USA: da San Francisco a Denver

tour parchi americani
5 stati, 5000km in auto, oltre 100km a piedi. Uno dei viaggi più belli di sempre, quello nei Parchi dell'Ovest.

A questo viaggio sono molto, molto affezionata per una serie di ragioni. Perchè ho mantenuto una promessa: quando ho visto il Grand Canyon la prima volta, ho giurato che ci sarei tornata e… eccomi qui per la seconda. Perchè è un itinerario che mi sono ritagliata addosso, il viaggio perfetto, del quale non ho mezzo rimpianto.
Perchè è stata una vacanza attiva: invece di relegarmi al ruolo di spettatrice a bordo canyon, nei parchi ci sono scesa, ho seguito numerosi trail di più km al giorno che, sì, mi lasciavano stremata, ma con l’adrenalina sempre a mille. Perchè, ad oggi, è stata l’unica volta in cui sono riuscita a viaggiare 3 settimane di fila, privilegio di pochi, per noi praticamente impossibile.

E infine perchè, si sa, un on the road negli USA non è mai uno qualunque. E’ l’on the road.

– ITINERARIO SAN FRANCISCO E I GRANDI PARCHI –

(3 settimane)

GIORNO 1: Arrivo a San Francisco in serata

GIORNO 2: San Francisco
A spasso per le hill di Frisco: Twin Peaks, che regala una splendida veduta a 360° della città, l’ex-quartiere hippy Haight Asbury e le sue case vittoriane, la serpentina di Lombard Street, Alamo Square e le Painted Ladies, il Golden Gate Park.

GIORNO 3: San Francisco
In mattinata visitiamo Alcatraz, lo storico carcere di massima sicurezza. Al pomeriggio torniamo in città: passeggiamo lungo l’Embarcadero e Fisherman’s Wharf, saltiamo su di un cable car e scendiamo a Union Square. Da qui, i quartieri di Chinatown e North Beach con una sosta a City Lights, la libreria che ha fatto la storia della Beat Generation.

GIORNO 4: San Francisco – Sequoia NP (420 km)
Questa mattina affittiamo una bici: attraversiamo il Golden Gate e arriviamo al paesino di Sausalito (25km a/r). Nel primo pomeriggio, ritiro dell’auto a noleggio e partenza per il Sequoia National Park.

GIORNO 5: Sequoia NP – Yosemite NP (130km)
Visita al parco delle sequoie giganti. L’albero più grande del parco è il General Sherman: oltre 85m per un diametro di 12.
Trail: The Congress Trail (3km, easy); Moro Rock (3km, moderate); Crescent Meadow (2,5km easy).
Arrivo allo Yosemite in serata.

GIORNO 6: Yosemite NP
Primo dei due giorni nel parco più famoso della California: cominciamo con l’imperdibile Tunnel View lungo la Hwy 41, punto privilegiato da cui osservare El Capitan, la Bridalveil fall e l’Half Dome.
Trail: Valley Floor Loop (21km, easy). Sebbene questo percorso sia semplice e in piano, data la sua lunghezza, non è comunque da sottovalutare: richiede un’intera giornata, dalle 5 alle 7 ore a seconda della propria preparazione fisica. E’ ottimo per le vedute ravvicinate della Yosemite Valley, Sentinel Rock, Bridalveil Fall, El Capitan, Three Brothers e Yosemite Falls.

GIORNO 7: Yosemite NP
Trail: Panorama Trail (14 km, moderate). Arriviamo in navetta al Glacier Point, che offre una splendida visuale dell’Half Dome. Il trail di oggi è un percorso di discesa nella valle (per un dislivello di quasi un kilometro) che, come suggerisce il nome, regala panorami spettacolari. Il tempo di percorrenza è di circa 6 ore.

GIORNO 8: Yosemite NP – Mono Lake – Mammoth Lakes – Bishop (300km)
Lungo la Highway 120, valicando il famoso Tioga Pass, usciamo dallo YNP percorrendo una scenic drive di circa 40 miglia che offre un’insolita veduta dell’Half Dome. Raggiungiamo il Mono Lake (proprio quello dei Pink Floyd!) e le sue bizzarre formazioni di tufo. Poi proseguiamo verso il Mammoth Lakes Basin e i suoi colorati laghetti montani. Arrivo a Bishop in serata.

GIORNO 9: Bishop – Las Vegas via Death Valley NP (600km)
Giornata tutta al volante, per attraversare quello che secondo me è uno dei parchi più belli (e atipici) degli USA, la Death Valley. Lungo il tragitto, numerose soste: dalle Mesquite Flat Sand Dunes allo Zabriskie Point, da Badwater alla Dante’s View. Arrivo nel tardo pomeriggio a Las Vegas, per una notte da leoni!

GIORNO 10: Las Vegas – Zion NP (300km)
Arrivo prima di pranzo allo Zion NP, meravigliosa gola scavata dal fiume Virgin, tra i più noti e incontaminati parchi americani.
Trail: Narrows (9 km, strenuous). Un trail particolarissimo: si risale il fiume Virgin – quindi piedi in acqua! – in mezzo a un canyon che diventa sempre più stretto (narrow, appunto). Un percorso spettacolare quanto lungo e faticoso: il tratto completo è di circa 25km, ma potete tornare indietro in ogni momento. Io ne ho fatto un pezzetto!

GIORNO 11: Zion NP
Trail: Observation Point via East Rim (13 km, strenuous). Una serie di tornanti che si arrampicano su di una parente quasi verticale, per un dislivello di circa 650m. La fatica sarà ricompensata dalla meravigliosa vista sulla vallata, con il fiume Virgin che gira intorno al monolite dell’Angels Landing. Im-per-di-bi-le!

GIORNO 12: Zion NP – Bryce Canyon (130km) – Page (250km)
Giornata dedicata al canyon rosso, il canyon degli hoodoo, o delle fate.
Trail: Figure 8 Loop (Queen’s Garden + Navajo + Peekaboo Trail: 14km, moderate to strenuous).
Arrivo a Page in serata.

GIORNO 13: Antelope Canyon NP – Page/Lago Powell – Grand Canyon NP (250km)
Al mattino visitiamo il Lago Powell, lago artificiale formato dal fiume Colorado e, poco distante la spettacolare Horseshoe Bend, uno dei panorami più belli che vedrete nella vostra vita. Successivamente, teniamoci pronti per il tour delle 12 all’Antelope Canyon, lo slot canyon sacro alle popolazioni Navajo. Partenza per il Grand Canyon (South Rim) e arrivo al tramonto.

GIORNO 14: Grand Canyon NP – Monument Valley (300km)
Trail: South Kaibab (10 km). Scendiamo nel Grand Canyon e arriviamo a Skeleton Point, il primo punto in cui è visibile il Colorado.  Terminato il trail seguiamo l’Hermit Road, percorribile solo in navetta, fermandoci lungo i vari belvedere. A metà pomeriggio partenza in direzione Monument Valley: ci fermiamo a dormire in una location molto particolare.

GIORNO 15: Monument Valley – Canyonlands NP (300km)
Mattina tutta dedicata alla Monument Valley, in tour con una guida Navajo. Proseguiamo in direzione Canyonlands, fermandoci lungo il tragitto presso la Valley of Gods, una Monument Valley in miniatura, e al Muley Point che, con la sua vista senza uguali sullo Utah, è per me il panorama più bello degli States.

GIORNO 16: Canyonlands NP – Arches NP (45km)
Arrivo in uno dei parchi più selvaggi e meno noti degli USA. Visitiamo la zona nord, Island in the Sky.
Trail: Mesa Arch, Grand View Point, Upheaval Dome. Sono degli hike brevi e semplici, per un totale di circa 5 km.
Prima di dirigerci a Moab, vicino ad Arches, ci fermiamo a vedere il tramonto al Dead Horse Point, location di film famosi come Thelma e Louise e Mission Impossible 2. Ennesima, meravigliosa veduta del fiume Colorado.

GIORNO 17: Arches NP
Eccoci al parco degli archi: sono oltre 2000! Molti sono visibili in auto, ma come al solito i migliori si raggiungono a piedi.
Trail: Delicate Arch Trail (5 km, strenuous) ci porta all’arco arancione simbolo del parco; Landscape Arch Trail + Double O Arch Trail (8km) consente di vedere una decina di archi diversi, tra cui il gigantesco e sottilissimo Landscape Arch e il singolare Double O Arch.

GIORNO 18: Arches  NP – Aspen (380km)
Arriviamo in montagna (a 7,908 ft) nella bella Aspen, celebre località sciistica che anche in estate ha decisamente il suo perché! Visitiamo le Maroon Bells, le montagne più fotografate del Colorado. Breve trail nel bosco di conifere alla ricerca di animali selvatici (6km, easy).

GIORNO 19: Aspen – Denver, partenza (300km)
Raggiungiamo Denver lungo la Highway 82, una delle scenic route più famose delle Rockies americane. Valichiamo l’Independence Pass che, con i suoi 3700 mt di altezza, raggiunge il punto più alto delle Montagne Rocciose, il Top of the Rockies. Partenza in serata.

GIORNO 20: Rientro in Italia

Distanza percorsa: Circa 5000 km in auto; 115km a piedi; 25km in bici

Vettura noleggiata: Toyota Corolla con cambio automatico

Best memories: attraversare il Golden Gate in bici, avvistare il Colorado dopo ore di cammino dentro il Grand Canyon, le foto con l’Horseshoe Bend alle spalle. La fatica e la soddisfazione di essere arrivata ai piedi del Delicate Arch, la suite di Las Vegas, la Modelo Especial fredda di Moab. L’emozione di mio marito di fronte a El Capitan, le calze bagnate nel Virgin River, il canto indiano nella Monument Valley e la notte in un hogan.

Quando andare: A seconda del focus del tuo viaggio, gli Stati Uniti sono una meta ideale tutto l’anno. Vedere i Canyon innevati deve essere qualcosa di splendido, tuttavia, in inverno, alcune strade non sono praticabili: alcuni passi, come il Tioga (California) e l’Independence (Colorado) sono chiusi. Nello specifico, questo on the road è stato fatto in agosto e, te lo assicuro, il caldo si è davvero fatto sentire. Per un discorso di hiking, credo i mesi migliori siano maggio e settembre, più moderati non solo da un punto di vista climatico ma anche turistico: incontrerai sicuramente meno gente.

Fuso orario: Italia -9 (California, Nevada e Arizona); Italia -8 (Utah e Colorado)

Moneta: Dollaro statunitense (USD)

Metti in valigia: Sono partita con il 69 litri North Face, un borsone che se lo schiacci per bene ci sta dentro un mucchio, ma proprio un mucchio di roba. Abbigliamento quasi esclusivamente tecnico/sportivo, 2 paia di scarpe antiscivolo, crema solare, berretto. Un vestitino carino per Las Vegas e una giacca più pesante/impermeabile per San Francisco.

Ricorda che:
*In questo viaggio l’hiking riveste una grande importanza: tutti i trail indicati li ho effettivamente percorsi. Ma attenzione, hiker non ci si improvvisa: per quanto una pista sia semplice, un pochino di testa bisogna mettercela! Qualche consiglio pratico? Ne ho parlato qui
*
I km indicati per ciascun trail sono da intendersi round trip. 
*Se le camminate non fanno per te, allora puoi modificare l’itinerario togliendo una notte allo Zion e visitando Arches e Canyonlands nello stesso giorno. Tutti i parchi americani offrono comunque sentieri percorribili in auto o in navetta.
*Se ti piacciono le città, puoi aggiungere una notte a San Francisco e una a Las Vegas. Io ero già stata in entrambe per cui, questa volta, non mi sono soffermata più di tanto; in ogni caso credo che Las Vegas sia ottima per la sosta di una notte e nulla più. Ma questa sono io; tu magari la pensi diversamente!
*Tutti gli hotel li ho prenotati in anticipo su Booking.com. Questo significa che, prima di partire, dovrai studiarti molto bene l’itinerario e, di conseguenza, il tempo che pensi di dedicare a ciascuna tappa. Naturalmente, dati i numerosi motel lungo le highway americane, è possibile andare all’avventura e trovare alloggio strada facendo. Ciò ti consentirà una maggiore libertà ma, soprattutto in estate, ti consiglio comunque di prenotare la tua struttura almeno nelle località più affollate, come Yosemite e Grand Canyon, dove, tra l’altro, è fondamentale essere vicino all’entrata del parco per evitare di perdere troppo tempo in auto solo per arrivarci (parliamo di distanze americane, tienilo sempre in mente!).
*Oltre agli hotel, in questo viaggio ho prenotato in anticipo (circa 2 mesi prima) anche la visita ad Alcatraz, il tour delle 12 all’Antelope Canyon (che è il più richiesto per via del fascio di luce che proprio a mezzogiorno entra nello slot) e la navetta che porta al Glacier Point, punto di partenza del Panorama Trail nello Yosemite NP. 

Drive safe!

6 Comments

  • Carissima Cris, che viaggio spettacolare hai presentato, che posti incredibili hai immortalato. Stranamente ho sempre avuto una visione non corretta sugli Stati Uniti, ma questi parchi sono assolutamente da visitare. Devo andarci e terrò a mente il tuo viaggio. Un abbraccio

    • Adesso mi incuriosisci: che visione avevi degli States? 🙂
      E’ l’on the road per eccellenza, se nella vita mi fosse concesso di fare due soli viaggi uno sarebbe qui (e l’altro un safari in Africa).
      Mi racconterai allora!

  • Appena tornato dalla stessa, identica parte di mondo! Il nostro tour è stato un po’differente, ma molti dei posti visitati e trails fatti coincide con i nostri. Noi abbiamo fatto quasi tutto all’avventura e in effetti abbiamo faticato non poco, nell’intorno dei parchi (dove per “intorno” intendo anche 70-80 km!), a trovare una sistemazione per la notte. ma questo è anche il bello dell’on-the-road.
    Tra le tappe che a me è piaciuta molto è quella del Mesa Verde Park, nel Sud del Colorado; mentre non siamo arrivati a Aspen, ma abbiamo visitato Telluride, cittadina di montagna altrettanto carina, anche se meno famosa.
    Chissà che in qualche momento non ci siamo incrociati!

    • Appena tornato?? WOW, che invidia 🙂 Questo invece è un viaggio del 2013… un po’ di anni fa ma è come fosse ieri!
      Esatto, bisogna stare molto attenti con gli alloggi: parecchi hotel/motel si spacciano per ‘vicini’ ai gate di ingresso dei parchi, salvo poi scoprire che vicino significa 1 ora di auto.
      Anch’io ero stata a Mesa Verde la prima volta negli USA (vedi qui: http://wp.me/p7ND1H-135) e, a parte il compagno di viaggio di allora, ne conservo un bel ricordo. Al tempo avevo fatto anche Santa Fe, città in cui vorrei assolutamente tornare. A Telluride invece non sono mai passata!
      …posso solo ricordare al momento, dato che quest’estate niente viaggi (a parte una capatina a Londra): sto ancora aspettando quel benedetto visto per l’Africa che, dopo mesi, ancora non è arrivato! 🙁

    • Grazie mille Marcello! Sebbene gli Stati Uniti siano una meta super battuta, sono tra le destinazioni che più mi hanno emozionata.

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