Un giorno nelle Cotswolds

Cotswolds cosa vedere
Arlington Row, Bibury, Cotswolds
Ochette di legno alle finestre, tendine di pizzo e cigni bianchi che nuotano tranquilli sul fiume. Un mondo così squisitamente Old English da non crederci.

Forse, ti farebbe piacere fare un salto nel passato. Hai presente quei paesini dai tetti di ardesia e dai muri in pietra, color del miele? Paesini dove le case hanno tende di pizzo alle finestre, i negozi vendono caramelle sfuse in grossi barattoli di vetro e carri di fieno passano proprio sulla strada principale, lasciando pagliuzze dorate dietro di sè. Scommetto che le Cotswolds ti piacciono già. E non ti ho ancora detto che si trovano a meno di due ore da Londra.

Ma cosa sono le Cotswolds? Innanzitutto il termine in sé significa ‘colline delle pecore’ e il perché è facile capirlo. I piccoli centri abitati – oltre 30 – che costituiscono questa regione sorgono su una serie di rolling hills, dolci pendii su cui pascolano greggi di pecore. Ed è proprio in un passato di semplici pastori e ricchi mercanti di lana, che quest’area affonda le proprie radici. La regione, che ha mantenuto il suo carattere rurale ed estremamente poetico, copre una superficie molto ampia (ben 5 contee), delimitata grosso modo da Stratford e dal fiume Avon a nord, da Bath a Sud, da Oxford a est e da Cheltenham a ovest. E’ la più grande AONB (Areas of Outstanding Natural Beauty) d’Inghilterra.

Cotswolds cosa vedere
Un pub a Burford

I villaggi che ho visitato sono tre. Ho cominciato con Burford, una manciata di anime, di vite vissute lungo la grossa via che lo taglia a metà. E’ bello passeggiare per Burford. Osservare cottage con nomi deliziosi e d’altri tempi, Little House, Gryphon House. Una gallina e un’ochetta in legno ti osservano dal davanzale di un bow window: le giudicheresti kitsch in qualunque altra parte del mondo, ma non qui. Qui sono le guardiane di un salotto che immagino pieno di centrini inamidati, teiere fumanti, tazzine in porcellana, quadri dalle cornici dorate. Anche un camino.
Sbircio nei cortili interni – entrare no, sono proprietà privata! – e butto l’occhio sui vasi di fiori allineati. Mi soffermo sui dettagli: una lanterna dal vetro appannato, la porticina in legno con il battente in ferro, il davanzale straripante di fiori che diventano tutt’uno con il rampicante che monta lungo la parete.

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Scorci di Burford

Continuo a camminare e raggiungo il centro del paese: un pub ricoperto d’edera e una serie di negozietti, tra cui lo sweetshop di cui vi parlavo poco fa che, oltre alle caramelle, ha sul bancone lecca-lecca tondi, rossi e bianchi. A Burford si vendono anatroccoli dal becco lungo intagliati nel legno, bricchi per il latte, fiori secchi, innaffiatoi di metallo e grembiuli merlettati. E profumi. Sai che le Cotswolds sono anche conosciute come la Provenza inglese? L’essenza della lavanda ti insegue un po’ ovunque, sottoforma di sacchetti profumati, oli essenziali, ma anche stampe, ricami, semi da piantare sul terrazzo di casa.

Dopo Burford mi dirigo a Bibury, noto come ‘the most beautiful village in England”. Sebbene i cottage più grandi, quelli con la Porche parcheggiata in cortile, siano belli da togliere il fiato, la sua fama, Bibury la deve soprattutto ad Arlington Row, una via, anzi una fila di cottage piccini, che si affacciano su di una viuzza stretta stretta sin dal 1300, quando erano edifici per la vendita della lana.
Comignoli allineati, finestrelle bianche aperte sui tetti, entrate minuscole: i cottage di Arlington Row sono tutti identici o quasi. A distinguerli solo la vegetazione: rampicanti che lambiscono con prepotenza le porticine invadendo le mura, una rosa dalle tinte tenui che arriva fin sotto le prime tegole, un’altra in un vaso sul davanzale della finestra. Al di là del vetro, una bambola. Arlington Row è un quadro dipinto da un pittore, immersa nella natura, con erbe e fiori di campo che crescono alti e selvaggi a pennellare il paesaggio di verde, rosa, giallo, lilla. Il fiume Coln, con un cigno che disegna cerchi sull’acqua, rende tutto perfetto.

Cotswolds cosa vedere

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Scorci di Bibury

Ah, sai cos’ho scoperto? Che in uno di questi cottage, al n°9, si può pernottare! Pare che al suo interno ci siano due camere da letto, una cucina, un bagno con doccia elettrica e una sala da pranzo con stufa a legna. Certo, perchè ovviamente vivere nelle Cotswolds comporta il rispetto di una serie di regole affinchè quell’illusione di MedioEvo così ben perpetuata non vada in frantumi. Di conseguenza, ad esempio, non è possibile nè installare sistemi di riscaldamento moderni che andrebbero a rovinare l’architettura delle casine né modificarne i canoni estetici: non è un caso che tutte le finestre abbiano tende immacolate. I colori diversi dal bianco non sono ammessi.

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Ultima tappa della mia giornata è Bourton-on-the-water, la cittadina che, forse, delle tre è quella che mi è piaciuta meno. Nonostante il lato pittoresco non manchi e offra scorci piacevolissimi – cottage di oltre 300 anni che si riflettono sul fiume Windrush, ponticelli da attraversare e quant’altro – Bourton è forse troppo piena di pub, ristoranti e negozi. Più carine le vie laterali, dove sbuca una tea room solitaria. Mi ha incuriosita una casa proprio a ridosso del fiume, con una parete praticamente sull’acqua e una lampada vicino alla finestra. Immagino il signore che ci abita e che la accende la sera, con un libro sulle ginocchia. Con la tv spenta riuscirà a sentirlo il fruscio del Windrush?

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…è già ora di tornare a Londra? Eh sì, il mio viaggio nel tempo finisce qui. Risalgo in pullman e guardo le colline verdi e gialle, pensando che la campagna inglese non è mai stata più inglese di così. Mi vengono in mente le sorelle Brontë, Thomas Hardy. Tutto torna, mi sembrano posti già visti: è quel mondo così squisitamente Old English che pensavo perduto. Certo è che nelle Cotswolds vorrei tornarci e godermele un po’ di più.

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Tips for next time

Una visita di almeno due giorni, le Cotswolds se la meritano tutta. Magari durante il weekend, quando i villaggi si animano con festival e mercati. E sarebbe bello dormire in una Inn tradizionale oppure, per trattarsi davvero bene, in una Manor House. Passeggiare nel verde della campagna inglese, possibilmente a cavallo. E visitare nuovi paesini, in cima alla lista The Slaughters e Broadway, con la sua torre e i suoi campi di lavanda.

E tu che ne pensi? Sacrificheresti un po’ di Londra per trascorrere qualche giorno qui?
…se non ti è bastato, ecco altre idee per brevi gite fuori porta!

22 Comments

  • Grazie Cris, ci regali sempre degli spunti originali e interessanti!
    Alla fine sto davvero organizzando per il Bhutan, eheh, ma intanto sogno anche questi villaggi splendidi un po’ più vicini!
    Mi preoccupa un po’ solo la guida all’inglese, mumble mumble… ma quando sarà il momento ci cimenteremo anche in quella!
    Un abbraccio, ciao ciao!

    • Che bello sono contenta per te,vedrai che il Bhutan ti stupirà!
      Guarda io non guido manco all’italiana, figurati… 😉 volendo sono comunque raggiungibili in pullman da Londra!

  • Beh, cosa ne penso?!?… penso che partirei ORA!
    Non conoscevo affatto questa zona, mai neanche sentita nominare.
    Ti ringrazio, la mia lista dei luoghi da visitare si è appena allungata!!! 😉

    Elena

    • Ciao Elena, felice di avertela fatta scoprire allora! Questa naturalmente è solo una piccolissima parte delle Cotswolds ma se tutti i villaggi sono così… promette molto bene!

    • Anch’io mi ero innamorata a prima vista, e che gioia vedere che era davvero come in foto! Felice che vi sia piaciuta, spero possiate farci un salto presto!

    • Esatto, sembra proprio di essere dentro un libro, magari quelli illustrati di Beatrix Potter! Ho visto che c’era anche un the alla lavanda: io non l’ho provato, ma per te sarebbe stato un ottimo binomio! 🙂

  • Che posti deliziosi! Ad ogni post che leggo mi viene una voglia di prendere e partire, pensa te che tempo fa su Amazon comprai una miniguida sulle passeggiate nelle Cotswolds per quando le visiteró! Un salto nel tempo non mi dispiacerebbe affatto, poi in quell’atmosfera così tremendamente british…che te lo dico a fare!!!

  • Cosa ne penso? Che me ne sono innamorata!
    Io sono una di quelle persone che quando pensa all’Inghilterra, pensa solo a Londra – perché mi manca, sensazione che conosci molto bene – però, ogni volta col senno di poi, mi dico che sarebbe bello aggiungere qualche giorno in zone come le Cotswolds.
    Un bacio x

    • e… lo so! Pensa che mentre ero sul pullman mi dicevo ‘cavolo però se oggi fossi stata a Londra sarei andata lì… che ci faccio qui?’ Invece poi si è rivelata un’ottima gita fuori porta (e per fortuna che se no mi mangiavo le mani!!) 😀

    • Ne vale la pena! Soprattutto per te che ormai sarai abituata ai grandi spazi australiani… visitare questi villaggi minuscoli sarebbe un bel contrasto! 🙂

  • Adoro le Cotswolds, e vale sicuramente la pena di rinunciare a un paio di giorni a Londra per passare un po’ di tempo in questa zona magnifica.
    Non sono stata nei villaggi che hai visto tu, ma a Tetbury e a Stroud, entrambe molto carine.
    Buon weekend, Silvia.

  • Sono posti così meravigliosi che vorrei essere un’istitutrice di altri tempi e andare a viverci…senza però incontrare nobili burberi e tristi che rinchiudono le mogli pazze in soffitta… 😀
    Hai detto pullman, ma era un tour organizzato oppure ci si arriva tranquillamente con i mezzi pubblici?
    Bellissime foto Cris!
    Un saluto dall’Italia, a proposito ti sei trasferita poi nell’ “altra” Africa? 🙂
    Daniela

    • hahaha eppure il burbero “l’ho sposato, lettore mio”, diceva Jane!
      Ero in pullman perchè come sai non guido (figuriamoci poi all’inglese): ho trovato un tour che ti spostava nelle varie tappe lasciandoti però il tempo di visitarle in completa autonomia (ed ero da sola nel vero senso della parola, dato che ho fatto una settimana a Londra per conto mio). La cosa migliore nelle Cotswolds è affittare un auto: i mezzi pubblici ci sono ma temo sia una menata enorme controllare orari e collegamenti tra un villaggio e l’altro.
      Sono ancora in Italia purtroppo: quel cavolo di visto tarda ad arrivare!

  • Che spettacolo! Mi hai fatto sognare un po’ di verde, oggi, in questo (ancora) caldo sabato di lavoro. Grazie. Anche per i consigli a fondo pagina. Non sarebbe male staccare un po’…😉 Ciao, buon weekend!

    • Grazie! Quest’estate ha fatto caldo anche in Inghilterra: c’era un bel po’ di giallo su quelle colline e pure qualche parco a Londra ne ha risentito; però Hampstead Heath e Richmond, che sono quelli più ‘selvaggi’, erano più belli del solito!
      Un buon weekend a te!

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