedere, in stile hop on/hop off. Che, per carità, è una cosa che va fatta perché ci sono punti panoramici imperdibili, però… a chi va negli USA consiglio sempre di scendere nei parchi, di non limitarsi a fare lo spettatore. Qui al South Rim, dove ci troviamo – che è, tra l’altro, il lato più accessibile e frequentato del Grand Canyon (in quanto il North Rim accoglie appena il 10% visitatori totali) – ci sono numerosi percorsi tra cui scegliere. Potete decidere il vostro prima di partire, dando un’occhiata al sito ufficiale del GCNP.

In quanto a noi, pensavamo di fare il Bright Angel Trail, ma l’acqua del giorno prima l’ha reso inagibile; optiamo allora per il South Kaibab Trail, più scenico del BAT, ma un po’ più difficile anche perché, a parte le prime ore del mattino, è tutto in pieno sole. Si tratta di un percorso su tre tappe di circa 10km, con un dislivello di 630m, da percorrere idealmente in 4-5 ore.

South Kaibab Trail, Grand Canyon
Lungo il South Kaibab Trail, Grand Canyon

La prima tappa, facilmente accessibile a tutti, si chiama Ooh Ahh Point, un’onomatopea che rende perfettamente l’idea. Proseguendo in direzione della seconda, Cedar Ridge, si ha l’impressione di penetrare poco alla volta nelle viscere della terra; eppure, questi solchi primordiali non provocano inquietudine nè tensione. Anzi, la sensazione è quella della pace più assoluta: la gente che si avventura per i trail è poca e il silenzio rende la camminata ancor più magica. E poi questa scena pazzesca: una fila di muli. Che lo so che sono solo delle guide che tornano su dal fiume Colorado, ma… l’effetto! E’ l’America dei film quella che mi scorre davanti agli occhi.

Grand Canyon
Cow Boys?

Alzo gli occhi. Penso che la cosa più bella di un viaggio negli USA siano i cieli. Quanto sono infiniti i cieli americani? …eppure il cielo è sempre quello. Solo che qui, dove i paesaggi sono sconfinati, dove la natura è estrema e gli spazi sono immensi… è come se anche il cielo diventasse più grande, più profondo. Più blu.

grand canyon
Grand Canyon

La tappa finale del nostro percorso è Skeleton Point: la stanchezza comincia a farsi sentire e quest’ultimo tratto è sicuramente più impegnativo dei precedenti. Però vale la pena affrontarlo, perchè è da lì che si riesce ad avvistare il fiume Colorado. Eccolo! Ci fermiamo a contemplarlo: sembra davvero rosso (‘colorado’ in spagnolo, appunto), tanti sono i detriti e la sabbia strappati alle rocce.  Uno scoiattolo ciccione ci tiene compagnia.

Colorado, da Skeleton Point
Il fiume Colorado, da Skeleton Point

Sebbene il fiume sia pochi kilometri sotto di noi, siamo costretti a fermarci. Probabilmente le gambe ci porterebbero laggiù ma non ce la farebbero a risalire sotto il sole cocente: la discesa fin qui è relativamente facile e non ci si rende conto di quanto in realtà sia ripido il percorso; nessuna guida consiglia MAI di andare e tornare dal fiume in giornata. Una cosa veramente figa? Scendere al Colorado via South Rim, accamparsi la notte e risalire via North Rim. E’ uno dei miei sogni e chissà che prima o poi si realizzi: peccato che il rest camp al fiume disponga di posti limitatissimi e sia necessario prenotare con 12 mesi di anticipo (se bastano)!

Una volta su, prima di rimetterci in auto, decidiamo di seguire il trail a bordo Rim, l’Hermit Road (11 km percorribili soltanto in navetta). Son ben 9 i punti panoramici lungo questo percorso tra cui, degni di nota, il Trailview Overlook che si affaccia sul Bright Angel Trail e l’Hopi Point, da cui si vede bene il fiume Colorado.

Colorado River, Grand Canyon
Colorado River, Grand Canyon

E’ davvero ora di partire; ci spostiamo verso la Monument Valley, dove ci attende un pernottamento davvero particolare. Ciao Grand Canyon, ci rivedremo.

4 Comments

  • E’ verissimo: il cielo sul Grand Canyon ha lasciato a bocca aperta anche me. Non me l’aspettavo, ma mi ha (quasi) ricordato il grande cielo africano.

  • Ok allora vada per la navetta per me eh! Sai che sono più una da città io 😉 e poi già mi vedrei scivolare mille volte lungo i percorsi che scendono giù verso il fiume eheh. A parte tutto, non vedo l’ora di essere li, sotto un immenso cielo, spero blu, e la maestosità e spiritualità di questo luogo tanto sognato! Ormai manca pochissimo (ma ti ricordi che ti avevo proprio chiesto info anni fa?, alla fine ci siamo quasi wow). Monica I Viaggi di Monique

    • hahahah sisi, lo so!! Puoi anche fare la Desert View Drive allora. E’ un percorso in auto di una 40ina di km, ti porta alla Watchtower dove puoi salire per una vista a 360 gradi! L’avevo fatto la prima volta!

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