Impronte nella neve: dritte per un safari in Lapponia

viaggio lapponia finlandese
Reindeer Safari, Lapponia Finlandese
Quattro attività dedicate agli amanti degli animali e, naturalmente, del freddo

Finisco sempre per fare un safari. Anche nella neve. Ovviamente, non si tratta di un safari vero e proprio, ma i tour operator lapponi hanno l’abitudine di attaccare questa parolina magica un po’ a tutte le attività: husky safari, reindeer safari, snowmobile safari (?). Ma di motoslitte parleremo un’altra volta; questo post è tutto dedicato agli animali che, insieme alla neve, sono stati i protagonisti di questo viaggio.

Ecco qualche attività che puoi fare in loro compagnia:

Reindeer safari
Dicono che ci siano più renne che persone in Lapponia (e in un luogo che ha una densità di 2 abitanti per km2 non stento a crederci). Sono il simbolo della regione e compaiono praticamente ovunque: sulle tazze, sui maglioni, sui calendari, sui – ehm – menù di ogni ristorante. E naturalmente nei boschi. Se sei andato un po’ in giro in auto, le avrai sicuramente incontrate: tra la neve, scovano i licheni di cui si nutrono. Si tratta di animali semi-selvatici: vivono all’aperto ma appartengono sempre ad un allevatore e, se guardi bene, puoi notare il tag all’orecchio.
Del resto persino Babbo Natale ha le sue, no?

Se però vuoi vedere le renne veramente da vicino, allora ti consiglio di visitare una reindeer farm. Gli allevatori ti racconteranno molti aneddoti su questi animali e potrai fare un giro su di una slitta trainata proprio da una renna, a sua volta condotta per le briglie da un fattore. Avvolto in una coperta spessa e morbida, scivolerai nel cuore di un paesaggio imbiancato che, sebbene non sia certo l’esperienza più adrenalinica del mondo, è comunque un buon primo approccio alle foreste lapponi.

Qualche curiosità: lo sapevi che gli occhi della renna cambiano colore a seconda delle stagioni? Che i suoi palchi sono rivestiti di soffice velluto e ogni anno cadono per poi ricrescere? E, soprattutto, sai che il poronkusema equivale a circa 7.5km? Cos’è il poronkusema, dici? E’ un’unità di misura finlandese che corrisponde alla distanza che… una renna può percorrere tranquillamente prima della pausa pipì!

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Husky Safari
L’ho adorata, la corsa con gli husky. Incarna una sorta di comunione perfetta tra l’uomo, il cane e la natura. Si corre – questa volta sì, dato che le mute possono raggiungere i 40km/h – immersi in scenari meravigliosi: lungo uno stretto tracciato in mezzo alle pinete, intorno a un lago ghiacciato, su immense distesa candide. Il silenzio è rotto solo dall’ansimare dei cani e dallo scivolio dei pattini della slitta.

Appena arrivi alla husky farm, li senti subito: sono scalpitanti, emozionati, pronti a partire. Ma prima di andare da loro, una piccola lezione, perché saremo proprio noi a guidare la slitta. Ciascuna di esse trasporta due persone: il passeggero e il musher, ossia il conducente. In piedi sulla slitta, questi ha il compito di guidare i cani; ovviamente quelli di una farm sono super addestrati e un musher è quasi superfluo, ma è bene conoscere almeno le basi del dogsled: come aiutare la muta a cambiare direzione, inclinandosi con il corpo a destra o sinistra e, soprattutto, come utilizzare… il pedale del freno.

La nostra muta è composta da sei husky disposti a coppie: i due in testa sono i Leader, quelli che meglio rispondono ai comandi del musher; poi vengono gli Swing, i cani più i rapidi, che dettano l’andatura e, in coda, troviamo i Wheel che, proprio perché posizionati più vicino alla slitta, sono quelli su cui grava maggiormente il carico: sono loro i più robusti del gruppo.

Al solito, prima di partire mi sono informata un po’ e, come sempre sul web, ho trovato pareri contrastanti, divisi tra chi lodava l’esperienza e chi invece la bocciava completamente perché ‘i cani sono tenuti nei box dove abbaiano senza sosta dal momento in cui arrivi e sono costretti a correre e trascinare le slitte al freddo’.

Dico subito che sono la prima ad avere la (pessima) tendenza ad umanizzare i cani. Però. Innanzitutto, che gli husky facciano baccano non appena sentono arrivare le persone e non vedano l’ora di uscire dai box, mi sembra normale: lo fanno perchè sanno che c’è una corsa che li aspetta. Anche il mio cane che non vive in box ma ha un’intera casa con giardino a sua completa disposizione, se vede che indugio con il guinzaglio in mano comincia a saltare e ad abbaiare perché sa che l’uscita è imminente. Perché è così che i cani manifestano entusiasmo e impazienza.

Seconda cosa, gli husky non sono cani da riporto nè da compagnia. Sono cani da lavoro e il loro lavoro, anche se a noi pare assurdo, è proprio quello di trainare le slitte, sin dalla notte dei tempi. E può sembrare ancor più assurdo, ma ci sono cani che per essere felici, hanno bisogno di essere attivi, di spendere energie. Pensa a un husky che passeggia sui sanpietrini di Corso Vittorio a Milano e a uno che corre nella neve, anche se con una slitta al traino… qual è il più felice, quale il più ‘realizzato’?
Puoi essere convinto della prima opzione oppure della seconda, ma il fatto è che la risposta non la sapremo mai. Possiamo solo fare congetture che, in fin dei conti, lasciano il tempo che trovano. Il tempo, meglio impiegarlo nella ricerca di una husky farm responsabile, che abbia veramente a cuore i suoi ospiti dagli occhi azzurri. Questo sì.

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Horse Trek
Non potevano mancare i cavalli. Qui in Lapponia incontrerai i Finnhorse, la razza finlandese, e gli Icelandic horse: originari dell’Islanda, ben sopportano i climi rigidi, sono più grandi dei pony ma più piccoli e tozzi rispetto ad altre razze (decisamente più bassi di Duke. Te lo ricordi?). E’ proprio in sella agli Icelandic che siamo usciti per una passeggiata nella foresta di notte, alla ricerca dell’aurora boreale (che si è mostrata timidamente solo a fine escursione).
Se mi ricapiterà, vorrei rifare l’horse trek di giorno: sfiorare i tykkylumi  in groppa a questi animali è una di quelle esperienze magiche che vanno vissute e apprezzate in piena luce.

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Moose Safari
Niente di meglio dei boschi lapponi per cercare le specie amanti del freddo. Se in inverno alcune di esse sono in letargo (come gli orsi), puoi però aguzzare la vista e andare in cerca di altri animali, piccoli o grandi che siano. Mimetizzati tra la neve potresti vedere ermellini o lepri che, per l’occasione, vestono una pelliccia bianca. A qusto proposito, un aneddoto che mi ha fatto sorridere: quando fiutano il pericolo, le lepri ripiegano le loro lunghe orecchie sugli occhi che, nerissimi, le smaschererebbero. Che tenere, prova ad immaginartele!

Più rari, sono gli avvistamenti dei perfidi ghiottoni, delle linci, di foche e lontre, mentre con un po’ di fortuna potresti facilmente incontrare l’alce. I cartelli stradali che ne annunciano l’attraversamento sono un po’ ovunque, segno che sono presenti in grande quantità. Con un’altezza che spesso supera i due metri e un peso che sfiora la mezza tonnellata, l’alce è riconoscibile per il suo palco che a differenza degli altri cervidi, si allunga piatto e tozzo. L’andatura sgraziata lo rende secondo me molto simpatico! Di alci ne abbiamo viste parecchie in Svezia, sprovviste però delle loro corna: in inverno, infatti, il palco cade per poi ricrescere in estate ed essere pronto ai combattimenti che, in ottobre, caratterizzano la stagione degli amori.

Che ne dici? Quale di queste esperienze hai fatto o ti piacerebbe fare?
Qui ne trovi altre ancora, ad esempio… dormire in un igloo di vetro!

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3 Comments

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  1. says: Silvia

    Ti ringrazio moltissimo per le info, se si può fare tutto da soli tanto meglio! :))
    Io mi diverto un sacco ad organizzare i viaggi, eh eh!
    Grazie ancora, buon fine-settimana!

    Silvia

  2. says: Silvia

    Ciao Cris!
    Fantastico viaggio anche questa volta… e, tanto per cambiare, un viaggio cui penso già da un po’! 😉
    Se puoi rispondermi, ti chiedo una informazione pratica: voi come lo avete organizzato?
    In totale autonomia o vi siete appoggiati ad un operatore locale?
    Te lo chiedo perché ci sono tante cose e attività da organizzare e far collimare, e quindi vorrei capire meglio come muovermi, se l’anno prossimo magari riusciamo ad andarci davvero.
    Grazie!!

    Silvia

    1. says: Cris

      Ciao Silvia!
      Ho organizzato tutto da sola: voli con Finnair (puoi arrivare su Kittila o su Ivalo con scalo a Helsinki), hotel prenotati su Booking.com, auto affittata con Avis e le varie attività (safari, motoslitte etc.) prenotate da casa appoggiandomi al sito di ufficiale di Levi, dove abbiamo trascorso gran parte della settimana (perchè interessati a fare un po’ di sci da discesa).
      E’ un viaggio fattibilissimo in fai da te!