“Senti, dalle Maldive la cartolina non mandarla”

settimana alle maldive
Atollo di South Malè, Maldive
Un post pigro, come pigra è stata la mia settimana qui. Queste sono state le mie Maldive, senza affanni e senza voler giocare all’esploratrice a tutti i costi.

Questo è un post pigro, ve lo dico. Non perché non abbia voglia di impegnarmi a scrivere ma perché è la vacanza stessa ad essere stata particolarmente pigra, da cui questo post. Niente scarpinate, niente chilometri macinati in macchina, niente giri per musei. Niente di niente e per scelta. Del resto ho vissuto una settimana in uno spazio di una manciata di chilometri quadrati, quindi non è che avessi tutte queste opzioni. …dov’ero? Alle Maldive, naturalmente.

maldive dall aereo
In volo verso le Maldive

Siccome mi sono arenata in spiaggia e basta, ora mi trovo un po’ impacciata perchè vorrei comunque raccontarti qualcosa. Le Maldive sono pur sempre le Maldive, no? Hanno un’atmosfera unica e particolare, che con gli altri paradisi tropicali non ha nulla a che fare. Diversissime da Bora Bora o da Moorea, isole verdi che, oltre che per il mare, ricordo per i panorami da sogno, le Maldive hanno poco e niente in comune con le Seychelles, che ho trovato tutt’altro che rilassanti. E sono lontane anni luce da Santa Lucia, Caraibi. Insomma, sono un mondo a parte.

Qualche sentore che stavo entrando in una specie di universo parallelo l’ho avuto ancora prima di partire. Premessa: se hai letto qui, saprai che ho l’abitudine di inviare ai miei nonni una cartolina da ogni posto che visito, sia esso Varazze o (magari!) Copa Cabana. Quando ho comunicato a mia madre – per telefono – la mia partenza per Malè, la reazione è stata questa:

‘Però stavolta non mandarla la cartolina, né’
‘Scusa? Mi sa che non ho capito’.
‘No, dicevo che è meglio che non la mandi, la cartolina’.
‘E *spazientita* perché mai, di grazia??’.
‘No, dalle Maldive, NO.’
E cambia argomento. Ohibò. Ma perché? Forse nell’immaginario collettivo le Maldive sono troppo.. ma troppo cosa? In ogni caso, meglio non far sapere che ci sei stato, sai mai…

Overwater bungalow Maldive
Overwater alle Maldive

Secondo campanello d’allarme: l’aeroporto. In coda per il check-in non è che ci sia proprio questa gran varietà di vacanzieri. Diciamo che tutti i presenti – eccetto noi e pochi altri – sono riconducibili a 4 categorie: 1) i novelli sposi; 2) coppie di mezza età tinta cuoio che potrebbero avere la metà delle rughe se non avessero fatto tutte quelle lampade; 3) orde di russi che lasciano lo shopping milanese per spendere i loro soldi altrove; 4) i burini. Davvero, non so come altro chiamarli. Si riconoscono perché, in generale, gli uomini sono tutti più o meno palestrati (e sfoggiano tatuaggi improponibili) e le donne sono tutte più o meno ossigenate e con la ricrescita (e sfoggiano tatuaggi altrettanto improponibili). Ma soprattutto perché entrambi sono GIA’ in canottiera. Giuro. Nonostante siamo ancora a Malpensa e ancora in Gennaio. Roba che a guardarli, al Moncler gli viene la pelle d’oca.

Ma veniamo al dunque: la (mia) tipica giornata maldiviana. Sveglia presto, quasi all’albeggiare, e colazione a base di (molti) dolciumi e schifezze (e una fettina di papaya perché se sei donna e non prendi un po’ di frutta pare brutto). Poi, subito spiaggia che a quell’ora è perfetta perché non c’è quasi nessuno e il sole non è ancora troppo forte. Un libro: quella settimana leggevo Ogni cosa è illuminata e probabilmente sembravo affetta da disturbi della personalità dato che alternavo momenti di pianto isterico a risate sguaiate (il cane che non si muoveva se non gli cantavi Billie Jean rimarrà impresso nella mia mente nei secoli dei secoli).

frangipane maldive
Frangipane

Dicevamo, un libro. Poi un bagno, magari. L’acqua è caldissima, ma per nuotare un po’ bisogna per forza andare al largo con una barchetta, altrimenti si può camminare con l’acqua alle ginocchia per chissà quanto. E’ turchese. Trasparente. Un olio. La adoro. A quell’acqua faccio cento foto tutte uguali, cercando di intrappolare in un’immagine una sensazione che, inevitabilmente, andrà perduta. Non si può descrivere il mare delle Maldive.

settimana alle maldive
Il mare delle Maldive

Di nuovo libro e poi snorkeling. Incontro un abitante del luogo con cui mi lancio in una gara di nuoto: una tartaruga. Naturalmente perdo. Mi consolo con una puntatina alla Spa: provo il massaggio con le pietre calde, mentre mio marito va a fare pesca di altura. Quel giorno hanno preso un pesce vela enorme: credo ci abbia mangiato metà resort. Un sushi buonissimo. Mio marito fa anche sci d’acqua, io no (figuriamoci). E allora? Libro, of course.

sci d-acqua maldive
Marito che scia, Maldive

Poi passeggiatina: raggiungiamo a piedi il lembo di sabbia bianca con tutte quelle palme. A un certo punto del pomeriggio un evento scuote la routine del villaggio: mentre americani ed europei abbandonano la spiaggia sfoggiando una preoccupante tonalità aragosta, gli orientali fanno la loro comparsa con cappelli, visiere e, a volte, maniche lunghe. Molti di loro non sanno nemmeno nuotare e durante il giorno se ne stanno all’ombra nel resort o nei loro bungalow. Non ho ben chiaro cosa ci facciano alle Maldive ma, del resto, non è un problema mio: loro il perché lo sapranno. E’ in questo preciso momento della giornata che so esattamente che ora è. E’ l’ora dell’aperitivo.

Maldive
Maldive

Un bel cocktail di frutta in piscina, anzi nella infinity pool, che le chiamano così perchè più figo. Dopo cena, un’ultima passeggiata sul pontile a osservare il solito comizio di granchi sulla spiaggia e ad attendere l’arrivo di qualche razza o, con un briciolo di fortuna, di una manta. Dall’animazione stiamo alla larga come dalla peste, Dio ce ne scampi. Andiamo a dormire, anche se magari sono appena le 21 e 15. Ma comunque ci siamo svegliati all’alba, quindi ci sta.

Maldive 3
Infinity pool, Maldive

Fine. Sette giorni così. L’avevo detto che era un post pigro, no? Probabilmente le Maldive sono anche molto altro (almeno credo), ma queste sono le mie: sebbene non sia il genere di vacanza che prediligo, è così che ho deciso di viverle, senza affanni e senza voler giocare all’esploratrice a tutti i costi, perchè in quel periodo era giusto così.
Ci tornerei? Penso proprio di sì. Anche se so che dovrò avere nuovamente una certa predisposizione: uno stress accumulato da mesi, grossi cambiamenti in vista e il desiderio di prendermi un attimo di pausa prima di ricominciare o, ancora, una grossa fatica superata e la necessità di riprendere fiato… sono queste le circostanze in cui secondo me le Maldive “servono” a coloro che non rientrano in nessuna delle quattro categorie elencate sopra. E garantisco che si torna rigenerati, provare per credere.

Mladive 4

Ah, e se ti capita di andarci, mandala una cartolina. Ma solo a chi ti vuole bene.
Chi ti vuole male, probabilmente, avrà già mille altri motivi per schiattare d’invidia.

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