Wadi Shab e Bimmah Sinkhole: due mete per una nuotata indimenticabile

wadi shab e bimmah sinkhole in giornata
Nuotare nel Wadi Shab, Oman
Acque di smeraldo, pareti di roccia e segreti nascosti rendono imperdibili queste tappe omanite!

Tappe obbligate per tutti coloro che si apprestano a fare un viaggio in Oman, Wadi Shab e Bimmah Sinkhole sono, al di là del clichè turistico, due luoghi effettivamente sorprendenti.

Situato nella regione di Ash Sharqiyah il primo e in quella di Dhahab il secondo, oltre che per un tradizionale on the road, queste due mete si prestano benissimo anche per una favolosa gita in giornata da Muscat!

Wadi Shab
Innanzitutto, la parola wadi. In maniera molto semplicistica, la potremmo tradurre come valle ma, in realtà, ciò che esprime è un concetto assai più complesso. I wadi sono infatti particolari ecosistemi di cui l’Oman (e non so quali altri paesi al mondo) è ricchissimo. Si tratta di oasi verdi nascoste tra le rocce, letti di torrenti più o meno ricchi d’acqua, sulle cui sponde si ergono alte pareti sassose o, nei tratti più fertili, villaggi bianchi e immensi palmeti da dattero. Ogni wadi è diverso dall’altro e non tutti sono facilmente accessibili: alcuni sono noti per le scintillanti pozze d’acqua dolce e limpidissima in cui fare il bagno, altri per le loro cascate e sorgenti segrete, altri ancora per gli adrenalinici trail tra le montagne. Il Wadi Shab è uno dei pochi ad offrire il pacchetto completo!

Una visita al Wadi Shab prevede due momenti: un trekking su terra e uno in acqua, con i piedi a mollo nel fiume. Per arrivare all’imbocco del wadi, una volta parcheggiata l’auto, dovrai prendere una barchina (letteralmente 2 minuti di traversata al costo di 1 OMR) su cui può darsi salga un dolcissimo peloso in cerca di biscotti. Nota curiosa: i cagnetti omaniti, razza di taglia medio-piccola, vengono chiamati ‘wadi dog’.

Il trail tra le rocce
Una volta sbarcato, puoi iniziare il trekking: 40 minuti se sei allenato – un’oretta se lo sei di meno – di scarpinata tra le rocce. Si parte nel verde, con una semplice passeggiata tra i palmeti. A poco a poco, il panorama si fa sempre più roccioso e ci si trova a camminare su tratti talvolta anche esposti che potrebbero dare un senso di vertigine. Sebbene non sia un trail super impegnativo, la sua difficoltà sta piuttosto nell’affrontarlo a temperature elevate come quelle omanite (ecco perché è bene mettersi in marcia di prima mattina) e nel porre attenzione alle rocce, particolarmente scivolose. La via da seguire è comunque segnalata: risulta sempre chiaro dove è possibile passare e dove no.

Cosa interessante, durante questo trail ti troverai a camminare in bilico sulle sponde degli aflaj, i sistemi di irrigazione locali divenuti patrimonio Unesco. Si tratta di canaline ricavate nel suolo, nelle quali viene convogliata l’acqua proveniente da un wadi o da una falda, che verrà poi utilizzata a fini agricoli o domestici. Gli aflaj (forma plurale di falaj) sono una parte importante della storia omanita: non solo hanno permesso alla nazione di vivere e prosperare, ma hanno scatenato non pochi conflitti tra le comunità locali, in quanto era il controllo delle riserve d’acqua a decretare l’egemonia di una o dell’altra popolazione. Ancora oggi l’alimentazione degli aflaj avviene grazie a metodi semplici e rudimentali che, senza l’utilizzo di macchinari, sfruttano semplicemente la gravità. Pare che in tutto l’Oman gli aflaj siano circa 3000: li vedrai nei wadi, nei villaggi e nell’ultima foto qui sotto.


wadi shab e bimmah sinkhole in giornata

Il trail in acqua
A un certo punto, ti accorgerai inevitabilmente che il trail su roccia finisce, lasciando spazio a quello che è il letto del fiume vero e proprio. Ci risiamo! – dico tra me e me memore di questa esperienza americana: da questo momento tocca procedere in acqua ed è qui che viene il bello!
La profondità del wadi varia a seconda della pioggia (perché piove anche in Oman eh!): in alcuni tratti sarà sufficiente avanzare sui ciottoli immerso fino alle caviglie o al ginocchio, in altri dovrai muoverti con prudenza tra le rocce che affiorano e, in altri ancora, dovrai nuotare poichè l’acqua è molto profonda. Se ti è possibile, procedi a dorso per avere la visuale perfetta! Immerso in un corridoio di smeraldo, stretto tra le pareti bianche e altissime del canyon e, sopra di te, una fetta di azzurro: nuotare in un wadi sarà una di quelle esperienze incredibili che ti porterai dietro tutta la vita! L’acqua del Wadi Shab, poi, è molto particolare rispetto a quella di altri wadi: l’acqua dolce proveniente dalle montagne si mescola infatti con quella salata del mare (che dista pochi chilometri), creando così un mix unico.
Purtroppo non avevo con me la macchina subacquea, dunque ho potuto fare foto solo all’asciutto, appena all’inizio del tratto balneabile. Ma l’immagine qui sotto rende comunque l’idea, no?

wadi shab e bimmah sinkhole in giornata

La caverna
Fino a dove è possibile avanzare? Il Wadi Shab è interamente percorribile e termina con una sorpresa: una grotta segreta nella quale sgorga una cascata che si getta in una piscina cristallina. Dopo aver camminato/nuotato per una buona mezz’ora almeno, noterai una stretta, strettissima apertura tra le rocce. La chiamano keyhole, e infatti, date le sue dimensioni, un buco della serratura lo ricorda davvero. Si tratta di un pertugio di circa 3 metri di lunghezza, dove ci si passa appena: per farti capire, è talmente stretto che non ci si riesce ad avanzare in modo frontale – le spalle sarebbero troppo larghe – dunque bisogna infilarsi di traverso tra le rocce. Il problema è che è anche un punto molto profondo: dai sette ai nove metri. Per attraversarlo hai due opzioni: 1) procedere nuotando in totale immersione 2) avanzare con la testa appena fuori dall’acqua, aggrappandoti alle rocce (che però sono scivolose, dunque occhio!).

E ahimè, non è tutto. Non sempre è possibile attraversare il keyhole in sicurezza; tutto dipende dal livello dell’acqua e dalla forza della corrente. Se l’acqua è molto alta e la corrente è forte, meglio evitare. Questo è un concetto che vale in generale per tutto il wadi – ti muovi comunque in un fiume e la potenza dell’acqua può sbatterti facilmente contro le rocce – ma in modo particolare per il keyhole. Un giubbotto salvagente di sicuro aiuta, ma sconsiglierei comunque l’impresa a nuotatori scarsi e a persone soggette ad attacchi di panico: la forza della corrente e la sensazione di claustrofobia che possono provocare le rocce chiuse sulla tua testa e l’impossibilità di poggiare i piedi potrebbero portarti a un punto di panico in cui non riesci più ad andare né avanti né indietro. Inutile nascondere che al Wadi Shab ci sono stati diversi incidenti e non tutti sono finiti bene come questo. Addirittura, per il futuro, pare si voglia assumere una figura di assistenza ai bagnanti permanente ma, al momento, non c’è ancora nessuno. Attenzione, dunque.

Una volta dentro la caverna, l’acqua è sempre molto profonda, per cui non puoi riposarti se non aggrappandoti ancora una volta alle rocce; inutile dire che, però, il gioco vale la candela: la grotta con cascata annessa è bellissima! I più intrepidi (io per oggi anche basta) si possono arrampicare in cima alla sorgente con l’aiuto di una corda per poi tuffarsi nella pozza sottostante. Questo video che ho trovato in rete dovrebbe darti un’idea del passaggio nel keyhole e dell’arrivo in caverna:

E ora che hai fatto questa esperienza… preparati a rifare tutto il percorso all’indietro per tornare alla tua auto!

Bimmah Sinkhole
Quello che gli occidentali chiamano Bimmah Sinkhole, in arabo prende il poetico nome di Hawiyyat Najm, ossia ‘pozzo della stella’. Situato a pochi chilometri dal Wadi Shab, è uno dei luoghi più fotografati in Oman e anche tra i più misteriosi: la leggenda narra infatti che sia stato generato dall’impatto di un meteorite e che sia collegato al mare tramite un tunnel segreto. In realtà, sappiamo che si tratta di una pozza calcarea, formatasi naturalmente con un processo di erosione. La possibilità di una connessione con il mare è invece molto plausibile dato che le acque del Sinkhole sono piuttosto (ma non del tutto) salate.

Il punto più profondo della piscina sfiora i 20 metri ma, se non vuoi immergerti, puoi limitarti a bagnare i piedi a riva: un piccolo esercito di pesciolini (credo i garra rufa ma non ne sono sicura dato che come dicevo l’acqua è parzialmente salata) verrà a offrirti gratis un servizio di pedicure. Il Bimmah Sinkhole – quando non affollato – è un ottimo modo per rilassarsi dopo le ‘fatiche’ del Wadi Shab ma, più che per una nuotata, vale sicuramente la pena visitarlo per il colpo d’occhio che regala: un prezioso turchese incastonato tra le rocce.

wadi shab e bimmah sinkhole in giornata

Qualche info in più
# Wadi Shab e Bimmah Sinkhole sono raggiungibili con una normale automobile, non hai bisogno di affittare una 4WD.

# Dato il caldo – tutto l’anno ma soprattutto in estate – è bene visitare il Wadi Shab di primo mattino, in modo da evitare colpi di calore durante il trekking.

# Nel Wadi Shab è fondamentale avere un paio di buone scarpe antiscivolo per la parte di trekking tra le rocce e poi di scarpette da scoglio per il tratto in acqua, data la presenza di ciottoli e pietre aguzze. Se sei sprovvisto delle seconde, puoi sempre pensare di tenere le antiscivolo anche a mollo: è sempre meglio che avventurarsi a piedi nudi o, peggio, in infradito.

# Tieni presente che una volta terminato il trail su terra, al momento di cominciare quello in acqua non c’è un posto dove custodire le tue cose: parti dunque leggerissimo e lascia tutto quanto non è indispensabile in auto. Soluzione ideale ma ingombrante è dotarsi di uno zaino waterproof ma la maggioranza delle persone lascia i propri averi all’inizio del trekking in acqua, confidando di ritrovarli al ritorno.

# Mentre in diversi wadi è vietato fare il bagno o è necessario vestire maglietta e pantaloncini, nel Wadi Shab e nel Bimmah Sinkhole è possibile indossare un normale costume. Data la presenza di gente del luogo, credo sia comunque più rispettoso optare per soluzioni un po’ più coprenti di quelle che potresti adottare a Rio: reggiseni sportivi o costumi interi, ad esempio (ma è un’opinione personale).

# Vicino al Wadi Shab ci sono un paio di piccoli ristoranti spartani ma puliti: pesce alla griglia, riso, pollo, lenticchie, insalata e – naturalmente – datteri è quanto troverai sul menù.

Che ne pensi? Quale di queste due tappe trovi più interessante?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.