7 moschee per 7 ricordi d’Oman

moschee da vedere Muscat
Sultan Qaboos Grand Mosque, Muscat
Non solo la Sultan Qaboos: segui il richiamo del muezzin e, a Muscat, troverai una moschea più bella dell'altra

Solitario o sovrapposto ad altri, lontano e indistinto oppure chiaro e ben definito, come quello che talvolta mi svegliava alle cinque di mattina: il richiamo del muezzin echeggia ovunque nel Sultanato. Le moschee da vedere a Muscat sono tantissime e, grandiose o minute che siano, tutte vantano un tratto distintivo: arabeschi intricati, cupole appariscenti, illuminazioni scenografiche e architetture di diversa ispirazione.

Tra i paesi arabi, l’Oman figura tra i più tolleranti, con la stragrande maggioranza della popolazione appartenente alla corrente ibadita che, più aperta rispetto a quelle sunnita e sciita, è stata definita ‘la terza via’ islamica. Tuttavia, se non sei musulmano non sempre ti sarà possibile entrare in una moschea. Poco male, però: ti assicuro che sono uno spettacolo anche da fuori! In questo post ti svelo le mie preferite e, a ciascuna di esse, allego un ricordo speciale.

#1. Mohammed Al Ameen Mosque (Bahwan Mosque)
Di lei ti ho già parlato più volte: è stato il mio colpo di fulmine – molto più della Grand Mosque – e l’ho ammirata ogni sera dal balcone di casa. Situata nel quartiere di Bawshar, la Mohammed Al Ameen ospita al suo interno fino a 2000 credenti; è dotata di due minareti gemelli e di tre cupole che sembrano ricamate a mano, coperte da un pizzo candido e delicato. Ciò che la rende davvero stupefacente, è però l’illuminazione notturna: grazie a un gioco di luci, da bianca diventa blu e oro e, da moschea, si trasforma in palazzo delle meraviglie.

Il ricordo: proprio perché vicino a casa, tanti sono i ricordi che associo a questo edificio. La volta che siamo tornati dal mare e volevamo fermarci a guardarla da vicino ma, tra cane e ciabatte, non ci è sembrato il caso; tutte quelle in cui ‘vai piano che voglio farle un’altra foto’ e la notte in cui mio marito ha scattato una delle immagini d’Oman che amo di più: l’ho inserita in questo post.

#2. Al Zawawi Mosque
Costruita dalla famiglia che le ha dato il nome e sita nella zona di Al Khuwair, questa moschea è nota per una particolarità: l’intero testo del Corano è inciso sulle pareti interne. Piccola ma suggestiva, a me piace soprattutto per la sua cupola dorata che, nel buio della notte, diventa una seconda luna.

Il ricordo: E’ stata proprio la sua cupola che, la prima volta che l’ho vista, mi ha portata con la mente a un’altra costruzione che, d’oro, aveva invece la porta. La storia della banca dalla porta d’oro te l’ho già raccontata qui: immagina la mia sorpresa quando ho scoperto che questi due edifici sorgono a poche centinaia di metri l’uno dall’altro!

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#3. Sultan Qaboos Grand Mosque
E’ la più famosa del Paese e la sua eleganza lascia a bocca aperta. Costruita nei colori della terra, delle montagne e del deserto dell’Oman, questo incanto – che chiamarlo edificio è riduttivo – sorge come un’oasi all’interno della città, dono splendente offerto ai suoi sudditi da quel Sultano altrettanto illuminato, che il disgraziato 2020 si è portato via.

Distesa su di una superficie di oltre 400.000 mq, la Grand Mosque è un luogo armonico e silenzioso: il pavimento marmoreo riflette le nuvole e le arcate disegnano con grazia una serie di geometrie che si elevano contro il cielo. Gli interni sono altrettanto spettacolari: pensata per ospitare fino a 6500 credenti, la sala di preghiera (musalla) maschile è un’enorme locale in cui trova espressione tutta la ricchezza del Sultanato. Dopo esserti tolta le scarpe, poggia i piedi sull’immenso tappeto persiano – 60m x 70m – tessuto a mano da ben 600 donne iraniane. Poi, guarda in alto: un lampadario di cristalli di Boemia incombe sui visitatori con i suoi 14 metri. Tra gli altri locali della moschea figurano la musalla femminile, meno appariscente della sua controparte e destinata ad appena 700 persone, una biblioteca con oltre 20.000 volumi e la stanza delle abluzioni (wudu), obbligatorie prima delle orazioni. Ad eccezione del venerdì, giorno dedicato esclusivamente alla preghiera, la Grand Mosque è aperta anche a un pubblico non islamico.

Il ricordo: E’ stata la mia primissima tappa non solo a Muscat ma in Oman. Il capo celato da un grosso foulard blu e una tunica nera a coprirmi le braccia, questa moschea mi aveva colpita per la sua  lucentezza e pulizia, tratti che anni di terra e polvere africane hanno, per contrasto, reso ancor più netti.

#4. Moschea del Gran Profeta (Al Rasool Al Azam Mosque)
Al Rasool si affaccia sulla Corniche, la passeggiata che da Al Alam, il bizzarro palazzo del Sultano, si allunga fino al porto di Muscat. E’ dunque una moschea vista mare, dotata di un minareto dello stesso azzurro. Costruita nel XV secolo, è stata restaurata più volte e appartiene ai Lawati, uno dei tanti gruppi etnico-culturali dell’Oman.

Il ricordo: Impossibile non notare questa moschea, che si trova nella parte più brulicante di Muscat. La ricordo piena di sole quella mattina che sono andata al souq del pesce, e inondata dalla luce della luna una sera in cui, al balcone di un ristorante affacciato sul porto, tenevo tra le mani un bicchiere d’acqua profumata al franchincenso.

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#5. Asma Bint Alawi Mosque
Si trova nel quartiere di Al Qurum e che è diversa dalle altre lo si vede subito: la sua architettura è in qualche modo più esotica, ricca di arabeschi e di zellige, quelle belle tessere smaltate che decorano le pareti del Maghreb. D’influenza dunque marocchina, l’Asma Bint Mosque è una minuscola Alhambra di cortili, fontane e arcate moresche; le palme che la circondano completano l’atmosfera. Un elemento curioso? L’orologio sul minareto!

Il ricordo: questo piccolo gioiello di Muscat ha concluso un pomeriggio molto piacevole trascorso ad Al Bustan, un hotel principesco dove abbiamo preso parte al rito dell’high tea, di cui ti ho parlato qui

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#6. Said Bin Taimur Mosque
Amo molto questa moschea. Si trova nel quartiere di Al Khuwair ed è stata costruita in onore del padre del defunto Sultano Qaboos. Di vedute antiquate e perciò opposte a quelle del figlio, Said Bin Taimur è stato spodestato con un colpo di stato incruento nel 1970 e allontanato dall’Oman: ha trascorso il resto della sua vita in esilio a Londra, in una suite del Dorchester Hotel. Quel che rende questo luogo di culto così speciale è il suo stile: trae infatti ispirazione da due grandi moschee turche, la Hagia Sofia e la Sultanahmet Mosque, ossia la Moschea Blu.

Il ricordo: E’ l’ultima moschea che ho ammirato (sempre da fuori!): è successo proprio il pomeriggio della nostra partenza dall’Oman, a casa le valigie già pronte. Ricordo di aver pensato di esserci passata davanti decine di volte ma mai al tramonto; un peccato dato che, oltre a quelle splendide colline rocciose, avrei trovato anche un cielo rosa a farle da sfondo.

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#7. Sayyida Fatima Bint Ali Mosque
Lontano dal centro città, questo edificio è stata inaugurato nel 2018 nel quartiere di Seeb e si erge come un imponente castello di sabbia vicino al mare. Costruita in stile mamelucco, architettura imperiale che si sviluppò al Cairo nel XIII secolo, ospita fino a 2500 fedeli.

Il ricordo: Sebbene questa moschea non l’abbia mai vista dal vivo, lego a lei un caro ricordo: è la moschea raffigurata nella pubblicità della Maratona di Muscat. Come sai, per correre una maratona ci vuole una preparazione di almeno un anno, ragion per cui lo scorso febbraio ho deciso di optare soltanto per la mezza, avendo a disposizione un arco di poco meno di tre mesi per allenarmi. Speravo tanto di correre davanti alla Sayyida Fatima e sono quindi rimasta un po’ delusa quando ho realizzato che il percorso dei 21km la tagliava fuori. Ma tant’è: questo edificio rimane comunque per me il simbolo della gara che, tra l’altro, è andata meglio di quanto speravo e mi è valsa il mio PB: 2h 8m!

Oltre a quelle che ti ho indicato, a Muscat troverai ancora moltissime altre moschee e non solo: grazie alla linea morbida sposata dal Paese, accanto alle moschee vedrai chiese cristiane, sinagoghe e templi hindu. Detto ciò, ricorda però che l’Oman è pur sempre uno stato islamico, dunque vestiti adeguatamente, non solo quando sei nei pressi di un edificio religioso ma durante tutta la tua vacanza.

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