Pensieri sparsi per Roma

Ponte Sant'Angelo, Roma
Non un itinerario ma un flusso di coscienza. Dove andiamo allora? Bhè, intanto andiamo.

“Roma ti fa perdere ‘nu sacco ‘e tempo. Ti deconcentra”
da La Grande Bellezza (2013)

Cosa posso dirti che tu già non sappia su Roma? Proprio niente, credo.

Anzi, una cosa dimmela tu: non ti fa una strana impressione camminare per le strade di questa città? Non ti sembra, quelle vie, di averle già calpestate, di essere già passato sotto a quel balcone, di esserti già schiacciato contro quel muro arancione per lasciare spazio alla stessa comitiva di turisti? E’ bizzarro come a Roma tutto sembri familiare: ogni angolo ricorda qualcosa, anche se non sai bene cosa. Il mese scorso sono passata – per caso e per la prima volta – in Via Margutta. Mai stata, eppure, l’ennesimo dejà-vu, l’ennesimo ricordo non vissuto. Sarà perché una certa Audrey Hepburn ci aveva trascorso una notte prima di andare a farsi un giro in Vespa, non so.

Diversamente dal solito, quando vado a Roma non faccio mai un piano, niente lista delle cose da vedere, niente di niente: tanto già so come andrà a finire. Questo post dunque non sarà che un contenitore di sensazioni, di angoli, di immagini più o meno vivide, di associazioni di idee. Una specie di flusso di coscienza che parte proprio da questa frase: Roma ti deconcentra.
Dove andiamo quindi? Bhè, intanto andiamo.

A Fellini, Via Margutta
A Fellini, Via Margutta

Cammino. Cammino guardando negli occhi tutte le facce della capitale, una ad una. Riscopro la Roma delle terrazze, delle cupole e del Cupolone. Di quell’architettura così anomala che è il Pantheon, che ogni volta mi abbaglia con il suo occhio di luce.
Giro nella Roma dei parchi, dei pini marittimi. Nella Roma di quel giorno di luglio sull’Aventino, nel Giardino degli Aranci praticamente deserto. Un violino che suonava una melodia d’altri tempi, forse anni ’40. Una terrazza quasi privata e un panorama che, a fargli concorrenza, c’era solo quello di Villa Borghese, sul Pincio.

Cupolone, Vaticano
Cupolone, Vaticano
Il Pantheon
Il Pantheon

Passeggio nella Roma degli americani, della dolce vita e di Via Veneto, delle botteghe, delle vecchie insegne scolorite – ‘Bottoni’, dice una – che sovrastano porte ormai in disuso. E poi scendo nella Roma di Trastevere, con i vicoli arancio, i ristorantini, l’edera rampicante e la Basilica di Santa Maria che di notte, illuminata della sua semplicità, è la mia preferita.
Cerco la Roma di Pasolini e di Moravia. La Roma di Venditti, del Califfo, “dell’oro, l’argento e le sale da the”. Di Marcello, di Jep e di Step. La Roma delle foto abbracciati.

Ma poi qualcuno mi chiama: signorì! e scopro di essere arrivata nella Roma dei mercati, di Campo dei Fiori. Da lì, a breve, la Roma dei sanpietrini e di San Pietro. La Roma delle statue morbide, dai drappeggi di marmo, che a guardarle ti commuovi. L’intensità dell’estasi di Santa Teresa, la perfezione di quel Mosè che non parla, il Nilo che si copre il volto in piazza Navona.

E finalmente lui, il Colosseo, che bianco come lo è ora non l’avevo visto mai. La Roma degli obelischi e delle piramidi, delle Colonne e delle strade lastricate dei Fori in cui mi perdo.

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“Il Nilo”, Fontana dei Quattro Fiumi – Piazza Navona
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L’Anfiteatro Flavio

La Roma delle scale e delle scalinate, di Trinità dei Monti, del Vittoriano, dei Musei Vaticani.  La Roma dei ponti, del biondo Tevere con la sua isola e dei tramonti su Castel Sant’Angelo. Degli Angeli e dei Demoni, delle leggende e degli dèi pagani. Dei Barberini che fecero più danni dei Barbari.

La Roma delle fontane e del Fontanone, della speranza e del desiderio di tornare ancora, anche se oggi le monetine non si buttano più, le mani troppo impegnate a reggere un bastone da selfie per frugare le tasche alle ricerca di un centesimo che perpetui il dolce rituale.

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Castel Sant’Angelo
Fontana di Trevi
Fontana di Trevi

La Roma dei gatti e dei ghetti, degli scorci, dei chiostri, del traffico, del chiasso e degli artisti di strada. La Roma del cacio e pepe, dei carciofi alla giudìa e da’amatriciana. La Roma delle persiane sempre aperte e dei portoni sempre chiusi, che viene voglia di guardarci dentro, perchè a volte nascondono meraviglie.

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Portone del Priorato dell'Ordine dei Cavalieri di Malta
Portone del Priorato dell’Ordine dei Cavalieri di Malta

La Roma dove tutto è storia e tutto lo diventa. Un vecchio tombino della Cloaca Massima che se dici bugie ti magna la mano.  Un hotel, il Raphael di Largo Febo, che ha visto un Craxi bagnato da una pioggia di monetine negli anni ’90. Un ragazzetto che tirava calci a un pallone e che poi è diventato un re.

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La Bocca della verità
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A Villa Borghese

La Roma del quanto sei bella, con o senza pioggia. Di giorni trascorsi senza meta, a vagare ed assorbire la città a più non posso. La Roma della malinconia, che ti assale ogni volta che viene l’ora di partire. E, ogni volta, proprio come in Vacanze Romane, ti trovi a sperare in un finale diverso. Ma niente, Termini chiama, lasciandoti, come nel film, quella stessa sensazione di qualcosa che poteva essere e non è stato.
E aspetti con ansia il prossimo ritorno, quando tutto ricomincerà daccapo e ti troverai di nuovo a vagare per quelle stesse strade, chiedendoti perchè ti sembrino così familiari, e sarai pronto, di nuovo, a perdere la concentrazione  – e la testa – per la Città Eterna.

 

15 Comments

  • Mi ero persa questo post, come ho potuto!?!?! Forse, come hai scritto nei commenti precedenti, non varrà nulla in termini di SEO (ma anche questo è da vedere) ma è uno dei post più belli e sentiti che ho letto sulla mia città, che è una città moooolto difficile da raccontare. Io non ci riesco, anche perchè la amo… e la odio! Invece questo post mi ha ricordato di quanto la mia Roma sia “tanta roba” tutta insieme! Grazie Cris!

    • hahaha grazie Vale! 🙂 Davvero tantissima roba, come Roma non ce n’è: è imbarazzante per quanto è bella!

  • Ciao Cris! Volevo farti una domanda… non hai ancora scritto niente sulla tua nuova destinazione o sono io che mi son persa?

    Un saluto e buona giornata!

    • Ciao cara,
      non ti sei persa nulla: non ho ancora scritto niente per un motivo molto semplice… sono ancora in attesa del visto!
      E’ un Paese piuttosto difficile, mio marito è giù da agosto e io spero di raggiungerlo a novembre. Tempistiche davvero snervanti, ma ce la faremo! 😉

  • Ciao Cris !
    Di post su Roma se ne leggono tanti, ti faccio i complimenti perché l’hai scritto veramente bene.
    La fai “vivere” e sembra di esser lì con te !
    Bellissimo !
    Max

    • Ciao Max grazie mille! Credo che ci siano città che non ‘meritano’ di essere ridotte a una triste lista di cose da fare o vedere… Roma è naturalmente tra queste, va esplorata, percorsa, vissuta e io la vivo così, ogni volta!

  • Bellissimo questo flusso di coscienza anzi di conoscenza della città eterna. È sempre bello conoscere il punto di vista di chi visita la tua città per la prima o seconda volta. 🙂

    • Bhè detto da te che ci vivi… grazie! A Roma ci sono stata 4 o 5 volte ma mi incanta sempre, ogni volta è come la prima!

  • Bellissimo articolo, mi è piaciuto tantissimo ascoltare la tua Roma attraverso le tue parole e soprattutto i tuoi scatti (a proposito che mostro/reflex usi?)! 😀
    Mi immagino già una bella colonna sonora sotto, mentre scorrono le tue foto e le tue parole 😉
    E’ vero quello che dici, è capitata anche a me quella sensazione di deja-vu. Ti assale anche quando vedi volti e facce sui mezzi pubblici. E’ stranissimo questo senso di appartenenza: na’ Roma capoccia ‘nsomma!
    PS: Abbasso la SEO!

    • “Mostro?” 😂😂😂 in realtà trattasi di una semplicissima compatta che sta in una tasca, panasonic lumix. Non ho mai avuto una reflex: non sarei capace ad usarla e soprattutto non potrei sopportare lo sbatti di portaremela in giro!

  • Oh… Finalmente si parla di Roma così! Basta “le dieci cose da fare a Roma”. Dieci??? Anche io seguo spesso il flusso di coscienza e anche io ho scritto di Roma seguendo il filo de La Grande Bellezza. E c’ho persino scritto un ebook 🙂

    • Grazie 🙂 Ci sono città per cui davvero non ha senso scrivere le 10 cose. Tipo a me vengono i brividi quando leggo le 10 cose da fare a Londra e ti trovo vedere il Big Ben, vedere il British Museum, andare a Brick Lane… cioè, non perchè non siano cose da fare, anzi. Il punto è: c’è davvero bisogno di scriverlo? boh… Dato che il mio è un blog molto personale, preferisco post ‘inutili’ come questo che, ovviamente non varranno nulla dal punto di vista SEO, ma almeno li sento molto miei.

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