12 cose incredibili che trovi nelle chiese di Firenze

Chiese di Firenze
Opere giovanili di grandi artisti, un affresco realizzato da un angelo e persino una giraffa: quella dei Medici.

Testimoni gigantesche e silenziose della vita e dell’evoluzione della città, le chiese di Firenze sono molto più che semplici luoghi di culto. Le loro mura hanno visto crescere le fortune di una delle maggiori dinastie italiane, hanno visto i mecenati stringere legami fortissimi con i loro protetti, hanno visto – si dice – Dante incontrare la sua musa. Hanno cullato il Rinascimento, retto la furia di un Arno esondante.
Scrigni rivelatori della storia fiorentina, contengono al loro interno grandi tesori e particolari curiosi, come ad esempio…

#1. Il crocifisso di un Giotto ventenne…
Basilica di Santa Maria Novella
Un’opera giovanile ma già spia di un genio rivoluzionario: siamo intorno al 1290 quando l’artista del più famoso campanile d’Italia decide di abbandonare l’iconografia tradizionale che raffigurava un Cristo in croce sinuoso, inarcato in una posa assolutamente innaturale, quasi fluttuante. Il giovane Giotto decide invece di evidenziare tutta la natura umana del figlio di Dio: il capo reclinato, il corpo non più languido ma pesante, le gambe piegate, il dolore. E una sensibilità religiosa del tutto nuova.

#2. …e quello di un ancor più giovane Michelangelo
Basilica di Santo Spirito
A mio parere una delle opere più belle esposte nelle chiese fiorentine. Più un fanciullo che un uomo di 33 anni, una figura gracile e delicata, lontana dai modelli di prestanza fisica a cui associamo il Buonarroti. Risale al 1493, epoca in cui Michelangelo era poco più che un ragazzo; si stava ancora dedicando allo studio dell’anatomia umana, analizzando le salme provenienti dall’ospedale del convento di Santo Spirito, presso cui alloggiava per intercessione di Lorenzo il Magnifico, suo protettore.
Oggi, il suo Gesù è conservato nella sagrestia della basilica: collocato a mezza altezza, è valorizzato da un’illuminazione tenue, che proietta su ciascuno dei muri laterali l’ombra della croce, quasi a riprodurre la triade del Monte Calvario.
Per vederlo, è previsto un contributo di 2€, inutile dire che ne vale veramente la pena.
NB: al Crocifisso di Michelangelo non è possibile scattare foto ma puoi vederlo a questo link; qui di seguito, quello di Giotto.

Chiese di Firenze

#3. La giraffa dei Medici
Cappella Tornabuoni, Basilica di Santa Maria Novella
Chi non conosce la cappella maggiore della basilica di Santa Maria Novella? A renderla celebre, l’immenso ciclo di affreschi realizzato dal Ghirlandaio sul finire del ‘400, che ritraggono la vita di San Giovanni Battista e della Vergine Maria. E’ proprio in una delle scene a lei dedicate – l’Adorazione dei Magi – che troviamo una presenza curiosa: una giraffa. La giraffa di Lorenzo de’ Medici.
Il Ghirlandaio inserisce infatti nel suo affresco un noto evento d’attualità: l’arrivo in Italia di un animale esotico. Dono del sultano d’Egitto alla famiglia de’ Medici, la giraffa suscitò grande scompiglio e interesse in quel di Firenze, tanto che si dice che i monasteri di clausura aprirono addirittura le porte pur di vederla! Sebbene la vita dell’animale, come era da immaginarselo, sia stata breve, la testimonianza del suo passaggio resta però ancora oggi nella cappella Tornabuoni.

#4. Il panorama più bello di Firenze
Basilica di San Miniato al Monte
Per me è qui. Poco sopra Piazzale Michelangelo, sul sagrato di questa piccola basilica che celebra il primo martire della città.

#5. Una tomba che non è una tomba
Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi
Galeotta fu Santa Margherita dei Cerchi: è qui che Dante incontrò Beatrice. Ed è qui che la sua musa (non) è sepolta. Sebbene vi sia una pietra tombale a nome di Beatrice Portinari, è infatti assai improbabile che essa contenga le sue spoglie, le quali si troverebbero invece nel sepolcro di famiglia del marito Simone de’ Bardi, a Santa Croce.

#6. Una cupola che non è una cupola
Cattedrale di Santa Maria del Fiore
Sto parlando proprio di lei: la cupola del Duomo di Firenze non è in realtà una cupola bensì una volta ottagonale. Nata da un progetto estremamente avanguardista del Brunelleschi, è stata costruita senza armature e vanta la più grande superficie mai decorata ad affresco: tra il 1572 e il 1579, Vasari prima e Zuccari poi, dipinsero un ciclo pittorico di oltre 3600 m².
Nel loro Giudizio Universale, tema scelto da Cosimo I de’ Medici, figurano oltre 700 personaggi tra angeli, mostri, santi e Satana in persona. Sebbene il colpo d’occhio dal basso sia indimenticabile, vale sicuramente la pena affrontare l’ascesa alla cupola e non solo per godersi il panorama sulla città; giunti alla base della calotta, potrai infatti osservare più da vicino quelle stesse figure, carpirne gli sguardi, le smorfie, i gesti. Vedere l’innocenza di due putti che si rincorrono, il ghigno malefico di un demone dalle zampe caprine, un vescovo barbuto che legge attento una pergamena, l’agonia di un dannato a testa in giù, una figura coronata con un piede fuori dal balcone e un’altra che, la corona, l’ha invece poggiata accanto a sé.
Vuoi sapere quanti scalini devi fare? 463. Quarantanove in più del campanile di Giotto.

#7. Un affresco dipinto da un angelo
Basilica della Santissima Annunziata
Si trova poco distante dalla Galleria dell’Accademia, questa chiesa barocca dal soffitto d’oro e gli interni blu. Deve il suo nome a un affresco prodigioso, attribuito nientemeno che a un essere divino. La leggenda vuole che tale Bartolommeo, incaricato di affrescare la scena dell’Annunciazione, si fosse lasciato prendere dallo sconforto al momento di ritrarre la Madonna: come poteva lui, uomo comune, dipingere il viso della Vergine? Colto da sonnolenza, si addormentò e, al suo risveglio, il miracolo: l’affresco era terminato, la Vergine era pronta a dichiararsi serva del Signore. Da allora la Basilica vide aumentare fortemente l’affluenza di fedeli, tanto che si costruì una via – che oggi è via dei Servi – per meglio collegarla al Duomo di Firenze.

#8. Un Cristo salvato dall’uomo
Basilica di Santa Croce
Di solito è il contrario. Questa volta però è stato l’intervento pronto e intelligente di una squadra di restauratori a trarre in salvo – durante l’alluvione che mise Firenze in ginocchio nel ’66 – una delle principali opere medievali della città: il Cristo Crocifisso di Cimabue. Realizzato a fine ‘200, questo lavoro mastodontico, di oltre 4m di altezza, giaceva zuppo d’acqua e fango nel cenacolo di Santa Croce, dove era esposto. Fradicio, il 70% della pittura ormai staccato, sembrava che per il Cimabue non ci fosse  più speranza, tant’è che diventò un po’ il simbolo di quella Firenze piegata dall’acqua.
Eppure, dieci anni dopo, rivedrà la luce. Il lungo restauro ha permesso un recupero parziale dell’opera che ora, porta sul corpo i segni che la rendono testimone di ben due epoche: quella medievale e quella contemporanea. Oggi, la puoi ammirare in sagrestia, dove è esposta in posizione elevata per garantirne la sicurezza.

Chiese di Firenze

#9. Un orologio che cammina in senso… antiorario
Cattedrale di Santa Maria del Fiore
Affrescato da Paolo Uccello, il cuore meccanico nascosto in un vano della controfacciata del Duomo, questo singolare orologio, oltre a muoversi in senso antiorario ha il quadrante suddiviso in 24 spicchi anzichè in 12. Un tipo strano questo Uccello? Niente affatto, seguiva semplicemente le consuetudini dell’hora italica, un metodo secondo cui – dice Wikipedia“la giornata era divisa in 24 ore della stessa durata, che venivano numerate a partire da mezz’ora dopo il tramonto (quando le campane suonavano l’Ave Maria). Questo momento rappresentava quindi la ventiquattresima ora”.

#10. Un pantheon dell’arte
Basilica di Santa Croce
Sono più di 250 le anime che riposano in questa basilica, alcune di esse particolarmente illustri. Santa Croce custodisce infatti le spoglie di numerosi personaggi legati al mondo della musica, della scienza, delle lettere e, più in generale, dell’arte. Allineati nelle navate, si trovano, tra gli altri, i sepolcri di Michelangelo, Alfieri, Foscolo, Rossini, Galileo, Machiavelli. Del Sommo Poeta invece abbiamo solo un cenotafio: il sepolcro a lui dedicato è vuoto. Esiliato per motivi politici e condannato al rogo in caso si fosse riaffacciato sulle sponde dell’Arno, Dante visse gli ultimi vent’anni della sua vita lontano da Firenze. Morì a Ravenna che, ancora oggi, si rifiuta di cedere le sue spoglie.

Chiese di Firenze

#11. Un ex mercato delle granaglie
Orsanmichele
Era questa una delle prime destinazioni d’uso dell’edificio che oggi conosciamo come Orsanmichele (San Michele in Orto): un magazzino e insieme una loggia per il commercio di grano e cereali. Fu solo verso la metà del ‘300 che tornò ad essere un luogo di culto, mentre sarà all’inizio del secolo successivo che verranno realizzati, sul muro esterno, i tabernacoli dedicati ai santi protettori delle Arti fiorentine – speziali, calzaiuoli, notai, beccai, pellicciai etc. – per mano dei maggiori artisti dell’epoca, da Donatello al Ghiberti.
Il ciclo scultoreo oggi ospitato nei tabernacoli è una copia; l’originale è conservato nel museo della chiesa.

#12. Una facciata incompiuta
Basilica di San Lorenzo
Consacrata da Sant’Ambrogio nel 393, pare sia la più antica chiesa di Firenze. Ciononostante, di quei tempi non resta nulla: ciò che vediamo oggi è il risultato di un lavoro di rinnovamento iniziato nel ‘400 e portato avanti dalla famiglia de’ Medici che, con il complesso di San Lorenzo, ha un particolare legame. Di esso fanno infatti parte anche le splendide Cappelle Medicee, sepolcro dei membri della casata. Ma perchè questa basilica così importante – al cui progetto misero mano nomi quali Brunelleschi e Buonarroti – non è mai stata portata a termine? Diverse le versioni: mancanza di fondi, difficoltà tecniche, impossibilità di reperire i materiali. Unica anche per questo, mi piace molto così com’è.


Quale chiesa fiorentina ti piace di più e quali altre consigli di visitare?

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