Perù e Bolivia: dal Machu Picchu al Salar de Uyuni

2 settimane Perù e Bolivia
Il più entusiasmante viaggio nelle Ande, per una full immersion nella natura e... nel buon cibo!

Quante volte l’ho sognato il Sudamerica? Me lo immaginavo colorato, saporito, smodato, religioso, allegro, confuso e confusionario, immenso, eccessivo, vivido, estremamente chiassoso a volte quanto silenzioso altre, fantasioso, misterioso, profano, intenso. Me lo immaginavo così, e così è stato. E anche di più.

ITINERARIO
PERU’ E BOLIVIA

(2 settimane)

GIORNO 1: Arrivo ad Arequipa, Perù

GIORNO 2: Arequipa
Situata alle pendici del vulcano Misti, Arequipa è definita la città bianca del Perù. Oltre al bellissimo  centro storico, patrimonio UNESCO, visitiamo il Monastero di Santa Catalina, il Mercato di San Camilo,  e… rendiamo omaggio alla mummia bambina, Juanita.

GIORNO 3: Arequipa – Valle del Colca (160km)
Trasferimento a Chivay, nella Valle del Colca. Inerpicandoci sulle Ande, vedremo alpaca, lama e vigogne e le bellissime terrazze precolombiane, tutt’ora coltivate dagli indigeni. Il punto più alto e spettacolare che raggiungiamo è il Mirador de los Vulcanes di Patapampa, a quasi 5000m di altezza.

GIORNO 4: Valle del Colca – Puno (300km)
Sveglia al mattino presto per vedere uno spettacolo di rara bellezza: appuntamento alla Cruz del Condor per assistere al planare del più imponente dei volatili. Visitiamo poi i colorati pueblos di Yanque, Pinchollo e Maca, prima di ripartire alla volta di Puno, sul lago Titicaca.

GIORNO 5: Lago Titicaca, Isole Uros e Amantani
Battello per le Islas flotantes degli Uros, costruite sui giunchi di totora, e incontro con le tribù dell’acqua. Nel pomeriggio, ci spostiamo ad Amantani, dove faremo un’escursione a 4000m, per vedere gli antichi templi dedicati al Pachamama e al Pachatata e uno stupendo tramonto sul lago. Notte in homestay, presso una famiglia dell’isola.

GIORNO 6: Lago Titicaca, Isola Taquile e ritorno a Puno
Escursione a Taquile, isola famosa per i suoi pregiati tessuti, i cui colori e ricami costituiscono una sorta di codice per la popolazione locale. Dopo pranzo, rientro a Puno in battello.

GIORNO 7: Puno – Tiwanako – La Paz, Bolivia (260 km)
Attraversiamo la frontiera Perù – Bolivia via terra: decisamente un’esperienza! Successivamente, visita allo straordinario sito archeologico di Tiwanako, la più importante testimonianza pre-Inca del Sudamerica. Raggiungiamo El Alto e i suoi 4095m di altitudine e poi, con il Teleferico, la città di La Paz. Il sole sta scendendo, ma riusciamo ancora a vedere la famigerata Calle de las Brujas e il centro storico.

GIORNO 8: La Paz – Salar de Uyuni (1h di volo + 300km)
Dopo appena un’ora di volo, siamo alle porte del Salar: all’aeroporto ci aspetta una 4×4 che ci scorrazzerà in giro per il deserto di sale più grande del mondo! Visitiamo l’isola di Incahuasi, situata proprio al suo interno, su cui nascono cactus giganti, alti fino a 12 metri e, prima di ritirarci, vediamo un tramonto da paura con quei riflessi che rendono tanto magico questo posto.

GIORNO 9: Reserva Nacional de Fauna Andina Eduardo Avaroa (300km)
Appena dopo il Salar, si trovano alcuni dei più interessanti ecosistemi della Bolivia: oggi vedremo il vulcano Ollague, il Salar de Chiguana, l’Albero di Pietra e una serie di lagune, tra cui la bellissima Laguna Colorada – dalle acque rosse – dove si posano i fenicotteri.

GIORNO 10: Reserva E. Avaroa – Uyuni (350km) – La Paz (1h di volo)
Sveglia prestissimo per vedere il sole sorgere nelle calde acque termali di Polques, mentre fuori si ghiaccia a… -13°! Proseguiamo poi con il Deserto di Dalì, così chiamato perchè sembra uscito da un dipinto del celebre pittore, per poi continuare verso la laguna Bianca e la laguna Verde. Arriviamo al confine con il Cile ma… dobbiamo tornare all’aeroporto di Uyuni: ci attende il volo per La Paz!

GIORNO 11: La Paz – Cuzco (1h di volo)
Alle 11 siamo già in giro per l’affascinante Plaza de Armas! Una visita veloce alla cittadina, incluso il particolarissimo Mercado di San Pedro e, nel pomeriggio, esploriamo le rovine inca: Koricancha, Puca Pucara, Tambomachay, Kenko e Sacsayhuaman.

GIORNO 12: Cuzco – Ollantaytambo (80 km)
Giornata dedicata alla Valle Sacra che, per gli Inca, rappresentava lo specchio terrestre della Via Lattea. Visita alle rovine di Pisac e al suo mercato artigianale e poi alla fortezza di Ollantaytambo, rimasta incompiuta a causa dell’arrivo dei Conquistadores.

GIORNO 13: Ollantaytambo – Machu Picchu
Un treno blu ci aspetta per portarci alla tappa più attesa del viaggio: con un permesso speciale scendiamo al km 104, perchè è qui che comincia l’ultimo tratto del Camino Inca, che ci porterà al sito Inca più famoso del mondo. Percorreremo a piedi 13 km circa, visiteremo la rovina di Winay Wayna e, infine, arriveremo al Machu Picchu varcando la Puerta del Sol. Pernottiamo ad Aguas Calientes.

GIORNO 14: Machu Picchu – Cuzco (80 km)
Oggi scendiamo dentro al sito di Machu Picchu, vediamo il sole sorgere proprio mentre siamo al suo interno. Più tardi, in mattinata, affrontiamo la salita al Huayna Picchu, il picco che sorge dietro le rovine: sarà una scalata molto impegnativa, ma mai quanto la discesa… da brividi! La vista, però, è spettacolare. Nel tardo pomeriggio, riprendiamo il treno per Ollantaytambo: alla stazione ci aspetta un’auto che ci riporterà a Cuzco.

GIORNO 15: Cuzco – Lima (1.5h di volo)
Il nostro è stato anche un viaggio nel gusto: la cucina peruviana è una delle migliori al mondo e abbiamo deciso di visitare Lima… attraverso un food tour. Dopo un caffè a Barranco, il quartiere bohémien della città, visiteremo un mercato locale per assaggiare alcuni dei frutti più strani del Perù e impareremo a preparare cheviche e Pisco Sour. La sera, cena nikkei da Maido, nominato miglior ristorante del Sudamerica e settimo al mondo!

GIORNO 16: Rientro
Per motivi logistici, siamo obbligati a trascorrere una giornata a São Paulo, in Brasile. Arriveremo a destinazione il mattino dopo, con la voglia di progettare un altro viaggio in Sudamerica il prima possibile!

Distanza percorsa: Circa 2000 km via terra, a cui vanno aggiunti tratti in battello e voli interni

Best memories: Il sale che scricchiola sotto i piedi nel Salar. I primi raggi del sole che illuminano il Machu Picchu. L’incertezza prima di salire il Huayna, la commozione una volta in cima, la paura a scendere. Gli scalini del Cammino Inca. Le foglie di coca masticate e il fattone che ci ha detto che è meglio la candeggina. Il freddo delle notti in Bolivia, che neanche il sacco a pelo nel letto. La chiara d’uovo nel Pisco, la trucha in ogni salsa e il primo rocoto relleno (di una lunga serie). Le Plazas de Armas che ci sono ovunque ma la più bella è a Cuzco. La frutta nei mercati e le erbe medicinali che crescono dappertutto. La guida che crede agli extraterrestri. I Gesù sofferenti e le Madonne come montagne. Il lama e la sua bambina (cit.)

Quando andare: Questo viaggio è stato fatto a fine maggio, ossia durante l’autunno sudamericano.
*In Perù, a parte Lima, ci siamo limitati alla zona delle Ande Meridionali (niente costa nè Amazzonia, dove il discorso climatico cambia). In questo periodo fa fresco e il cielo è limpido! Insomma, non ci sono gli acquazzoni che si incontrano tra novembre e marzo e, forse, c’è anche qualche grado in più (che male non fa!) rispetto ai mesi più freddi dell’anno, ossia quelli corrispondenti alla nostra estate. Di sicuro, il motivo principale per andare a maggio invece che a luglio o agosto è quello di evitare le masse di turisti imbizzarriti.
*In Bolivia, ci siamo concentrati sulla regione sud-ovest. Come per il Perù, i mesi di luglio e agosto sono i più freddi in assoluto e intendo freddi davvero: ricorda che il Salar è un deserto e l’escursione termica è fortissima. Se vuoi vedere i famosi giochi di riflessi sull’acqua, allora la stagione migliore è ovviamente quella delle piogge, tra gennaio e marzo: si tratta però di un terno al lotto, in quanto, affinchè i riflessi siano visibili, il paesaggio deve essere perfettamente immobile: lo strato bagnato formatosi sul suolo a seguito degli acquazzoni non deve essere mosso dal vento, nè spezzato da nuove gocce di pioggia, altrimenti ‘lo specchio’ si incrina e non vedrai proprio nulla se non un terreno allagato…
Quindi a te la scelta: o tenti la fortuna in febbraio o vai in luglio quando il Salar è completamente prosciugato. Oppure vai a maggio e può darsi, come è successo a noi, di trovare una piccola parte di deserto ancora coperta dalle acque, mentre tutto il resto si è già trasformato in un pavimento di sale!

Spostamenti: Abbiamo combinato trasporti privati e condivisi (macchina con autista e pulmini turistici da circa 15 posti). Avendo poco tempo a disposizione e, soprattutto, amando la comodità, non abbiamo preso alcun mezzo pubblico, tanto meno i bus-cama o cama-coche: i voli interni sono tutti molto brevi (un’ora appena) e gli aeroporti sono sufficientemente piccoli da non creare alcuno stress. Inoltre, sono tutti estremamente panoramici: vedrai dall’alto la conca in cui sorge La Paz, l’enorme distesa del Salar, le montagne intorno a Cuzco… insomma, vale la pena!

Fuso orario: Perù: Italia -7h; Bolivia: Italia -6h.

Moneta: Nuevo Sol Peruviano (PEN) e Boliviano (BOB)

Metti in valigia: Sono partita esclusivamente con indumenti sportivi, 2 paia di scarpe antiscivolo, una giacca impermeabile e una più calda. Il berretto… l’ho comprato in Perù naturalmente, così come due caldi maglioni in alpaca! Occhiali e crema da sole sono fondamentali dato che la maggior parte del tempo siamo in alta quota, dove i raggi sono più forti. Le racchette per l’Inca Trail le abbiamo affittate sul posto, così come i sacchi a pelo per le notti al Salar (davvero indispensabili!).

Ricorda che:
*Potresti soffrire il soroche (o mal di montagna)! Per capirci, ti do qualche numero relativo all’altitudine: Arequipa, 2500m; Titicaca, 3800m; Cuzco, 3400m, La Paz, 3600m/ El Alto, 4095m; nel Salar abbiamo dormito a ben più di 4000m. Ad alcune persone non capita nulla, altre – me compresa – accusano dolori alla testa, difficoltà a respirare, perdita di appetito (e con quest’ultimo punto ho detto tutto!). Non solo, c’è anche chi sta peggio: nausea, vomito, febbre. Per fortuna dopo un periodo di acclimatamento più o meno lungo, che varia da persona a persona, tutto passa o, per lo meno, si spera! Ecco perchè è meglio cominciare il proprio viaggio con attività tranquille e a quote relativamente basse (salire subito il Huayna Picchu e La Paz come prima tappa anche no, quindi).

*Per contrastare il mal di montagna puoi ingerire caramelle di coca o di limone; mangiare cioccolato e zuccheri; bere molta acqua e i famosi mate, infusi a base di foglie di coca e altre erbe medicinali come la muña e la chachacoma. Alternativamente, la coca la puoi anche masticare: i negozi che vendono bustine di foglie sono tantissimi, ma ricordati di non portarle con te al momento di tornare a casa: le foglie di coca sono legali in Perù e Bolivia, ma in Europa no! Se proprio il soroche non accenna ad andarsene, puoi assumere medicinali come l’acetazolamide, venduto in Perù senza ricetta.

*Parti con uno zaino piccolo ma capiente! Per le escursioni sul Titicaca e a Machu Picchu, abbiamo lasciato le valigie agli hotel di Puno e Cuzco, dove poi avremmo fatto ritorno: questo perchè i bagagli ingombranti non sono consentiti. Sul treno per Aguas Calientes, ad esempio, è permesso solo uno zaino di piccole dimensioni, dal peso massimo di 5kg!

*Nel Salar… ci si accontenta! Quello nel Salar/Riserva E. Avaroa è un turismo relativamente giovane e, in quanto tale, non è ancora dotato di strutture ricettive adeguate. Per trascorrere due notti in hotel (giorno 8 e 9), ci è stata infatti chiesta una cifra decisamente elevata rispetto alla media giornaliera, ragion per cui abbiamo optato per un ostello (cioè, prima volta nella vita, parliamone!). La prima notte in camera doppia, privata, la seconda in camera condivisa con i 4 ragazzi che facevano con noi il tour in 4×4.
Niente di male, per due notti si può fare eccome, peccato però che gli ostelli della zona… non siano dotati di riscaldamento e siano dunque ge-li-di (ecco perchè devi affittare un sacco a pelo da ficcare nel letto, se non ce l’hai)! Nonostante ciò, siamo comunque contenti della scelta perchè oltre a risparmiare, abbiamo scoperto che, a differenza degli ostelli, gli hotel proposti erano ubicati in zone decisamente scomode, il che avrebbe implicato ulteriori ore in auto e un itinerario non così ottimale.

*Abbiamo tralasciato buona parte del Perù, sì. L’Amazzonia, le Linee di Nazca, la Rainbow Mountain… Purtroppo il tempo è sempre tiranno, non possiamo prendere più di tot giorni di ferie di fila e quindi dobbiamo fare delle scelte! Perchè questo itinerario? A dir la verità, mi è spiaciuto un po’ per Nazca ma, proprio come per la Montagna Arcobaleno, mi è stato detto che se per caso hai la sfortuna di capitare in una giornata nuvolosa… hai sprecato il tuo tempo e i tuoi soldi. E allora meglio dedicare quei giorni alla Bolivia!

Drive safe!

Hai altre domande? Quale tappa del viaggio vorresti leggere per prima?

2 Comments

  • Un viaggio veramente spettacolare, che ho seguito su fb e intanto potuto sognare a occhi aperti.
    mi incuriosiscono molte cose, in particolare il deserto di sale e poi quelle altitudini vertiginose cui ognuno reagisce diversamente ma certo non deve essere facile.
    Una domanda: per l’organizzazione/prenotazione di voli/macchine/alloggi, avete agito autonomamente o vi siete affidati a qualche agenzia?
    Grazie, buona giornata!!

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