Cosa fare a Nizwa in una giornata perfetta

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L'antica capitale dell'Oman conserva ancora oggi le proprie tradizioni e identità. Ecco le esperienze da fare in città!

Mentre il mondo vive la maggiore emergenza sanitaria dal dopoguerra e passeggiare in un parco sembra un miraggio (figuriamoci prendere un aereo!), ti propongo un po’ di evasione. Ti porto nell’antica capitale dell’Oman, Nizwa. Immaginatela affollata, affollatissima. Immagina uomini in turbante e donne velate persi nelle strette strade di un souq. Immagina le note aspirate di una conversazione in arabo e, non troppo distante, il belato di una capretta. Immagina il profumo di un caffè al cardamomo e, sulla punta della lingua, il gusto zuccherino dei datteri. Per trasportarti fin qui ho inserito più foto del solito, buon viaggio! 

Tra i paesi arabi, l’Oman ha alcuni grandi pregi. Non solo è una nazione sicura e tutto sommato tollerante, ma è anche riuscita a mantenere un carattere autentico, sotto molti aspetti quasi rurale che, lontano dagli hotel cinque stelle della coastline di Muscat, emerge ancor di più. Di villaggi – abbandonati e non – ne ho già parlato qui; oggi ti porto invece nella seconda città del Paese, che dell’Oman era anche l’antica capitale: Nizwa.

Per secoli fulcro dell’arte, della cultura e del commercio, oggi, sebbene popolarissima tra i turisti, Nizwa è continua a conservare le proprie tradizioni e identità. Ecco quali esperienze fare per vivere al meglio questa città!

Immergerti nella vivacità del souq del bestiame
E’ senz’altro l’attività numero uno da fare a Nizwa, o per lo meno quella che mi è piaciuta di più: assistere, insieme a pastori, commercianti e beduini, al mercato del bestiame. Come funziona? Semplicemente così: chi ha un capo da vendere – può essere una capra, una mucca, un vitellino, o addirittura un’intera famiglia di bovini – li espone al souq, facendoli letteralmente ‘sfilare’ in una piccola arena di fronte ai possibili acquirenti. Proprio come ad un’asta scatta l’incanto e sarà colui che offre di più ad aggiudicarsi l’acquisto. Al di là dell’evento in sè, la cosa veramente bella di questo souq è la vivacità che lo caratterizza e lo spaccato di vita che offre.

Sebbene qualche occidentale sia sempre presente, si capisce subito che non è un appuntamento realizzato a beneficio dei turisti: prova ne è il fatto che avviene una sola volta a settimana (il venerdì) e ad orari piuttosto infelici. Al fine di evitare la calura, inizia il mattino molto presto (intorno alle 5.30) e verso le 8.30 volge già al termine. Il mercato del bestiame di Nizwa è tra i maggiori dell’Oman e, come tale, richiama partecipanti da varie parti del Paese, beduini compresi: anche se sono gli uomini a fare le offerte, non è raro vederli accompagnati da figli e mogli, quest’ultime con indosso la batoola, la caratteristica maschera in pelle della popolazione nomade. Colorato e rumoroso, mi sarebbe piaciuto tantissimo immortalare questo souq dall’alto: avrei ottenuto una simpatica moltitudine di kummah, turbanti e veli di ogni colore.

Una nota divertente: al venerdì, sulla strada da e per Nizwa capita spesso di incrociare pick-up con insoliti “passeggeri” nel cassone e non solo; un paio di volte ho visto il muso di una capra affacciarsi direttamente dal finestrino! Del resto, in qualche modo bisognerà pure portarle a casa.

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Fare acquisti nel vecchio souq
Il souq di Nizwa si presenta come una piccola città nella città: suddiviso in aree tematiche, è molto più grande e composito del souq di Muscat e ha un carattere decisamente più autentico. Del resto, è proprio a Nizwa che le popolazioni che scendevano dai vicini monti Hajar si incontravano con i beduini del deserto e con i commercianti che, dalla costa, si spingevano sin qui per vendere le proprie merci. Accanto alle solite cianfrusaglie turistiche, puoi trovare articoli interessanti: ad esempio, Nizwa è molto famosa per la bigiotteria in argento e per i lavori in terracotta, come giare, lanterne, vasi e brucia-incenso. Un’ampia sezione è dedicata ai khanjar, il pugnale ricurvo tipico dell’Oman che, lontano da propositi difensivi, viene oggi indossato dagli uomini durante le cerimonie ufficiali o tenuto in casa a scopo decorativo.

Molto suggestiva è la parte vecchia del souq, con archi e passaggi ricavati nella pietra. E’ qui che troverai l’area dedicata alle spezie: quelle omanite sono coloratissime e includono cardamomo, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, peperoncino, cannella, curcuma, pepe e cumino. Un mix così eterogeneo è perfetto per profumare il riso ma soprattutto per massaggiare carni dal sapore molto forte come quelle che qui vanno per la maggiore: capra, agnello e cammello. Sempre in questa zona, non potrai fare a meno di notare ceste straripanti di limoo: si tratta di lime bolliti e lasciati essiccare al sole, che li trasforma in globi duri e di colore marrone scuro/nero. Da frutti divengono così spezie: di solito si aggiungono al riso in fase di cottura, dopo avervi praticato più fori che sprigioneranno tutto il loro aroma. Un piatto locale in cui si utilizzano i limoo è il makbous: provalo se ne hai occasione!

Assaggiare datteri e halwa
Una parte del souq di Nizwa che riscuote sempre grande successo è quella dedicata al cibo. Sicuramente saprai che l’Oman è famoso per i suoi datteri: se ne contano almeno 250 specie diverse! Io non ho un palato così fine da carpirne le differenze ma pare che la varietà più pregiata sia il khalas, particolarmente appiccicosa e carnosa, di colore rossiccio e dal gusto molto vicino al caramello. Qui nel souq troverai un discreto numero di opzioni che, prima di acquistare, potrai assaggiare gratuitamente; mi sono piaciuti molto i datteri con i semi di sesamo!

Un’altra cosa da mettere sotto i denti è l’halwa, un dolce tipicamente omanita. Quasi stucchevole nella sua dolcezza, si sposa perfettamente con il caffè, con il quale costituisce un connubio profumatissimo. Cardamomo, zafferano, zucchero semolato e di canna, noci varie, ghee (burro chiarificato), acqua e amido di mais per solidificare: questi gli ingredienti base dell’halwa che si presenta come una specie di gelatina appiccicosa ma ferma, da servire tagliata a quadretti oppure in una terrina cosparsa di pistacchi o mandorle. Si dice che il migliore di tutto il Paese sia proprio quello che vendono qui a Nizwa: sicuramente è una delle esperienze culinarie da fare in Oman!

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Salire sui bastioni del forte che domina la città
Ti sarai accorto che Nizwa è dominata da una gigantesca torre circolare: è quella del suo forte, una costruzione monumentale che risale al diciassettesimo secolo. Al suo interno ospita alcune mostre permanenti che ti consentiranno di scoprire qualcosa in più sulla città ma, come negli altri forti omaniti, per apprezzarne davvero bellezza e imponenza, dovrai arrampicarti in cima ai bastioni. Da lassù, potrai osservare il profilo dei monti e l’immancabile distesa di palme; un panorama di sicuro impatto arricchito dalla presenza della Friday Mosque, la bella moschea che, con il suo minareto e la sua cupola, rende più viva la scena.

E non è finita qui: nel cortile del forte hanno spesso luogo performance di combattimenti, musica o danze tradizionali, mentre sotto le arcate ad esso adiacenti, troverai una fila di donne pronte a mostrarti gli antichi mestieri femminili dell’Oman e del deserto, come il ricamo e la tessitura della lana.

Infine, sul retro della cittadella ci sono ampi giardini dove potrai vedere, se ancora non ti è capitato, il sistema di irrigazione a falaj, dichiarato patrimonio Unesco (e qualche immancabile cammello)!

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Visitare il vicino forte di Bahla o il Castello di Jabreen
La gita perfetta a Nizwa… prevede almeno un salto fuori Nizwa! Perché sarebbe un peccato non inserire anche solo una di queste due tappe, che distano dalla città appena poche decine di chilometri. Del forte di Bahla ti ho già parlato in questo post dedicato ai siti UNESCO presenti in Oman (Bahla è uno di essi); in questa sede ti racconto invece di Jabreen che, tra gli edifici fortificati del Paese è il mio preferito. Cos’ha di speciale? Intanto è un castello e non un forte. Il che significa che, proprio come quello di Al Hazm, è stato edificato in tempi di pace e presidiato non da un generale ma da un Imam: nelle sue stanze non si discutevano strategie militari ma, tra le altre cose, astrologia e cultura islamica.

Oggi, al suo interno, puoi assaporare il gusto dell’Oman più prospero e affascinante, quello del XVII secolo: siediti sui tappeti di stanze sorprendentemente fresche mentre fuori arde il deserto, affacciati a un balcone merlato, entra nella Whisper Room, dove venivano trattati gli argomenti più delicati, osserva la distesa di palme da una finestra, o, in un cortile interno, alza gli occhi per ammirare la delicata architettura araba!

I soffitti di Jabreen sono davvero degni di nota: da non perdere quello intarsiato della sala denominata “del Sole e della Luna” – per via delle sue 14 finestre, metà orientate verso il sole e metà verso la luna in modo che la stanza riceva sempre luce – e la volta della scalinata che conduce alle stanze dell’Imam, che riporta i versi del Corano in splendida calligrafia. Una curiosità: al piano superiore c’è anche una stanza destinata al cavallo dell’Imam: al di là del fatto che il padrone del castello fosse molto affezionato al suo destriero, gli stalloni arabi erano famosi in tutto il mondo in quanto razza purissima e pregiata.

Qualche info in più

# Nizwa dista circa 160 km da Muscat e la si raggiunge in poco meno di due ore. A sua volta, Nizwa dista 40km dal Castello di Jabreen e una cinquantina dal Forte di Bahla.

# Per arrivare a Nizwa e dintorni, non serve avere una 4WD: le strade che la collegano alla capitale sono ottime.

# Se vuoi vedere i forti evita il venerdì: in questo giorno di preghiera chiudono alle 11 e dunque ti troveresti a corto di tempo. Il resto della settimana, invece, porte aperte fino alle 16.

# Il venerdì è però l’unico giorno in cui si tiene il souq del bestiame; ricorda che devi essere sul posto molto presto: verso le 8.30 del mattino volge già al termine! Il souq tradizionale rispetta invece questi orari: venerdì dalle 5 alle 11 di mattina; sabato-giovedì dalle 6 alle 13 e dalle 16 alle 22.

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