Prima di parlare del Canada

Di ritorno dal Canada
Più che un post, un pensiero.

Sono appena tornata da un viaggio in Canada. Prima di parlarne però, un pensiero.

Un pensiero dedicato al nonno, dai baffi bianchi e spessi, dalle mani callose e grandi, grandissime. Seduto al tavolo con un libro di storia o di geografia, un vecchio sussidiario della mamma o dello zio. Il nonno che il suo paese non l’aveva quasi mai lasciato, ma era stato a Lourdes e Fatima e mi diceva quanto era stato bello prendere l’aereo e vedere le nuvole così da vicino. Il nonno che quando abitavo a Londra mi chiamava l’Inglesina. E l’età avanzata che, poco alla volta, gli ha cancellato i visi, il mio nome, i miei spostamenti. Rammentargli che vivo in Africa era sempre una sorpresa.
‘Hai un ragazzo nero?’ – mi ha chiesto stupito una volta. ‘Ma nonno, sono già sposata! Non ricordi che sei venuto al matrimonio?’. ‘Ah’. Ma non è convinto. Gli mostro una foto: si riconosce, mi riconosce. Tante cose ti ha portato via la vecchiaia, nonno, ma non la forza, non quel sorriso sornione che a volte spuntava ancora sotto quei baffi spessi.

Alla nonna, donna d’altri tempi, dalla tempra forte, pratica, senza fronzoli. Avevi sempre qualcosa da dire, sempre un’opinione, non smettevi di chiacchierare nemmeno quando avevi mal di gola o il fiato corto. E quel braccio artritico che ci faceva ridere, perché non voleva più saperne di sollevarsi e allora lo spingevi su con l’altro braccio.
Non ho mai capito perché ti piaceva così tanto la Statua della Libertà, ma quando sono andata a New York te ne ho presa una bella grande. Tu e il nonno collezionavate tutte le mie cartoline, le più belle in casa, le altre fuori, attaccate alla finestra del garage, ingiallite dal sole e dal tempo.

Al Canada, che è stato il primo posto da cui la cartolina non è più partita. Perché siete partiti voi, a tre mesi di distanza l’uno dall’altra. Le mie corse precipitose dal Congo per salutarvi quell’ultima volta.

Ciao nonni, la cartolina vi arriverà sempre, non più via posta ma via cuore.
E arriverà prima.

nonni

8 Comments

  • Ciao Cris, mi ero persa questo post ed ora sto qui con il magone in gola. Mi dispiace tantissimo. Io ho ancora le mie nonne e a quella materna l’anno scorso hanno diagnosticato un brutto male, al solo pensiero di perderla sono stata malissimo, ma lei è una bersagliera, ha una grinta che non so da dove possa venire!!! Ti sono vicina anche se in ritardo ed anche se non ci conosciamo.
    Un abbraccio.

    • Ciao Valentina, che cara – grazie per le tue parole! La grinta delle nonne è un bene prezioso, anzi introvabile ai giorni nostri, tienila stretta!
      Un abbraccio a te,
      cris

  • Queste poche righe mi hanno toccato nel profondo. Anche io ho perso i nonni a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra.. E ora che non ne ho più nessuno, mi mancano immensamente! Mia nonna era una seconda madre, sono cresciuta in casa con lei e mia mamma. È stata una grossa perdita per me…
    Mi dispiace davvero, spero che la potenza del viaggio possa alleviare il tuo dolore!
    Un abbraccio!

  • Quando ho letto Canada nella notifica mi sono precipitata qui per leggere.
    Anche se non ci conosciamo mi dispiace tantissimo, Cristina.
    Daniela

    • Grazie Daniela. Il Canada non è stato un viaggio come gli altri e dovevo scriverlo, ecco tutto. Di questo stupendo Paese ne parlerò presto, comunque. Un abbraccio, c.

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