Pillole di 2019

"Un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. Senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati" - A. Tabucchi

Ricordi quando portavi a sviluppare i vecchi rullini? Al momento del ritiro, nella busta c’erano anche delle pellicole scure che, a parte qualche professionista, nessuno mai si filava. Antipatici sin dal nome, i negativi venivano dimenticati in qualche cassetto, surclassati senza pietà da stampe sorridenti e piene di luce.

Mi viene difficile dare un giudizio sul 2019. E’ stato un anno ambivalente che, delle immagini potenzialmente più belle, non ha esitato a sbattermi in faccia il loro negativo. Ho lasciato l’orrida Angola, ma ho lasciato anche persone che ormai erano parte della mia vita, una parte molto bella. Avrei voluto trascorrere una lunga estate in Italia e l’ho fatto, ma per motivi opposti a quelli che mi ero immaginata. Ho cominciato un nuovo espatrio in terra d’oriente ma un bel paesaggio non sempre tiene compagnia.

In quanto a viaggi però – che questo blog parla di loro e non di me – il 2019 è stato speciale e mi ha regalato, tra le altre, due avventure indimenticabili.

Gennaio
Comincio, come ormai d’abitudine, l’anno in Africa. Sono sempre più insofferente nei confronti dell’Angola e conto i mesi che ci separano alla partenza definitiva. In questo Paese non ho mai trovato nulla di interessante nemmeno a livello turistico: il Quiçama, un parco nazionale non distante da Luanda, potrebbe avere del potenziale, ma ora come ora è assolutamente trascurabile.

Febbraio
Torno per un breve periodo in Italia ma non prima di un piacevole stop-over a Lisbona. Sono passati circa quindici anni dalla prima volta che ci sono stata e un sacco di cose sono cambiate, a cominciare dal fatto che adesso parlo un po’ di portoghese! 😉 La città è diventata ancora più bella: un’esperienza su tutte? Ascoltare dal vivo le struggenti note del fado!

Marzo
Finalmente in Italia, faccio come al solito la turista nella mia città adottiva: Milano. Scopro queste chiese, una delle quali molto – molto – inquietante.

Aprile
Delle due grandi avventure del 2019, comincia la più bella. Attraversiamo gli Stati Uniti a bordo di una rombante Camaro: da Chicago a Los Angeles, percorriamo la strada del mito, la Route 66. Forse il viaggio più emozionante di sempre, tanto che, quando metterò i piedi nel Pacifico, non riuscirò a trattenere le lacrime.

Maggio
Il nostro viaggio negli USA continua e ci concediamo una piccola deviazione dalla Strada Madre. Torno per la terza volta in due dei posti che amo di più al mondo, Grand Canyon e Monument Valley dove, grazie a un lodge molto speciale, ho finalmente l’occasione di vedere il sole sorgere dietro le nere silhouette dei Mitten.

Giugno – Luglio – Agosto
Sono del segno del leone e, da un punto di vista astronomico, l’estate è il periodo più fortunato dell’anno. Di solito è così, ma non stavolta. Motivi vari hanno reso questi mesi tristi oltre che difficili. Tuttavia, poichè cerco sempre di essere positiva, l’estate 2019 la voglio ricordare esclusivamente per le cose belle, che annoto qui per non dimenticarle:

🤩 L’addio definitivo all’Angola
🇮🇹 Tre mesi in Italia
👩‍🦱 La mamma
🌻 Il Nama che mi trascina passeggia vicino a un campo di girasoli
📔 27 libri letti, alcuni dei quali stupendi
🧳 Il mio personalissimo Grand Tour. Da Milano – la prima parte in solitaria, l’ultima in coppia – sono scesa giù per lo stivale, fermandomi a Firenze, Roma e Napoli. Una città quest’ultima che, non avevo dubbi, avrebbe lasciato il segno.

Settembre
Una veloce, velocissima incursione di un paio di giorni a Dubai. Giusto il tempo di vedermi il sempre piacevole spettacolo delle fontane danzanti e di andare alla ricerca della tradizioni emiratine nel quartiere di Al Fahidi, un piccolo labirinto dominato dalle torri del vento.
Ma soprattutto, mentre settembre finisce, un nuovo espatrio inizia: mi preparo per…

Ottobre
…l’Oman. Prendiamo casa a Muscat. L’Oman incarna nel mondo odierno l’idea antica di Arabia Felix: paese di deserti che il vento ridisegna ogni giorno, di oasi fresche e wadi, torrenti di smeraldo, di montagne coperte di rose, di fondali abitati da una fauna marina eccezionale, di fortezze e villaggi ricchi di storia. Musica araba in macchina e via: cominciamo a scoprirlo un weekend alla volta.

Novembre
Fare trekking sull’Himalaya è sempre stato uno dei sogni di mio marito, mai il mio. A me, che pure amo il Nepal, sarebbe bastato tornare a Kathmandu, vedere Pokhara. Invece, a novembre, siamo arrivati al Campo Base dell’Annapurna e, come tante delle esperienze in cui mi sono gettata un po’ per caso, è stato un viaggio che ho apprezzato tanto, tantissimo. Raggiungere l’ABC non è uno scherzo, ma i paesaggi che si attraversano valgono ogni passo.

Dicembre
Per la prima volta da cinque anni a questa parte non trascorro il Natale in Africa. La papaya in giardino non c’è più, ma il sole caldo, quello c’è sempre. E’ strano sentire il canto del muezzin il 25 dicembre e strane sono queste renne poste sull’orlo del Jabal Akhdar, la montagna verde.

Qualcosa mi dice che in Oman non ci fermeremo molto ma, come dicono qui, inshallah! 
Che in fin dei conti è un ottimo augurio. Se Dio vuole. Una parola che mette a nudo la stupidità di chi pensa di poter pianificare la propria vita, l’arroganza di chi forza il destino, l’ottusità di chi è troppo sicuro di sè. Una parola che invita l’uomo giusto a vivere in modo non passivo ma sereno.

E la serenità è quello che vi (e mi) auguro per il prossimo anno.
Un buon 2020 a tutti,
cris

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