Dove fotografare le Odle: tre cartoline bellissime dalla Val di Funes

Dove fotografare le Odle
Santa Magdalena, Val di Funes
Post per pigri (!): tre belvedere super panoramici da raggiungere senza alcuno sforzo

In questo post ti svelo alcuni punti super panoramici dove fotografare le Odle, tre belvedere estremamente accessibili, che puoi raggiungere in tutta comodità senza dover scarpinare ore e ore. Ma innanzitutto, cosa sono le Odle? In una parola, sono le vette più pittoresche delle Dolomiti! Simbolo della Val di Funes, hanno un profilo inconfondibile, puntuto e frastagliato; il loro nome, in ladino, significa ‘aghi’.

Due sono le catene che compongono questo gruppo montuoso – le Odle di Eores e le Odle di Funes, separate dalla Forcella Del Mezdì – mentre Furchetta e Sass Rigais sono le cime più imponenti, con un altezza intorno ai 3025m. Sebbene le Odle siano visibili anche dalla Val Gardena e dal bellissimo Passo Sella, è la Val di Funes a regalare la visuale migliore. Piccina, lunga appena 24km, la Val di Funes (in tedesco Villnößtal) è una delle ultime valli altoatesine ancora incontaminate e, dunque, relativamente tranquilla (persino nell’affollatissima estate 2020). Nota anche per aver dato i natali a Reinhold Messner, questa vallata comprende centri abitati caratteristici e graziosi che, tutti insieme, non arrivano a contare 3000 abitanti: Tiso, San Pietro e Santa Magdalena sono i principali.

Ma è arrivato il momento di preparare la macchina fotografica: come ti dicevo, in Val di Funes i panorami mozzafiato non bisogna andarli a prendere troppo lontano, sono anche a fondovalle, da godersi ai margini di un bosco o sdraiati in un prato.

Passo delle Erbe (Würzjoch)

Dove fotografare le Odle

Se arrivi in Val di Funes dalla Val Pusteria, sicuramente transiterai di qui. Il Passo delle Erbe è un valico a 1987m d’altitudine da cui si godono ottime viste sulle cime della Plose, Sass de Putia, monte Gabler e, naturalmente, sulle Odle. Tutta la strada (piuttosto angusta!) che scende giù a Santa Magdalena è uno splendido corridoio panoramico che dà su un paesaggio dalle mille sfumature di verde, punteggiato di paesini minuscoli e malghe isolate. In auto, è percorribile solo durante la bella stagione, però: in inverno, infatti, la strada diventa una pista adibita allo sci di fondo.

Belvedere di Santa Magdalena

Dove fotografare le Odle

Il secondo belvedere che ti propongo è il mio preferito e forse il più famoso: abbraccia tutta la vallata intorno al paesino di Santa Magdalena, riconoscibile grazie alla guglia aguzza del suo campanile. E’ l’unica tappa che richiede un minimo sforzo fisico, ma davvero nulla di che, fidati! Si tratta di percorrere circa 1.5 km a piedi, su di una strada asfaltata e accessibile a tutti, cani compresi: noi ci siamo stati con Namastè, come puoi vedere nella foto di copertina. Per raggiungere il belvedere, lascia l’auto a Santa Magdalena e cerca una stradina che si chiama Magdalenaweg: il paese è così piccolo (370 anime!) che non faticherai a trovarla.

Gradualmente, noterai che questa via lascerà il centro abitato per addentrarsi sempre più nella natura, arrivando così a correre in mezzo ai pascoli: continua a seguirla e spingiti praticamente fino al fondo. Giunto a destinazione troverai un’unica panchina – che fa molto Canada! – sulla quale sederti per ammirare le Odle che si stagliano nitide tra prati e cielo: è appena più a sinistra di dove siamo io e il Nama.

Mentre scendi al belvedere (o mentre sali, fai tu!), presta attenzione ai greggi di pecore che sicuramente incontrerai: quelle che vedi sono le Villnösser Brillenschaf, ossia, le “pecore con gli occhiali”! Tipica della Val di Funes, questa è una razza molto antica dal vello completamente bianco, fatta eccezione per il contorno occhi (e parte delle orecchie) color carbone. La carne delle Brillenschaf è molto pregiata e pare sia più tenera e delicata rispetto a quella di altre razze.

San Giovanni a Ranui

Dove fotografare le Odle

“Portan le Odle il cappello, il tempo diventerà bello”, dice la saggezza popolare. E il primo giorno che siamo passati di qui, altro che cappello. La foto sopra l’ho scattata per puro caso tra un temporale e l’altro, credo negli unici 5 minuti in cui la catena montuosa si è mostrata nell’arco di 24 ore. Per il resto, come se non ci fosse: completamente coperta. Del resto si sa, in montagna, gli acquazzoni sono sempre in agguato! Nonostante il brutto tempo però, San Giovanni a Ranui – la deliziosa chiesina che vedi al centro dell’immagine – è sempre estremamente fotogenica, non trovi?

Barocco nelle forme, questo piccolo edificio bianco risale al 1700 e sulla bella cupola a cipolla del campanile troneggia una stella: ricorda il martirio di San Giovanni, il cui cadavere, gettato nel fiume Moldava, fu ritrovato grazie a una ghirlanda galleggiante a forma, appunto, di stella. Ancor più dell’architettura, di San Giovanni a Ranui colpisce però la sua posizione così isolata, lontana da tutto e tutti. Se coi nuvoloni la chiesetta pare in balia di una minacciosa sequenza di lame affilate, col sole torna ad essere un luogo ameno che, della sua solitudine, non pare affatto crucciarsi.

Per raggiungere San Giovanni a Ranui, puoi lasciare la tua auto al fondo di Santa Magdalena – in via Geisler che poi diventa Via San Giovanni – e camminare pochissimi minuti per raggiungere il belvedere a bordo strada, da cui osservare la chiesetta in lontananza con il suo fantastico sfondo. Volendo, all’edificio ti ci puoi anche avvicinare: poichè è proprietà privata però, dovrai superare un tornello pagando pochi euro.

Qualche info in più

# Difficile dire quale sia la stagione migliore per fotografare le Odle: l’estate se ti piacciono i colori forti e accesi o l’autunno, se invece ami le tinte calde del foliage. E che dire dell’inverno? Bhè, sciare o ciaspolare con le Odle all’orizzonte deve essere magico!

# Su tutte le Dolomiti, Odle comprese, è possibile assistere a un fenomeno unico al mondo: l’enrosadira. Mentre le prime (o le ultime) luci del sole indorano le montagne di tutto il pianeta –  l’alba al Campo Base dell’Annapurna la ricorderò per sempre – è solo sulle Dolomiti che le vette assumono tonalità che vanno dal rosa al viola. Tutto merito della dolomia, una roccia composta da carbonato di calcio e magnesio che, colpita dai raggi solari, produce questo curioso, splendido effetto. Ahimè, l’enrosadira non è comune quanto possa sembrare: affinchè si verifichi sono necessarie condizioni meteorologiche precise, aria limpida e un cielo nitidissimo.

# In questo post ti ho presentato tre punti panoramici di facile accesso, ma va da sè che ve ne siano molti altri meno alla portata di tutti. Se hai voglia di cimentarti in camminate di più ore, puoi scegliere tra i tanti percorsi escursionistici della Val di Funes, come il famoso Adolf Munkel Weg, che si snoda proprio ai piedi delle Odle, il Giro delle Malghe che culmina a 2000 m di altezza e il sentiero che, attraversando i boschi, porta al Rifugio Genova. I panorami di certo non ti deluderanno!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.