L’outdoor di lusso del Jebel Akhdar

Cosa fare al Jebel Akhdar
Un weekend in un luxury resort sull'unica montagna verde del'Oman

L’Oman è mare e deserto, villaggi sperduti e wadi rigogliosi. Ma è anche montagna: la catena dei monti Hajar è fatta di canyon scoscesi, gole rocciose, vedute spettacolari e picchi di tutto rispetto che superano i 3.000mt di altitudine. E, finalmente, lassù si respira. Di più: in inverno non è da escludersi una spruzzata di neve. Le montagne più importanti del Paese sono due. Il Jebel Shams, la montagna del sole, è la più alta dell’Oman e si affaccia sul Wadi Ghul, definito il Grand Canyon d’Arabia. L’altra è il Jebel Akhdar, la montagna verde.

Avevo intenzione di vederle entrambe ma, a causa della pandemia – l’Oman è ormai in lockdown da quasi quattro mesi – ho avuto modo di sperimentare solo la seconda. Poco male però, perchè è quella che mi aveva attirato di più sin da subito: senza bisogno di essere accostata ad altre zone del mondo, il Jebel Akhdar (o Jabal Akhdar che dir si voglia) è unico nel suo genere. Il perché lo si intuisce sin dal nome; mentre gli Hajar sono monti spogli e pietrosi, il Jebel Akhdar è invece una delle zone più fertili dell’Oman: è proprio l’impressionante varietà di vegetazione – alberi da fiore e da frutto – che le ha valso l’appellativo di akhdar, ossia ‘verde’.

Come raggiungere il Jebel Akhdar
Se un tempo questo era uno dei luoghi più inaccessibili del Sultanato, oggi, raggiungerlo è semplicissimo: da Muscat, sono poco più di due ore d’auto. E’ però necessario essere al volante di una 4WD, non perchè la strada sia sterrata o difficoltosa – anzi, è vero che è ripida ma è asfaltata e in condizioni veramente ottime – ma perchè questa è la regola imposta al check point che troverai alla cittadina di Birkat al Mawz, la porta della montagna verde. Al posto di blocco, un poliziotto controllerà i documenti della tua auto e se non hai una 4×4 ti sarà impedito di procedere oltre.

Cosa fare al Jebel Akhdar

Cosa fare al Jebel Akhdar?

Dormire in un resort di lusso
Natura incontaminata, panorami grandiosi e, soprattutto, temperature clementi: tutti questi ingredienti rendono la montagna verde il luogo ideale non solo per la fuga di (almeno) un weekend, ma per sviluppare un turismo di lusso. E’ qui che sorgono alcuni tra i resort cinque stelle più alti non solo dell’Oman ma del mondo: due su tutti Alila e Anantara, dove abbiamo alloggiato durante le festività natalizie (ecco perchè le renne nella foto sopra!).

Dotato di stanze e bungalow che si affacciano direttamente sul canyon e di una vertiginosa infinity pool, l’Anantara vanta la terrazza panoramica oggi nota come Diana’s Point. Era il 1986 quando i principi di Galles si fecero portare qui in elicottero: il resort non c’era ancora e il Jebel Akhdar era totalmente selvaggio e incontaminato. Carlo trascorse la maggior parte del tempo a dipingere ad acquerello, Diana a leggere un libro, sollevando di tanto in tanto, come è lecito pensare, lo sguardo sulla meraviglia che aveva di fronte. Oggi il belvedere conserva intatta la sua spettacolarità: ci si accede con una lunga passerella, alla fine della quale il canyon si apre in tutta la sua drammaticità.

Cosa fare al Jebel Akhdar

Hiking e camminate
La montagna verde è da scoprire a piedi con uno dei tanti trail disponibili: quelli più lunghi e complessi (che conducono ai wadi di Al Masdara, Al Bawaarid e Bani Habib) e quelli più brevi e semplici, che ti portano dentro ai villaggi. Io ho optato per il Three village hike, un percorso piuttosto facile che tocca i piccoli centri abitati di Al Aqr, Ash Shirayjah e Al Ayn (un altro Al Ayn, non quello patrimonio UNESCO di cui ti ho parlato qui).

Camminando immersa nella natura, potrai renderti conto di come si svolge la vita ad alta quota qui in Oman: vedrai terrazzamenti coltivati, falaj – i pittoreschi sistemi di irrigazione locali – che si affacciano sul vuoto, minuscole moschee, portoni decorati in ferro battuto, porticine in legno… insomma un piccolo mondo tutto da esplorare.

Cosa fare al Jebel Akhdar

Rose, melograni e tutto il resto: apprezzare la natura
Grazie alla sua altitudine, alla pioggia che riceve e a un sole più clemente di quello che affligge il resto del Paese – il Jebel Akhdar vanta una biodiversità unica, tanto da essere stato dichiarato dal defunto Qaboos “Sanctuary for Natural Sceneries”. Quel che si viene a creare è un clima temperato paragonabile a quello delle zone mediterranee; ecco perchè è possibile avviare con successo colture impensabili per un paese così rovente: pesche, pere, mele, uva, albicocche, fichi e olive. Ma se questi sono prodotti relativamente nuovi per l’Oman, il re della zona – il frutto più antico e diffuso – è il melograno, principale fonte di sostentamento degli agricoltori. Ottimo anche per accompagnare i pasti – lo troverai spesso servito nei ristoranti – un bicchiere di succo di melograno contiene più antiossidanti di vino rosso, the verde, mirtilli e ribes.

L’altra grande protagonista dell’altopiano è la rosa di Damasco che, da marzo a maggio inoltrato, colora di tonalità accese la montagna verde. Questo fiore è molto importante per l’Oman da un punto di vista culturale: il distillato di petali e boccioli viene infatti utilizzato come base per profumi e attar (oli essenziali per il corpo, i capelli e la casa) e a scopo alimentare, per insaporire dolci, cioccolato e, naturalmente, il khawa, il profumatissimo caffè omanita. Inoltre, è uso comune bagnarsi le dita nell’acqua di rose una volta terminata la cena.

Avevo intenzione di tornare al Jebel Akhdar proprio per vedere la fioritura, ma ahimè, come tutti sappiamo, non è stato possibile: di rose damascene ne ho viste solo un paio, molto precoci, in dicembre e mi sono portata via una boccetta di prezioso distillato come fosse una pozione magica.

Cosa fare al Jebel Akhdar

Rock climbing
L’altopiano del Jebel Akhdar sta cominciando ad acquistare notorietà anche a livello internazionale: si presta bene a vari sport e, ad oggi, è la salita più impegnativa del Tour of Oman, la principale corsa ciclistica della nazione, sempre più popolare anche tra corridori esteri. Ancora agli albori – sebbene promettenti – è invece la disciplina del rock climbing. Al momento non esistono ancora vere palestre di arrampicata, ma sono state aperte alcune vie nella roccia, inclusa una ferrata che regala visuali privilegiate sul canyon che, nel suo punto più profondo, precipita fino a 1000 metri.

Nonostante questa sia una delle grandi passioni di mio marito, il climbing non mi ha mai attirato più di tanto, ma mica perchè soffro di vertigini: il fatto è che potrei spezzarmi le unghie! 😉 Le foto qui sotto sono le sue, scattate dall’istruttore certificato che l’ha accompagno nella scalata. C’è anche una zip line: quella sì che mi sarebbe piaciuto farla!

Rilassarsi in una SPA
In un luogo che fa dei propri punti di forza il lusso e l’attività outdoor, non può mancare il tempo da dedicare al relax. E’ a 2000 mt. di altezza che sono state costruite le spa più belle dell’Oman. Dai massaggi ai trattamenti viso e corpo, il menù è molto vario e spesso prevede l’impiego degli ‘ingredienti’ locali: bagni energizzanti al melograno, saune profumate alla rosa e via dicendo.

Oltre alle sessioni individuali più tradizionali, è possibile usufruire anche di sedute speciali pensate apposta per bambini e teenager, donne in dolce attesa e coppie: noi abbiamo optato per un rituale di hammam marocchino, che prevede un bagno di vapore, massaggio, esfoliazione e maschera corpo purificante. Poichè siamo in un Paese arabo non troverai, nelle spa, aree comuni uomo-donna (a meno di prenotare appunto un’esperienza di coppia). Attenzione dunque a dove ti dirigi, anche perchè, a un occhio distratto, la segnaletica potrebbe non essere così ovvia:

E ancora…
Ciascun hotel organizza moltissime altre attività, molte delle quali di nicchia: sessioni di fotografia o pittura paesaggistica, scuole di cucina, tiro con l’arco e stargazing. Se poi ami lo yoga, puoi cominciare la giornata nel modo migliore salutando l’alba a bordo canyon oppure prenotare una sessione di Bikram direttamente nell’hammam, purificando così corpo e spirito al tempo stesso.

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