Il Blyde River Canyon e… le tre mogli più capricciose del Sudafrica

Blyde river canyon
Sapevi che il terzo canyon più grande del mondo si trova in Sudafrica? Poco distante dal Parco Kruger, vale sicuramente una visita!

Sapevi che il terzo canyon più grande del mondo si trova in Sudafrica? Scavato dal Blyde River, da cui prende il nome, è lungo 26 km e profondo 800 metri. Però, differenza dei suoi fratelli maggiori – il Grand Canyon negli USA e il Fish River Canyon in Namibia – il Blyde River ha una particolarità: è un canyon tutto verde, ricoperto dalla lussureggiante vegetazione subtropicale.

Se la tua destinazione finale è il vicino Parco Kruger, facci un pensierino: il Blyde River Canyon vale decisamente una sosta di almeno mezza giornata! Occhio però: a rendere così spettacolare questo canyon sono i suoi numerosi belvedere, dunque, se piove o c’è la nebbia, come spesso può succedere se si va in Sudafrica nella (nostra) estate, allora… ehm, magari la prossima volta, eh?

La strada che vi porta al Blyde River corre attraverso la bella regione del Mpumalanga ed è una delle più pittoresche del Sudafrica: non per niente è chiamata Panorama Route! Le meraviglie cominciano non appena superata la cittadina di Graskop: ancora una decina di chilometri e potrai affacciarti a una finestra d’eccezione, la famosa God’s Window, un belvedere molto suggestivo da cui, tra l’altro, partono brevi escursioni che vi porteranno dentro la foresta. Basta veramente un’occhiata per capire come mai la regione del Mpumalanga sia anche nota come ‘Paradise Country’: davanti a noi si stende un vero e proprio Eden, di fronte al quale lo sguardo si perde fino a che il verde della foresta si confonde con il blu del cielo. Nelle giornate più limpide pare si riesca a vedere anche il Mozambico!

God's Window, Blyde River Canyon, Sudafrica
God’s Window, Blyde River Canyon, Sudafrica

Proseguendo in auto verso nord, ci si imbatte in un’altra chicca, i Bourke’s Luck Potholes. Si tratta di piscinette naturali create nel corso dei secoli dal lavorio dell’acqua: i fiumi Blyde e Treur (che in lingua locale significano rispettivamente “fiume della gioia” e “fiume del dolore”) hanno letteralmente bucato la roccia, creando giochi di colore che variano durante la giornata, a seconda della luce e in base ai sedimenti trasportati dal fiume.
Da dove prendono il nome queste ‘buche’? Da un personaggio che, paradossalmente, di fortuna ne ha avuta ben poca. A differenza di altri cercatori d’oro, il povero Mr. Bourke, qui, di pepite non ne ha trovata nemmeno una! I potholes sono visibili da numerosi punti facilmente accessibili grazie a ponti e ponticelli sospesi sopra il fiume.

Bourke's Luck Potholes, Blyde River Canyon, Sudafrica
Bourke’s Luck Potholes, Blyde River Canyon, Sudafrica

L’escursione al Blyde River Canyon raggiunge il culmine con la visita alle Three Rondavels, tre picchi montuosi così chiamati perché assomigliano alle ‘rondavel’, le tradizionali capanne africane, tondeggianti e dal tetto a punta. Un tempo, questa zona era conosciuta anche come “Il capo e le sue tre mogli”, per cui l’altipiano piatto, a destra delle rondavel, era Mapjaneng, leader nella lotta contro gli Swazi, e i tre picchi tondi, tre delle sue mogli più capricciose: Magabolle, Mogoladikwe e Maseroto.

Three Rondavels, Blyde River Canyon, Sudafrica
Three Rondavels (Il capo e le sue mogli), Blyde River Canyon, Sudafrica

A prescindere dal nome, il panorama che si gode da quassù è uno spettacolo: è qui che il canyon si apre a formare un lago ed è qui che, per la seconda volta, riaffiora l’impressione di trovarsi di fronte a un Eden perduto…

Near the Three Rondavels, Blyde River Canyon, Sudafrica
Vicino alle Three Rondavels, Blyde River Canyon, Sudafrica

Che ne pensi? La faresti una sosta in questo angolino di paradiso?

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