Trekking a Capri: tutti gli itinerari

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Lungo la Mìgliera
5 percorsi di vario livello (ma ugualmente spettacolari) che ti permetteranno di vivere l'isola come non pensavi!

Sei di quelli che vanno a Capri con le valigie di Louis Vuitton? Se sì, niente di male, basta che ti ricordi di metterci dentro un bel paio di scarpe da ginnastica e… abbigliamento da trekking. Sì, hai capito bene: trekking a Capri! In questo post ti presento una serie di itinerari – più o meno semplici – che ti permetteranno di raggiungere belvedere spettacolari e di vivere l’isola come forse non pensavi!

#1: La Via di Tiberio e il Sentiero delle Calanche
Decisamente il più semplice, una passeggiata! Dalla Piazzetta, imbocca Via Longano (poi Via Sopramonte) o la più famosa Via Le Botteghe (poi Via Croce) fino a che non incontri Via Tiberio. Qui la strada comincia a salire lievemente, snodandosi tra giardini, orti, vigne, ville antiche – come Villa Moneta al numero 32 – e casette più modeste. Continuando su questa via, alla tua destra troverai a un certo punto il Parco Astarita: l’entrata non è segnalata benissimo, ma probabilmente davanti al cancello sarà stazionato un simpatico signore in età che ti dirà: ‘e perché non entri: è pure gratiss!’. Segui il suo consiglio e non solo perché non ti costa nulla, ma perché varcherai la soglia di una delle più belle oasi verdi di Capri, ricca di dirupi e terrazze affacciate sul blu.

Non manca ormai molto alle rovine di Villa Jovis, dimora dell’imperatore Tiberio nei suoi ultimi anni di vita, oggi sito archeologico. Te la senti di fare ancora più o meno un chilometro? Se sì, da Villa Jovis puoi arrivare a Villa Lysis, l’affascinante dimora dell’eccentrico Conte Fersen: le due ville sono connesse dal Sentiero delle Calanche, che corre lungo il crinale del Monte Tiberio e che regala splendide vedute del golfo di Napoli. Dopo aver visitato Villa Lysis, puoi scendere lungo Via Lo Capo che ti riporterà su Via Tiberio e quindi di nuovo in centro.

Dal Parco Astarita

#2: Pizzolungo e Arco Naturale
Questo sentiero è piuttosto breve ma… prevede un totale di 775 scalini (alternati a tratti in piano). Ha però il pregio di consentirti di vedere i Faraglioni, lo scoglio del Monacone e la penisola Sorrentina da una prospettiva diversa dal solito e di condurti ad altre piccole chicche! Come per il sentiero precedente, arriva fino all’imbocco di Via Tiberio; una volta qui, però, scendi lungo Via Matermania e seguila fino a che non giungerai all’arco naturale, un romantico ponte sospeso tra le rocce, cornice perfetta per l’azzurro del mare e il verde della macchia mediterranea. Non fermarti qui però: dall’arco, seguendo Via Pizzolungo, ti troverai presto davanti alla Grotta di Matermania, un antro di pietra piuttosto sinistro dove, in un tempo molto lontano, pare si consumassero sacrifici e cerimoniali in onore di Cibele.

Prosegui ancora: arriverai proprio sopra Punta Massullo e, di conseguenza, nei pressi di uno dei simboli di Capri (uno dei miei preferiti, tra l’altro!): si tratta della Villa di Curzio Malaparte, inconfondibile con la sua sagoma rossa e spigolosa e quell’enorme terrazza-tetto su cui lo scrittore andava in bicicletta. Inaccessibile al pubblico, questo è uno dei punti dove è possibile ammirarla più da vicino. Via Pizzolungo si congiunge poi con Via Tragara che, già lo sai, ti porterà a uno dei belvedere più amati dell’isola.

#3: Passetiello, Cetrella e Monte Solaro
Dice lo scrittore americano Huck Scarry: “Mi viene da pensare che questa è una di quelle escursioni che è meglio fare da soli: rientra nella categoria di quelle esperienze che metterebbero senz’altro fine a una relazione”. E sai una cosa? Ripensando a certe scene avvenute durante la salita… direi che ha quasi ragione!
E’ decisamente il sentiero più impegnativo dell’isola, che sconsiglierei a chi non è in forma, a chi soffre di vertigini e a chi… ha con sé solo un paio di infradito. Si tratta di una camminata di un paio d’ore tutta in salita, piuttosto estenuante (soprattutto in estate) e che nulla ha da invidiare ai sentieri escursionistici alpini. Parti da Piazzale dei due Golfi, poi prendi Via Torina: la strada lascerà via via posto ai gradoni e i gradoni a una specie di mulattiera sempre più stretta, un piccolo passo, un passetiello, appunto.
I segni rossi su alberi e rocce ti aiuteranno a individuare la giusta via: tra querce, lecci e spuntoni di pietra, la macchia è così fitta da farti dimenticare per un attimo che, appena al di là del bosco, brilla il Golfo di Napoli. Un ultimo valico – la strada è ormai poco più che un tracciato, sempre più piccola e sempre in salita, quasi ostruita dalla vegetazione –  e sbucherai nuovamente all’aria aperta: sotto di te c’è tutta Capri. Da quassù puoi vedere Marina Grande e Marina Piccola, gli immancabili Faraglioni ma anche Villa Jovis e persino il tozzo campanile della Piazzetta!

Ma la nostra escursione mica finisce qui: fai il pieno di questo panorama e poi prosegui lungo il sentiero; la prossima tappa è quel piccolo eremo che, centinaia di metri più sotto, vedevi aggrappato alle montagne, in bilico sull’abisso. Sei arrivato a Santa Maria a Cetrella, una chiesetta dove i pescatori un tempo salivano in pellegrinaggio per ottenere la benedizione della Madonna. Oggi, durante la Settimana Santa, Cetrella è l’ultima tappa della Via Crucis.

Ancora un ultimo sforzo, ce la fai? Adesso non ti resta che proseguire verso il Monte Solaro, il più alto dell’isola (circa 600 mt sul livello del mare), dove potrai prendere una fresca granita di limone al bar la Canzone del Cielo – ovvio contrappunto alla Canzone del Mare di Marina Piccola – e godere di un ultimo stupendo panorama… di cui ti fa mostra la statua di Augusto.

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NB: Se non te la senti di affrontare il ripido Passetiello ma vuoi salire comunque a Cetrella con le tue gambe invece che in seggiovia, puoi optare per la meno impegnativa ferrata dell’Anginola, dove cavi e catene supporteranno il tuo percorso.

Ora che hai raggiunto il tetto dell’isola, non ti resta che scendere ad Anacapri (a piedi o in seggiovia) oppure, come abbiamo fatto noi, continuare l’escursione lungo…

#4: La Mìgliera
Si tratta di una discesa tra campi e vigneti, che ti porta a scoprire il lato più rurale di (Ana)Capri. Un sentiero scosceso che, va detto, ti lascerà i polpacci un po’ graffiati, perché la vegetazione è così fitta (e il percorso talmente poco battuto) che dovrai davvero farti largo tra la vegetazione con le tue gambe. Lungo il percorso, non perderti la terrazza del Belvedere del Tuono, tanto bella quanto triste a causa dei numerosi suicidi registrati in passato (per questo motivo, poco distante, è stata eretta una statua della Madonna proprio in mezzo alla vegetazione) e il Parco Filosofico, un angolo verde costellato di maioliche che riportano citazioni dei maggiori filosofi. Da qui, puoi continuare per il centro di Anacapri oppure camminare ancora e arrivare a Punta Carena per un meritato, meritatissimo tuffo in mare, magari al Lido del Faro, uno stabilimento che mi è piaciuto molto!

Dal Monte Solaro a Punta Carena, metti in conto circa 90 minuti di camminata.

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#5: Il Sentiero dei Fortini
E’ quello che conoscono tutti, il più famoso. Non per questo – per me – il più bello. Per percorrerlo servono dalle tre alle quattro ore: si srotola lungo tutta la costa occidentale dell’isola, da Punta dell’Arcera (vicino alla Grotta Azzurra) a Punta Carena. Deve il suo nome ai quattro fortini che ne costituiscono le tappe principali: Orrico, Campetiello (o Mesola), Pino e Cannone (o Tombosiello).

E’ il sentiero che àncora Capri alla storia: costruiti per proteggersi dalle incursioni dei saraceni, i fortini sono poi stati riutilizzati e rafforzati dagli inglesi nel tempo in cui Napoleone lottava per il dominio dell’Europa ed arrivò ad occupare l’isola.  E’ il sentiero che ti porta in mezzo alla natura più vociante – le cicale, i gabbiani – e la vegetazione più selvaggia e improbabile: finocchi marini, asparagi selvatici, mirto, carote spinose, ginestre e resilienti arbusti nani capaci di sopravvivere ai costanti schizzi di salsedine. E’, infine, il sentiero che ti mette a contatto con gli strapiombi calcarei e con le onde più spumeggianti, quello che ti fa capire che i veri protagonisti di Capri sono le rocce e il mare: basta sapersene accorgere.

Insomma, vai a Capri e ti rilassi, eh?
Se, vabbè. Magari la prossima volta!

6 Comments

  • E niente, Capri comunque la si guardi è sempre strepitosa e, anche se piccola, riserva sempre piacevoli sorprese. Io me ne sono innamorata da poco, ma già non vedo l’ora di tornare…con un paio di scarpe comode! 😬

    • Certo! Io quelle me le porto dietro ovunque (anche perchè non sono assolutamente capace di camminare sui tacchi!!)

  • Io ormai non riesco a pensare a Capri senza che mi venga in mente tu! E devo dire anche che è merito tuo e di tutto l’amore che traspare dalle tue parole per questa isola che ultimamente sta diventando quasi un pensiero fisso. Ho una voglia di Italia e di mare che batte qualsiasi altra idea di viaggio!

    • Guarda io mi sono trovata con prenotate Namibia, Parigi e Capri: indovina dove proprio – ma proprio – non vedevo l’ora di andare? :))) Spero tu possa vederla presto! Io da quelle parti ho un altro piccolo sogno: Procida!

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