Come arrivare alla scritta Hollywood?

Come arrivare alla scritta Hollywood
In cima al Monte Lee, Los Angeles
Siamo onesti: Los Angeles è una brutta città. Ma se la guardi dall'alto...

Los Angeles è una brutta città. Brava come nessuna ad autoincensarsi, L.A. la racconta e se la racconta. Ha costruito la sua fama su una base di sogni, luci, speranze e promesse di lusso facile. Peccato però che su queste fondamenta si erga una metropoli sporca, ingiusta, cafona. Insignificante, in fin dei conti. Quando ci sono stata la prima volta non pensavo le avrei mai dato una seconda chance. Ma è pur sempre la Città degli Angeli, per cui mai dire mai.

E infatti.

15 anni dopo, sono di nuovo qui. Sto percorrendo la Route 66 e, poichè questa termina proprio a Los Angeles, tanto vale spenderci un paio di giorni.

E allora di nuovo: il boulevard di stelle (la foto con i piedi vicino a quella dei Doors e di Tarantino), i teatri, le impronte di Marilyn (che per me ha sempre valso più di mille Audrey), Rodeo Drive (non sono nemmeno scesa dall’auto), Bel Air (ma chissenefrega di dove vivono le celebrities?), Disneyland e Universal Studios (anche stavolta passo grazie).

Ero impaziente di darle un’altra possibilità ma, anche a distanza di così tanto tempo, non cambio la mia opinione: di L.A. non ho amato che le spiagge, Venice in primis.

Come mai questo post, allora? Per un solo motivo. Perché una cosa veramente bella da fare a Los Angeles, c’è. Ed è guardarla dall’alto, tutta insieme. Vista dalla cima delle sue colline, la città è talmente immensa, talmente smisurata che… non ho dubbi: Los Angeles è tra le città che, dal cielo, ho amato di più.

Sali su una delle tante terrazze del Griffith Observatory, sul monte Hollywood: nelle giornate limpide lo sguardo arriva ad abbracciare il Pacifico. Vieni qui poco prima del tramonto e vedrai le luci rosa del cielo lasciare posto alle luci dei palazzi: milioni di finestre si accendono, le arterie principali si illuminano dando vita a una distesa sfavillante fuori dal comune! La foto qui sotto non rende; guarda (e ascolta!) invece questo video – in modo particolare verso la metà – per capire meglio cosa intendo.

Per una visuale diurna, ti suggerisco invece un trekking urbano. Un percorso speciale, che ti porterà proprio alle spalle della monumentale scritta Hollywood, in cima al Monte Lee.

Si tratta di un trail relativamente breve (metti in conto dalle tre alle quattro ore round trip), che non richiede chissà quale preparazione fisica anche se, com’è intuibile, un po’ di dimestichezza con il trekking in montagna la devi avere – dato che numerosi tratti sono sconnessi e alcuni esposti – , così come devi avere fiato a sufficienza a causa del continuo saliscendi tra le colline.

Ne vale la pena? Sì! Per il panorama innanzitutto, che ti prometto sarà indimenticabile. Ma soprattutto ne vale la pena per vedere lei, quella scritta che ha reso Los Angeles ciò che è e che è diventata un pezzo di storia non solo degli Stati Uniti ma del mondo. 110 metri di lunghezza per 15 di altezza: la scritta Hollywood – in origine Hollywoodland – è stata eretta nel 1923 a scopi promozionali e, nonostante il suo destino sia stato in bilico più volte (negli anni ‘70 alcune celebrità si sono offerte di restaurarla a proprie spese pur di non vederla scomparire), oggi è ancora lì. Interpreta il suo ruolo alla perfezione, quello di un grande, grandissimo specchio per allodole, una medaglia a doppia faccia che un giorno ti regala la fama e quello dopo te la toglie. Emblema della roulette di Hollywood, l’attrice Peg Enwistle che, dopo essere stata scartata dallo star system, fu la prima a scegliere la morte gettandosi nel vuoto proprio dal monte Lee, più precisamente dalla ‘H’ su cui si era arrampicata. Era il 1932.

Oggi, sono numerosi i turisti che cercano di avvicinarsi il più possibile a questa mitica scritta: molti si accontentano di serbarne una discreta immagine osservandola dal Jerome C. Daniel Overlook lungo Mulholland Drive, dalla terrazza al terzo piano del centro commerciale Hollywood & Higland o dal già citato Griffith Observatory. Ma com’è ovvio, nessuna di queste opzioni ti porta davvero vicino ad essa.

Come arrivare alla scritta Hollywood allora?
Soprattutto dopo la chiusura del percorso di Beachwood Drive, le strade percorribili sono davvero poche. Tra quelle rimaste, io ho optato per il Wonder View Trail, che ti porta proprio alle spalle della scritta (che – va precisato – non puoi in alcun modo toccare né tanto meno arrampicartici su: questo capita solo nei film!).

Per raggiungere il trailhead del Wonder View, lascia la tua auto su Lake Hollywood Drive (se sei in alta stagione meglio che ti fai portare in taxi o potresti dover parcheggiare mooolto lontano). Dopo un breve passaggio nel cuore di un quartiere residenziale, troverai il punto d’inizio del percorso, esattamente laddove terminano le case e la strada asfaltata. La prima parte del trail è tutta un saliscendi: assicurati di avere con te acqua e un cappello per ripararti dal sole e di indossare scarpe e pantaloni adatti, poiché il terreno in alcuni punti può essere scivoloso. Mentre segui il profilo delle colline, la grande Los Angeles e parte della San Fernando Valley cominciano ad apparire alla tua destra. Quando noterai un albero solitario che dà su di un precipizio sarai a circa metà strada: sei arrivato al Wisdom Tree, l’unico albero sopravvissuto all’incendio che, nel 2007, ha investito questa collina.

Dal Wisdom Tree, il percorso diventa meno faticoso ma un pelo più complesso: devi prestare maggiore attenzione alle aeree esposte e alcuni tratti si fanno più stretti e ripidi. Insomma, non è più una sgambata in collina ma un vero e proprio trail. La scritta Hollywood però, è sempre più prossima: vedi già la H, la O. Supera la targa commemorativa e il belvedere dedicato a Hugh Hefner, il fondatore di Playboy, e ci sei quasi: l’ultimissimo tratto è asfaltato ed è quello che ti porta proprio alla cima del monte Lee. Finalmente, ecco il panorama che aspettavi: bello, bellissimo e, allo stesso tempo, così ruffiano, ingannevole. Ma tant’è. Los Angeles è da sempre il luogo dei sogni e delle facili illusioni e, almeno da quassù, torna ad essere – per davvero –  la Città degli Angeli.

Come arrivare alla scritta Hollywood
Come arrivare alla scritta Hollywood


Insomma, Los Angeles può piacere o non piacere e a me, come si è capito, non piace. Se però vuoi ascoltare una voce opposta alla mia, ti invito a leggere i post della mia amica Monica che, invece, Los Angeles la ama.

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