Quando vedere la grande migrazione?

quando vedere la grande migrazione
La wildebeest migration nell'area di Ndutu, Tanzania
Una meraviglia della natura. Ma per riuscire a vederla è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto! Io mi sono organizzata così...

Se mi hai seguita su Facebook sai che sono appena tornata. E sono tornata super super entusiasta. Ad oggi, quello in Tanzania, è uno dei miei viaggi più belli e più riusciti. La grande migrazione è un evento talmente immenso, incredibile, commovente che… bhè, bisogna vederla, le parole non servono. Ma vederla può non essere così scontato; non basta “andare nel Serengeti”, bisogna sapere in quale parte del Serengeti andare e in quale periodo dell’anno: bisogna essere nel posto giusto al momento giusto.
Prima di partire mi sono informata moltissimo e… qui c’è qualche appunto per te.
[un post un po’ lungo, ma spero utile!]

# Cos’è la grande migrazione?
Nota anche come wildebeest migration, la grande migrazione è il fenomeno per cui, ogni anno, gnu, zebre, gazzelle di Thompson e di Grant, antilopi e impala si spostano alla ricerca di acqua e dei prati più verdi. Ciò che rende la migrazione così sorprendente è la quantità di animali che vi prendono parte: circa 1.5 milioni di gnu, 400.000 gazzelle e 300.000 zebre si muovono attraverso il Kenya e la Tanzania, attraversando i parchi del Masai Mara e del Serengeti e la Ngorongoro Conservation Area.

E’ uno spettacolo drammatico, di pura vita: a seconda del periodo dell’anno vedrai gli animali accoppiarsi, dare alla luce i loro piccoli, sfuggire ai pericoli, attraversare pianure infangate e terreni polverosi, formare lunghissime file nere ed irruente, guadare fiumi e soccombere tra le grinfie dei predatori. Perché, è chiaro, dove le prede abbondano, i predatori non mancano. Leoni, ghepardi, leopardi, iene e sciacalli spesso seguono le ghiotte orme della migrazione, mentre nei fiumi si appostano famelici i coccodrilli.

Due parole sul wildebeest, ossia lo gnu. Sembra un assemblaggio di pezzi di scorta: una barbetta da capra, un corpo bovino, corna e zoccoli da antilope, una criniera, persino delle striature. Arriva a pesare fino a 300 kg e può raggiungere i 2.5m di lunghezza. Non è certo un bell’animale, il protagonista della migrazione, ma è un piacere vederlo avanzare con la sua corsa scomposta, goffa, allegra.

quando vedere la grande migrazione
Wildebeests in migrazione

quando vedere la grande migrazione

# Dove e quando vedere la grande migrazione in Tanzania?
Questo è un punto molto controverso. Tecnicamente, la migrazione ha luogo tutto l’anno ma, come dicevo nell’introduzione, per assistervi bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto.  Il peregrinare degli animali è molto disomogeneo: è vero che si muovono in senso orario ma… mica timbrano il biglietto al casello! I wildebeest vanno avanti, poi tornano indietro, poi si dividono in più gruppi, poi si riuniscono, poi ritornano indietro un altro po’…  Per farti un esempio, la settimana scorsa, gli gnu maschi erano ancora nelle pianure del Serengeti, mentre le femmine con i cuccioli erano invece nella zona di Ndutu, nella Ngorongoro Conservation Area, dove ‘dovevano’ essere secondo le previsioni.

Come fare allora? Anche se la migrazione non sta scritta su carta, qualche indizio per seguirla c’è. Il web è pieno di moving map che illustrano gli spostamenti e, sebbene questi non vadano presi alla stregua di una Bibbia, potremmo indicativamente dire che:

Gennaio – Febbraio
I wildebeest si trovano nelle Southern Plains del Serengeti e a Ndutu, nella Ngorongoro Conservation Area (non nel cratere, mi raccomando!). Ricorda che Serengeti e NCA sono due zone diverse, dunque non puoi muoverti liberamente da uno all’altra a meno che tu non abbia pagato il biglietto d’ingresso per entrambi.
Io ho scelto di vedere la migrazione in febbraio, un mese molto gettonato perchè la calving season raggiunge il culmine e vengono al mondo cuccioli di ogni specie (ve ne parlo più sotto)! Febbraio è ottimo anche da un punto di vista paesaggistico: se in estate vedrai una savana molto secca, in questo momento la natura è invece di un bel verde brillante! Siamo infatti nella stagione detta ‘delle piccole piogge’, acquazzoni brevi e occasionali che, con un po’ di fortuna, non andranno minimamente a intaccare la tua vacanza.

Marzo – Maggio
Decisamente i mesi peggiori per un viaggio in Tanzania, non perché non si vedano animali ma perché a marzo cominciano le grandi piogge, che toccano il picco in aprile! L’acqua trasforma le pianure in distese di fango, che rendono la guida praticamente impossibile. Tuttavia, non per questo la migrazione si ferma, anzi: i wildebeest si muovono verso Seronera, nel Serengeti centrale e, a maggio, dovrebbero ormai aver raggiunto il Western Corridor e il fiume Grumeti.


Giugno – Settembre
Continua la marcia verso il fiume Grumeti e oltre. A nord, ormai al confine con il Kenya, una delle prove più difficili attende i nostri migratori: l’attraversamento del fiume Mara, habitat naturale del coccodrillo. Abbiamo chiesto a Rasheed, la nostra guida, qual è il periodo migliore per osservare l’attraversamento. Lui che lo vede ogni anno, sostiene si tratti del mese di agosto, anche se molto spesso è il clima ad avere l’ultima parola: ad esempio, se l’annata è stata molto secca, la traversata potrebbe avvenire addirittura già a inizio luglio. In ogni caso, posso solo immaginare lo spettacolo: la confusione, le fauci che si chiudono di scatto, il panico e la folle corsa di zebre e gnu che attraversano e riattraversano il fiume… bello e tremendo al tempo stesso!

Ottobre – Dicembre
Ormai nel Serengeti del Nord e nel Masai Mara, i wildebeest si apprestano alla discesa verso sud-est, per ricominciare, l’ennesima volta, il loro ciclo migratorio. In questi mesi riprendono anche le piogge: so che andare in Tanzania a Natale è una bella tentazione ma non è un periodo eccelso per una visita; scegli un altro mese se ne hai la possibilità!

Come dicevo, queste non sono che linee guida: ogni anno la migrazione può variare in base al clima, alle piogge e a chissà quali altri fattori. Nonostante ciò, credo sia però lecito affermare che, durante l’anno, i momenti migliori per assistervi siano due:

febbraio per la calving season
estate avanzata per il drammatico attraversamento del fiume Mara

Di conseguenza, se ad esempio vuoi andare in Tanzania nel mese di febbraio (quindi, teoricamente, migrazione a sud del Serengeti), allora non ha alcun senso alloggiare nei pressi del fiume Grumeti o del Mara (a nord-ovest) e viceversa.

# Come strutturare un viaggio intorno alla Grande Migrazione?
*No al fai da te! Chiariamolo subito: il fai da te, in Tanzania, non lo fai. Rischieresti di vedere poco e nulla. Ti dovrai appoggiare a un tour operator che ti assegnerà un Land Cruiser super equipaggiato con, alla guida, un ranger esperto che conosca a menadito i parchi e che sappia dove e come effettuare gli avvistamenti. Prima di partire, ho valutato numerose proposte di tour operator sia italiani sia locali e, alla fine, ne ho scelto uno locale, con cui mi sono trovata splendidamente. Come sempre, opto per soluzioni private (niente auto condivise con altri partecipanti, tappe obbligate etc.), perchè mi lasciano un certo margine di autonomia e spesso finisco, come in questo caso, per disegnare il mio viaggio insieme al tour operator.

*Quanto tempo dedicare alla Tanzania? Dipende da te, ovviamente. Nel mio caso, la migrazione ha fatto parte di un tour di 7 notti: 3 a Ndutu, 2 al Serengeti e 2 allo Ngorongoro: safari ogni singolo giorno e non ci siamo annoiati nemmeno un po’!

*Quanto costa un viaggio simile? Vivendo in Africa da più di due anni e avendola girata un po’, mi sono resa conto che, forse tolto il Sudafrica, il continente è in genere molto caro e la Tanzania non fa eccezione. Ovvio, puoi sempre tentare di trovare soluzioni low cost ma, in un continente come quello africano, dove le condizioni igienico-sanitarie non sono sempre al top, ritengo sia importante mantenere un certo standard (ma questa sono io: mi è capitato di dormire in posti spaventosi e… se posso evito). In ogni caso, per abbassare i costi, potresti pensare di aggregarti a un gruppo, invece di scegliere un tour con guida e auto privata, e dormire in sistemazioni molto molto base.

*Dove dormire quindi? Dato che ci piace sperimentare il più possibile, abbiamo provato tre tipologie diverse di pernottamento: un bel campo tendato a Ndutu, poi due notti in sacco a pelo in una semplicissima tenda in un’area campeggio del Serengeti (il tour operator ha fornito tutto il necessario, cuoco compreso!) e, infine, un eco lodge allo Ngorongoro con una magnifica vista sul cratere.

Il Land Cruiser… al secondo giorno!

# La grande migrazione a febbraio: Ndutu e la calving season
Quella di Ndutu è una zona situata all’interno della Ngorongoro Conservation Area. Poco conosciuta perchè aperta al pubblico appena tre mesi l’anno (gennaio-marzo), ci è piaciuta tantissimo per il suo essere molto molto selvaggia. Qui non troverai zone picnic come al Kruger o al Serengeti (e nemmeno WC se per questo!) ma ti fermerai a mangiare il tuo lunch box in auto, magari con due grossi leoni che sonnecchiano nei pressi, come è successo a noi.

Pochissime sono le strade che solcano Ndutu e ancor meno le indicazioni, per cui avrai davvero bisogno del ranger super esperto di cui ti parlavo sopra! Ti troverai a guidare off-road nella savana e un pizzico di avventura non mancherà: cosa ne dici dell’attraversamento di un fiume ingrossato dalle piogge, mentre schiere di marabù osservano la scena?

Ndutu è così speciale perchè è la zona prescelta dagli erbivori per dare alla luce i loro piccoli. Rispetto al Serengeti, il suolo è ricco di calcio, potassio e magnesio, elementi importantissimi per la produzione di latte. Febbraio è il mese clou per le nascite dato che, in una finestra di poche settimane, vedono la luce circa 400.000 piccoli gnu che, se dopo un paio di minuti sono già in grado di reggersi sulle proprie zampe, nel giro di cinque – cinque! – minuti sono pronti a seguire la mandria di corsa nella sua instancabile marcia. Ma non è tutto: a partorire sono anche zebre e antilopi e, sorpresa, persino i felini! Abbiamo visto leoncini dagli occhi ancora impastati, aperti da pochi giorni; mamme ghepardo con tre, quattro cuccioli giocherelloni e dei piccoli sciacalli dorati. Uno spettacolo.

Un così alto numero di prede inesperte, naturalmente, attira i predatori: a darci il benvenuto il giorno del nostro arrivo, un leopardo che scrutava la savana appostato sul ramo di un albero. Eppure, non pensare che i predatori abbiano vita così facile. I felini non riescono a coprire le distanze degli instancabili wildebeest e, sebbene alcuni predatori seguano la migrazione, altri sono invece stanziali e non possono abbandonare il loro territorio né invadere quello altrui. Quindi non temere per i cuccioli: la natura sa sempre come regolarsi!

quando vedere la grande migrazione
Un leopardo di vedetta, Ndutu
Il leone dormiglione

Che ne dici, pronto a un safari completamente diverso dal solito?
Se hai altre domande o commenti, scrivimeli qui sotto!

4 Comments

  • ciao Cri, da un po’ non passavo sul tuo blog, sono incasinatissima sul lavoro e ho sempre meno tempo da dedicare al web…sono felice pero’ di essere tornata qui grazie a questo bellissimo post…brava!!!

    • Ciao Martina! Grazie 🙂 La Tanzania mi ha davvero coinvolta… ormai sono sempre più malata d’Africa mannaggia!!!

  • Tu hai visto tutto questo senza la voce di Claudio Capone (buonanima) fuori campo? Meraviglioso!
    Dimmi, hai assistito a scene di caccia cruente? :'(
    L’ultima foto mi ha fatto ridere un sacco…sembra così cotonato lui! 😀
    Un grande saluto Cris!

    • Yess!!! Scene veramente splatter… nel parlerò prossimamente!
      Pensa che quello specifico leone, io e mio marito l’abbiamo soprannominato Tina (Turner)!!
      Decisamente anni 80 :DD

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