Cape Town: una settimana nella Mother City

Cape Town, Waterfront
Non sarà troppo? No. Perchè è una delle città più belle del mondo.

La prima volta ci sono stata per lavoro, accompagnata oltre che da una simpatica troupe di colleghi, da una pioggerellina fine e fastidiosa. La seconda a giugno, ossia in pieno inverno. Il cielo grigio, la Table Mountain coperta dalla proverbiale tablecloth, quella tovaglia di nuvole che impedisce di vedere quanto è piatta la cima.

La terza, però, è stata la settimana scorsa. C’era il sole, finalmente, e ho avuto la conferma di quanto già sospettavo: Cape Town, the Mother City, è una delle città più belle del mondo. Ti racconto il mio itinerario e perché, volendo, a Cape Town ci puoi trascorrere anche un’intera settimana senza annoiarti mai.

GIORNO 1
Un signore anziano e un po’ duro d’orecchi ci accoglie in una guesthouse deliziosa insieme al suo cagnone, un Rhodesian Ridgeback, razza molto popolare qui in Sudafrica. Alloggiamo a Camps Bay, uno dei litorali più rinomati della città. La lunga fila dei 12 apostoli svetta imponente alle nostre spalle, mentre la calda luce del tramonto tinge di toni aranciati il mare e la bella promenade lungo la baia. Nota anche per i locali alla moda, Camps Bay offre un sacco di ristoranti a base di pesce: ottimi i crostacei e le ostriche, ma… meglio non appesantirci troppo! Domani ci aspetta una giornata tutt’altro che riposante!

La promenade di Camps Bay e i 12 Apostoli

GIORNO 2
Il motivo per cui siamo tornati in Sudafrica è soprattutto uno. Correre la Mezza Maratona. Che non è mica una qualsiasi: quella di Cape Town è nota come ‘the world’s most beautiful marathon’. Ci svegliamo alle 4.30, il taxi arriva puntuale. Lo guida un omone di nome Abraham, dalla risata contagiosa. Ci lascia allo start. E’ ancora buio pesto, ma 16.000 persone già scalpitano. Dagli altoparlanti partono le prime note di Momenti di Gloria, giusto per rendere il tutto ancor più drammatico. Un groppo in gola, gli occhi un po’ lucidi. Perché ci speri, ma non sai se ce la farai. E se ce la farai sarà dura: 21km, seppure srotolati nella splendida cornice di Cape Town, non sono pochi e, soprattutto, non sono mica tutti in piano. E’ proprio per i suoi continui saliscendi che questa città viene spesso accostata a San Francisco!

Durante la corsa incontriamo anche Abraham che, smesse le vesti del tassista, si è messo in gioco anche lui. Il kilometro più duro è stato l’ultimo. E non perché fossi particolarmente stanca – è da un anno che mi alleno sotto il caldo sole dell’Angola – ma perché si stava lentamente sciogliendo tutta quella tensione accumulata ormai da settimane. 2h e 20min dopo la partenza, taglio il traguardo. E la sensazione all’arrivo è… è… non so, è immensa.

Half Marathon: ✓

Tanta è l’adrenalina che non riesco nemmeno a riposarmi, una volta tornata a Camps Bay. Ho una fame da lupi, però, questo sì. Nel primo pomeriggio facciamo un salto a Bloubergstrand, dove si trova la spiaggia perfetta per ammirare il profilo montuoso di Cape Town: Devil’s Peak, Table Mountain e Lion’s Head.

Proprio sulla Lion’s Head saliamo nel tardo pomeriggio. Un paio d’ore sono sufficienti per arrivare in cima e tornare indietro, ma il sentiero è completamente esposto in svariati tratti e spesso difficoltoso: più volte è necessario aiutarsi con le mani per arrampicarsi sulle rocce, per cui attenzione! La visuale sulla Tavola e su Camps Bay è però da cartolina.

città del capo cosa vedere
Bloubergstrand e la vista a 360° dalla Lion’s Head

GIORNO 3
E che fai il giorno dopo la Mezza Maratona? Sali sulla Table Mountain! Ma mica ci vai in funivia. Ci vai a piedi infilando un trail dopo l’altro (ecco il guaio dell’avere un marito sportivo): il Pipe Track (1h), semplice e in piano, che abbraccia parzialmente i 12 apostoli; poi Kasteelspoort (2h) che, piuttosto ripido, porta a una sorta di… trampolino sul vuoto e, infine, il tratto tra Kasteelspoort e la funivia della Table Mountain (altre 2h). A parte il Pipe Track, gli altri due sentieri sono abbastanza impervi ma c’è da dire che offrono vedute precluse ai più, oltre a incontri con dassie (animaletti simili a grosse cavie) e protee selvatiche, i fiori simbolo del Sudafrica.

Insomma, dopo appena 5h di cammino, 10 km di tragitto e 1000m di dislivello, arriviamo finalmente alla meta e il panorama è quella visione fantastica che speravo. Si vede anche Robben Island, dove Mandela ha trascorso 18 dei suoi 27 anni di prigionia.

Climbing Table Mountain

Nel pomeriggio, un giro in città. Perchè sebbene Cape Town sia circondata di aree naturali di estrema bellezza, vale la pena scoprire alcuni dei suoi quartieri: una passeggiata su Long Street, per ammirare gli anacronistici edifici vittoriani del centro storico, o nel Bo-Kaap, il quartiere musulmano, abitato un tempo dagli schiavi e oggi (si dice) dai loro discedenti, i Malesi del Capo. Strade strette, costeggiate da case basse e variopinte. Super fotografate. A dirla tutta, trovo il Bo-Kaap molto più bello in foto che dal vivo. L’atmosfera è piuttosto decadente e… instagram fa miracoli (come tutti sappiamo).

I colori del Bo-Kaap
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Long Street

Naturalmente non puoi perderti il Waterfront, il vecchio porto riqualificato e trasformato in area mondana, con centri commerciali, negozi alla moda e un sacco di ristoranti e posticini per aperitivi fronte mare (finalmente un locale che ci ha servito del Pimm’s: sono passati anni dall’ultima volta che ne ho bevuto uno!). Immancabili, l’ennesimo profilo della Table Mountain e la Cape Wheel, la ruota panoramica.

GIORNO 4-5-6-7
Per il resto della settimana ti lascio qualche idea e alcuni link a post che ho già scritto. Puoi visitare la Penisola del Capo, percorrendo l’emozionante Chapman’s Peak Drive e raggiungere così il mitico Capo di Buona Speranza. Puoi passeggiare nel Giardino Botanico di Kirstenbosch o dedicare la giornata al wine tasting, cominciando dalle dolci colline di Constancia, uno dei sobborghi di Cape Town, e imboccare poi la Strada del Vino. Ma puoi anche – e queste opzioni me le tengo per la prossima volta – fare un giro in elicottero, visitare Robben Island, esplorare una township, triste retaggio dell’Apartheid, cercare le balene o fare cage diving nelle fredde acque dell’oceano in attesa di vedere comparire lo squalo bianco dietro le sbarre della tua gabbia.
Ecco, quest’ultima opzione io anche no.

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Cape Wheel

E tu sei mai stato nella Mother City? Cosa ti è piaciuto di più?

5 Comments

    • Quelle il giorno dopo! E grazie per la ‘gioventù’ (che ormai proprio non è più il mio caso!) 😜

  • Una città meravigliosa che ho avuto l’occasione di visitare anche io e provare le tue stesse sensazioni. Aggiungerei i murales, ma questa è una mia fissazione.

    • Non sono super appassionata di Street Art ma dopo che ho fatto un lungo tour a Shoreditch a Londra (con guida) ho qualche nozione in più per apprezzarla!
      Per cui me li segno per la prossima volta! 😉 Grazie!

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