L’Australia in breve: 2 giorni a Kangaroo Island

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Leoni marini a Seal Bay, Kangaroo Island
Strade che profumano di eucalipto, spiagge bianche, leoni marini, koala, pellicani e, con un po' di fortuna, un ornitorinco.

Si chiama Kangaroo Island, ma nella foto di copertina ci ho messo i leoni marini. Perché anche a distanza di tempo rappresentano il mio ricordo più vivido e perché di canguri sì, ne ho incontrati, ma andavano così di fretta che non facevo tempo a mettere mano alla macchina fotografica che erano già saltati via!
Se mi dicessero ‘hai due giorni di tempo per vedere l’Australia’, è proprio qui che andrei: l’isola dei canguri è una sorta di bignami dell’intera nazione. Ha quelle strade fiabesche e profumate d’eucalipto che tanto piacciono a me, un vento che ti porta via e che fa sbattere forte l’oceano a riva, spiagge bianche e lunghissime e boschi lussureggianti. E soprattutto, è l’habitat ideale di un’immensa varietà di specie animali: oltre ai canguri, vedrai koala, cacatua, foche, delfini… ma non ti anticipo tutto qui, altrimenti non vai più avanti a leggere! In questo post ti racconto cosa vedere in due giorni, che forse sono pochi ma, di sicuro, saranno indimenticabili.

Il Primo Giorno

Il modo più semplice per arrivare a Kangaroo Island è il traghetto: magari sei partito da Melbourne e ti sei appena fatto un paio di giornate alla guida lungo la Great Ocean Road? Perfetto, allora forse adesso ti troverai nei pressi di Cape Jervis. E’ proprio qui che puoi prendere il ferry che, in soli 45 minuti, ti permetterà di attraccare sull’isola, a Pennenshaw (naturalmente puoi imbarcare anche la tua auto). Non stupirti se avrai dei compagni di viaggio particolari: il nostro come puoi vedere è stato un viaggio molto… profumato!

Sul traghetto per Kangaroo Island: compagni di viaggio
Sul traghetto per Kangaroo Island: compagni di viaggio

Se la guardi sulla cartina, Kangaroo Island sembra piccina: in realtà è grande all’incirca quanto la Valle d’Aosta! Di conseguenza, dovrai organizzare bene le tue tappe in base 1) al tempo che hai a disposizione, onde evitare di macinare km inutili scorrazzando da un lato all’altro dell’isola e 2) in base alla stagione in cui ti trovi: ad esempio, le spiagge di Kangaroo Island sono bellissime da vedere anche se non fai il bagno, ma in due giorni non puoi certo visitarle tutte! Meglio selezionarne un paio e trascorrere più tempo in aree più consone alla stagione. Io ci sono stata in primavera: niente bagni dunque, ma giornate fresche e soleggiate e una flora dai colori fantastici.

Il primo giorno, ci siamo concentrati sulla parte orientale dell’isola. Come spesso abbiamo abitudine di fare quando siamo in un posto nuovo, cerchiamo un punto panoramico per vedere il paesaggio dall’alto ed averne così una visione d’insieme: ciò che fa al caso nostro è il belvedere di Prospect Hill, una collinetta la cui sommità si può raggiungere salendo circa 500 scalini. Da lassù, l’isola ci appare subito molto verde e, per l’appunto, più grande di quanto ci eravamo immaginati. Prospect Hill si trova nella zona di American River, dove c’è anche l’omonimo villaggio di pescatori: è il luogo ideale per uno spuntino ed è proprio qui che troverai le ostriche più fresche dell’isola!

Scendiamo ora verso la South Coast, dove ci aspetta una tripletta di tappe entusiasmanti. La prima è Vivonne Bay, una delle spiagge più note e incontaminate di Kangaroo Island, ottima anche per il surf. Peccato l’acqua sia gelida, un tuffo viene davvero voglia di farlo! 15 minuti d’auto più tardi, siamo invece… nel bel mezzo del deserto: sembra impossibile che a due passi dal mare e immerse nel verde si ergano dune alte e bianchissime! E invece è proprio così: Little Sahara è uno dei tanti ecosistemi che caratterizzano l’isola! Qui si può affittare una tavola per fare sandboard oppure ci si può semplicemente arrampicare a piedi per godersi lo spettacolo.

Vivonne Bay
Vivonne Bay
Little Sahara
Giù dalle dune, Little Sahara

Sempre qui vicino, una delle attrazioni più famose dell’isola: il Seal Bay Conservation Park, popolato da una colonia di circa 1000 leoni marini. Puoi avvistarli dalle passerelle che sovrastano la spiaggia, ma la cosa migliore, a mio parere, è partecipare a uno dei tour guidati con un ranger, non solo perché apprenderai un sacco di curiosità su questi buffi animali, ma perché potrai vederli più da vicino: con la guida infatti scenderai fino in spiaggia! Questa è stata sicuramente l’esperienza per me più emozionante: gli esemplari in spiaggia erano tantissimi e, tra di loro, c’erano un sacco di cuccioli. Chi si tuffa nelle acque ghiacciate per poi riscaldarsi al sole, chi tira su il musetto baffuto per annusare l’aria, chi sonnecchia… Seal Bay è forse l’unico luogo al mondo dove puoi vedere i leoni marini che giocano rotolandosi giù dalle dune di sabbia. Da non perdere per nessun motivo!

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Prima di risalire l’isola, ci fermiamo alla Clifford’s Honey Farm per fare merenda. Si tratta di una fattoria dolcissima (in tutti i sensi!), che propone numerosi tipi di miele di produzione propria, insieme a svariati prodotti sempre al sapore di miele, dai cosmetici al gelato (tra l’altro ottimo)! Una piccola curiosità: le api allevate da Clifford’s sono state importate dalla Liguria a metà dell’ ‘800. Mentre, nel corso dei secoli, questa specie è andata a perdersi persino in Italia a causa del contatto con altre api, a Kangaroo Island è rimasta pura, dato che la posizione geografica ne ha favorito il totale isolamento!

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Clifford’s Honey Farm

Per chiudere la giornata non ci resta che un appuntamento, quello con il Pelican Man. Da anni, colui che sull’isola è ormai divenuto una personalità, raccoglie intorno a sè un numero spropositato di pellicani e gabbiani. Come ci riesce? Semplice: con una ghiotta cassa di pesce! Durante la chiacchierata informativa, il pubblico – seduto sulla gradinata del molo di Kingscote – ha modo di vedere i giganteschi pellicani giungere a frotte: si lisciano le penne e fingono indifferenza, ma sanno che li attende un bello spuntino. Non appena la cassa di pesce viene aperta, i grossi volatili si affollano intorno al loro benefattore, aprono gli enormi becchi a sacca e… giù a mangiare! Il Pelican feeding ha luogo tutti i giorni alle 17, a Kingscote, sulla Nepean Bay. 

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Pellicani sul molo di Kingscote

Il Secondo Giorno

Oggi visiteremo la zona ovest di Kangaroo Island. Prima però, un salto su al nord, nella spiaggia di Stokes Bay: per arrivarci bisogna oltrepassare un’apertura tra le rocce, non fermarti quindi alla prima spiaggia che vedrai perché lo spettacolo migliora e di molto! Appena dopo il pertugio, si apre infatti una lunghissima distesa di sabbia bianca. Con un po’ di fortuna potrai avvistare qualche delfino e, nei mesi più caldi, anche fare il bagno in una piscinetta naturale scavata nella roccia. Anche se come me ti limiterai a bagnare i piedi, una visita te la consiglio ugualmente, Stokes Bay è davvero una meraviglia.

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Stokes Bay

La seconda tappa della giornata è il Flinders Chase National Park, un’enorme macchia di oltre 70.000 ettari dove vivono svariate specie specie animali. Un esempio? Guardate la foto qui sotto.

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Flinders Chase NP, dove vivono gli ornitorinchi

Un postaccio, eh? Eppure qui ci ho trascorso più di un’ora. Questa palude è infatti uno dei pochissimi posti al mondo in cui vive l’ornitorinco, l’animale più strano della terra: è un mammifero ma fa le uova, ha la pelliccia ma anche il becco e, per di più, il maschio è in grado di emettere un siero velenoso. Al mondo oggi se ne contano pochissimi e, anche per via delle loro abitudini crepuscolari/notturne, vederli è alquanto difficile. Noi non ci siamo riusciti, ma ci consola sapere che, a quanto pare, sono parecchi i ranger che, pur frequentando la zona da anni, non ce l’hanno mai fatta! Se però vuoi provare, ti do gli stessi consigli che avevano dato a noi: percorri la Platypus walk in lungo e in largo e stai bene attento ai corsi d’acqua. Se vedi formarsi cerchi sospetti in superficie, potrebbe esserci un ornitorinco proprio al di sotto, pronto a riaffiorare per qualche secondo!

Lasciamo le paludi e torniamo vicino al mare, dove il vento è nuovamente violento e freddissimo: è quello dell’Antartide e ci teniamo ben saldi al corrimano della passerella in legno. Vicino al faro di Cape de Couëdic si apre un’immenso arco nella roccia, che incornicia un oceano sempre tempestoso: entro anch’io in quel quadro, sono nell’Admirals Arch.

L’arco costituisce anche il rifugio naturale di una colonia di foche della Nuova Zelanda. E’ praticamente impossibile non scorgerle, dato che sono molto numerose e che fanno anche un bel rumore: pare proprio si divertano a tuffarsi e rituffarsi in acqua, mica come l’ornitorinco!

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Admirals Arch, Kangaroo Island
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Una colonia di foche, Kangaroo Island

Appoggiate su di un promontorio di granito e poco distanti dall’Admirals Arch, troneggiano le Remarkable Rocks, rompicapo dei geologi e davvero notevoli come dice il nome. Si tratta di formazioni di roccia alquanto curiose, modellate dal mare e dal vento; un rifulgere di colori brillanti che vanno dal giallo, all’arancio al rosso.

Concludiamo la visita a Kangaroo Island con la brughiera di Hanson Bay, che in primavera si colora dei fiori selvatici e dei muschi più diversi. Tra le tante meraviglie dell’isola manca all’appello solo lui, il koala. Lo vediamo abbracciato a un albero, tra i boschi di eucalipti.

I colori della primavera

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I nostri due giorni terminano qui e continuiamo il nostro on the road australiano in direzione Barossa Valley, la regione dei vini. Ma un altro giorno qui ci sarei rimasta. E tu che dici, ti è piaciuta questa sosta?

Tips for next time

Ci sono così tante cose da fare a Kangaroo Island che c'è solo l'imbarazzo della scelta: la prossima volta, però, mi piacerebbe assistere alla marcia notturna dei pinguini a Pennenshaw, nuotare con i delfini a Emu Bay, seguire il tour dei fari di Cape Borda. E, naturalmente, ritentare la fortuna con l'ornitorinco.

 

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