A Verona, sui passi di Romeo & Giulietta

Itinerario Romeo Giulietta Verona
Il Balcone di Giulietta, Verona
Un itinerario a piedi per ripercorrere i luoghi dell'amore più tragico e appassionato di sempre

Non è la mia opera preferita: di Shakespeare amo soprattutto le atmosfere tempestose del Macbeth e di King Lear. Ma a Romeo e Giulietta sono particolarmente affezionata perché è stato il primo scritto con cui – io come tantissime altre persone, immagino – mi sono avvicinata al Bardo.

Sebbene circa l’identità di Shakespeare vi siano ancora parecchi dubbi – era forse un nobile in incognito e non il figlio di un guantaio di Stratford Upon Avon? O uno scrittore già noto, sdoppiatosi con uno pseudonimo? E come faceva a conoscere così bene l’Italia, il Veneto in particolare, se non aveva mai lasciato l’Inghilterra? – una certezza c’è: Romeo e Giulietta non è farina del suo sacco. Infatti, circa sessant’anni prima che il dramma inglese vedesse la luce, i due giovani veronesi consumavano il loro sfortunato amore in una novella di Luigi da Porto, autore vicentino.

Non sappiamo se Romeo e Giulietta siano effettivamente esistiti. Tuttavia, la loro vicenda è talmente ricca di riferimenti politici e geografici che, nel corso dei secoli, storici ed esperti sono stati in grado di individuare con una certa precisione i (presunti) luoghi in cui essa si svolse.

Oggi segnalati da targhe commemorative che riportano un verso shakespeariano, li ho organizzati in un itinerario durante un weekend a Verona. Ecco le tappe per ripercorrere l’amore più tragico e appassionato che la letteratura ricordi.

La casa di Romeo

Dove si trova: Via Arche Scaligere, 2
Cosa accade: Due nobili famiglie, Montecchi e Capuleti, sono in lite a causa di un antico quanto imprecisato odio. E’ nella propria casa che Romeo Montecchi, insieme all’amico Mercuzio, prende la decisione di intrufolarsi alla festa in programma quella sera presso i Capuleti. La bella Giulietta verrà presentata a Paride, nobile veronese che chiederà la sua mano.
Il verso: “Oh! Dov’è Romeo? Taci, ho perduto me stesso, io non son qui e non son Romeo, Romeo è altrove” (Atto I, Scena I)

Situato in un vicolo del centro di Verona, proprio dietro alle arche scaligere, le monumentali tombe della famiglia Scala, la casa di Romeo è un palazzone medievale con le sembianze di un castello. Alte mura, mattoni rossi a vista, un torrione e una merlatura a ‘V’, o coda di rondine, dettaglio questo importante, perché simbolo ghibellino. Forse, proprio l’astio tra guelfi (sostenitori del papa) e ghibellini (sostenitori dell’imperatore) era motivo di quell’odio antico menzionato da Shakespeare. Prova ne è – anche per questo potremmo pensare che Romeo e Giulietta siano più di una leggenda – che Dante, vissuto per breve tempo a Verona, scrisse nel suo Purgatorio: “Vieni a vedere Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom senza cura: color già tristi, e questi con sospetti!”

Ciò che più mi ha stupita, tuttavia, non è stata né la dimora né la fazione, quanto piuttosto il cartello posto all’esterno dell’edificio che recita “Casa di Cagnolo Nogarola, detto Romeo”: ebbene sì, Romeo, nome poetico e romantico per antonomasia, non era che un soprannome!

Itinerario Romeo Giulietta Verona

La casa di Giulietta e il suo balcone

Dove si trova: Via Cappello, 23
Cosa accade: Durante la festa, i due protagonisti si incontrano ed è amore a prima vista. Scoprono di essere nemici, ma ormai il danno è fatto. Dopo il ballo, Giulietta, affacciata al balcone e pensandosi sola, apre il suo cuore ad alta voce. Romeo, intrufolatisi nel giardino, si rivela contraccambiando la giovane con parole altrettanto ardenti. I due decidono di sposarsi in gran segreto; celebra le nozze Frate Lorenzo, nella speranza che il matrimonio spenga finalmente la rivalità tra le due famiglie.
Il verso: “Ma quale luce apre l’ombra da quel balcone? Ecco l’Oriente e Giulietta è il sole. Oh, è la mia donna. E’ il mio amore” (Atto II, Scena II)

Non lontana da piazza delle Erbe, ecco casa Capuleti, o come scrisse Dante, Cappelletti: del resto, su di una pietra dell’arco di ingresso si trova il bassorilievo di un cappello, forse lo stemma di famiglia. Trasformatasi nel corso dei secoli in una palazzina anonima, alla dimora di Giulietta venne restituito un aspetto medievale solo a inizio ‘900 grazie ad Antonio Avena, architetto e direttore dei Musei di Verona. Seppur restaurandola secondo il proprio estro creativo – poiché dell’originale ormai non vi era più traccia – Avena riuscì nel suo intento: ricreare un luogo fiabesco e suggestivo, in grado di far sognare il visitatore. 

Ma entriamo! Ad accoglierci in giardino troviamo proprio Giulietta, scolpita in un bronzo dalle forme dolci e aggraziate, a grandezza naturale. Di questa statua parleremo ancora a fine itinerario, per cui tienila a mente. Per ora ti basti sapere che è la protagonista di un noto rituale: pare infatti che, per avere fortuna in amore, sia di buon auspicio strofinarle un seno, area che, infatti, appare alquanto lucida rispetto al resto del corpo! 

Basta alzare gli occhi per vedere il celeberrimo balcone che raccolse i sospiri dei due innamorati. Da esso – solitamente previa una lunga coda – è persino possibile affacciarsi. Per farlo, bisogna entrare all’interno della casa, dove oltre a pezzi di mobilio, trovano posto costumi e oggetti di scena del ‘Romeo e Giulietta’ di Franco Zeffirelli, una delle versioni cinematografiche più acclamate dalla critica.

Sono tornata a Verona dopo alcuni anni, e mi ha fatto piacere vedere la casa di Giulietta finalmente pulita. Inizialmente, infatti, il Comune aveva deciso di lasciare uno dei muri interni – il cosiddetto muro dell’amore – a disposizione del pubblico, affinchè chiunque potesse scrivervi una dedica romantica. Un’idea molto carina, rovinata però dagli atti vandalici. Col tempo, ai messaggi d’amore se ne affiancarono altri più squallidi e osceni e nuove mura della casa vennero invase dai graffiti. Non trovando più spazio per lasciare le proprie dediche, la gente cominciò ad attaccare foglietti di carta alle pareti con la gomma da masticare; peccato che, nel giro di qualche giorno, i messaggi cadevano ma la gomma restava, tanto che si fece strada l’idea che anche quello di appiccicare i chewing-gum fosse un rituale. E così, tra scritte volgari e gomme a centinaia, la casa di Giulietta divenne – e lo dico senza mezzi termini perchè l’ho vista – un vero e proprio schifo. Oggi, invece, via tutto: le pareti sono tornate linde e vige il severo divieto di imbrattarle con qualsivoglia messaggio, pena una sanzione. Severo ma giusto, come si suol dire!

Porta Borsari

Dove si trova: Corso Cavour, 2
Cosa accade: Benvolio e Mercuzio, amici dei Montecchi, incontrano Tebaldo, rampollo dei Capuleti e cugino di Giulietta. Questi, venuto a sapere dell’intrusione di Romeo alla festa della sera prima, scatena una rissa, nella quale Mercuzio perisce. Cieco di rabbia per la morte del compare, Romeo sfida a duello Tebaldo e lo uccide.
Il verso: “Tebaldo: Miserabile d’un ragazzo…
Romeo: Questa spada deciderà!
[Si battono in duello. Tebaldo cade]”
(Atto III, Scena I)

Da casa di Giulietta, scendiamo lungo Corso di Porta Borsari, superiamo l’omonima porta romana (bellissima!) e arriviamo all’inizio di Corso Cavour che, ai tempi della narrazione, era la via che conduceva al castello Scaligero. Al numero 2, vedrai un grosso edificio barocco, Palazzo Carlotti. Cerca sulla facciata una formella in bronzo: ritrae lo scontro tra Romeo e Tebaldo che, secondo gli scritti nostrani – stavolta Shakespeare non c’entra – avvenne proprio qui.

Le mura di Verona

Dove si trova: Corso Porta Nuova, 2
Cosa accade: Romeo non resta impunito per l’assassinio; il signore di Verona lo condanna infatti all’esilio a Mantova, città non lontana ma pur sempre fuori le mura. Grazie alla nutrice di Giulietta e a Frate Lorenzo, i due giovani riescono però a trascorrere un’ultima notte insieme. Il giorno dopo, mentre Romeo parte, i genitori di Giulietta, ignari che la figlia sia già sposata, le annunciano di aver combinato la sua unione con Paride.
Il verso: “Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona, ma solo purgatorio, tortura, inferno. Chi è bandito da qui è bandito dal mondo, e l’esilio dal mondo è morte.” (Atto III, Scena III)

Come ogni borgo medievale, anche Verona era circondata e protetta da alte cerchie murarie, i cui resti sono visibili ancora oggi. L’ingresso principale della città – i cosiddetti Portoni della Bra – si trovavano vicino all’Arena, nello slargo che oggi conosciamo come piazza Bra. Orientati proprio verso Mantova, per vederli basta spingersi all’inizio di corso di Porta Nuova: si tratta di due grandi archi merlati, sovrastati da una torre.

E’ qui che è stato posto un busto bronzeo del Bardo, affiancato da una targa che riporta le famose parole di Romeo. Probabilmente, il ‘mondo’ a cui si riferisce non è soltanto metafora di Giulietta, ma è anche la vita stessa così come la conosce. Ricordiamo infatti che tra il 1200 e il 1300 l’Italia era frammentata in numerose città-stato e, di conseguenza, varcare le porte del comune di residenza significava entrare in un territorio sconosciuto, totalmente avulso dal proprio.

Itinerario Romeo Giulietta Verona

Il monastero di Frate Lorenzo

Dove si trova: Via Luigi da Porto, 5 (all’interno del Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle)
Cosa accade: Con la scusa della confessione, Giulietta va a cercare consiglio da Frate Lorenzo. Questi escogita un piano per consentire ai due amanti di fuggire insieme. Giulietta berrà una pozione che la renderà temporaneamente esanime, al punto che tutti la crederanno morta. In questo modo, non solo eviterà le nozze con Paride, ma verrà anche trasportata fuori casa senza problemi, nella cappella di famiglia. Nel frattempo, un messaggero raggiungerà Romeo con una missiva che gli spiegherà ogni cosa.
Il verso: “Occhi guardatela per l’ultima volta! Braccia cingetela con l’ultimo abbraccio! E voi labbra, porte del respiro, sigillate con un casto bacio un contratto senza data” (Atto V, Scena III)

Frate Lorenzo è un francescano, l’ordine a cui appartiene il monastero di San Francesco al Corso che, alla fine del XIII secolo, era l’unico fuori le mura. E’ questo un dettaglio importante per due motivi: 1) non essendo dentro Verona, Romeo vi poteva accedere facilmente senza preoccuparsi delle guardie che pattugliavano il confine; 2) se il piano fosse riuscito, i due amanti avrebbero avuto la strada spianata verso la fuga, trovandosi già fuori città.

Oggi, il monastero fa parte del complesso museale Giovanni Battista Cavalcaselle, situato, a differenza delle altre tappe dell’itinerario, non nel centro storico di Verona ma, appunto, poco più discosto (comunque raggiungibilissimo a piedi!). Segnalato da un busto di Shakespeare posto all’entrata, al suo interno troverai una serie di affreschi che un tempo adornavano le facciate esterne dei palazzi di Verona e che sono stati staccati e restaurati a seguito della piena dell’Adige di fine ‘800.

La tomba di Giulietta

Dove si trova: Via Luigi da Porto, 5 (all’interno del Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle)
Cosa accade: Gli eventi precipitano quando, in quel di Mantova, a Romeo giunge voce della morte di Giulietta prima che la missiva di Frate Lorenzo arrivi a destinazione. Disperato, Romeo si reca dunque alla sua tomba, non prima di aver acquistato un potente veleno che berrà al suo cospetto. Nel frattempo, Giulietta si sveglia: vede il corpo esanime di Romeo, l’ampolla vuota e capisce cosa è avvenuto. Al colmo della disperazione, bacia le labbra dell’amato sperando di trovarvi ancora qualche goccia di veleno ma non c’è tempo per attendere che esso abbia effetto: le guardie del signore del Verona stanno ormai accorrendo ed è allora che Giulietta estrae il pugnale dalla cintola dello sposo e si colpisce a morte.
Il verso: “Una tomba? Oh! No, un faro. Perché qui giace Giulietta e la sua bellezza illumina questa cripta di etera luce “(Atto V, Scena III)

Siamo sempre all’interno del Museo Cavalcaselle; proprio di fronte al cortile del monastero di Frate Lorenzo vedrai una scala in pietra che scende in una cripta. E’ in questa fredda cappella sotterranea, dalle pareti nude, che le pene dei due amanti avranno il loro tragico epilogo. Al centro della stanza, vuoto e privo di iscrizione, un pesante sarcofago di marmo rosso. E’ davvero questa la tomba della nostra sfortunata eroina? Al solito, non ci è dato di saperlo ma, nei secoli, questo luogo è diventato meta di un vero e proprio ‘pellegrinaggio’, fiorito soprattutto in epoca romantica: tra i suoi visitatori più celebri, figurano Dickens e Lord Byron.

Una curiosità: attualmente, in una sala del museo, vengono celebrate le unioni civili del Comune di Verona, aperte a cittadini sia italiani sia stranieri. Certo si tratta di un luogo ricco di significati e votato all’amore eterno ma… personalmente lo trovo un po’ lugubre!

Itinerario Romeo Giulietta Verona

Altre tappe

Il nostro itinerario ‘ufficiale’ finisce qui, ma ho ancora tre cosette da aggiungere!

# Innanzitutto, il finale (che, non te lo dico?): informati dei fatti da Frate Lorenzo, straziati dal dolore, Montecchi e Capuleti finalmente si riappacificano. Il padre di Romeo suggella la pace con una promessa: “Io innalzerò una statua tutta d’oro a Giulietta; e finché duri la città di Verona, nessun’altra immagine sarà tanto onorata” (Atto V, Scena III). La statua d’oro a Verona non c’è ma, se ti ricordi, ne abbiamo vista una in bronzo nel cortile di casa Capuleti. Forgiata nel 1968, è oggi uno dei simboli più amati della città.

# Il Club di Giulietta: si tratta di un’associazione culturale che da ormai diversi anni si occupa di promuovere il binomio Shakespeare-Verona con eventi, targhe commemorative e iniziative a sfondo romantico. Tra queste, la mia preferita è senza dubbio la raccolta delle lettere indirizzate proprio a lei, Giulietta. Pensa che si tratta di una tradizione risalente agli inizi del ‘900: il custode della tomba, colpito dalle decine e decine di missive che i turisti lasciavano al sepolcro, non solo li raccolse, ma cominciò a… rispondervi! Ed è proprio questo ciò che fa il club di Giulietta: puoi mandare loro una mail, un messaggio whatsapp, una lettera vergata a mano e stai certo che una delle ‘segretarie’ ti risponderà con un consiglio o una frase di sostegno.

Oggi, a Verona arrivano ogni giorno migliaia di messaggi da ogni parte del mondo e tutti – ma proprio tutti – vengono letti, tradotti e ottengono risposta, prima di essere conservati in un apposito archivio. Se vuoi lasciare un bigliettino a Giulietta direttamente a Verona, ci sono anche alcune cassette delle lettere a lei dedicate: ad esempio, ne trovi una dentro casa sua in via Cappello e un’altra all’entrata del museo Cavalcaselle. Il club di Giulietta ha sede in Vicolo Santa Cecilia, 9, due minuti a piedi da piazza delle Erbe. Questo è il sito ufficiale.

# I baci di Giulietta: Almeno per noi, il lieto fine c’è! I baci non sono il dolce tipico di Verona e sono anzi una trovata piuttosto commerciale, ma ciò non toglie che siano molto buoni. Si tratta di biscotti che, come i piemontesi baci di dama, sono composti da due parti di frolla tenute insieme da una ganache al cioccolato. Si vendono un po’ in tutta la città – anche in panetteria -, ma i più buoni in assoluto pare siano quelli della Pasticceria Perlini (la trovi in piazzale Cadorna, appena attraversato il ponte della Vittoria, subito dopo il ponte di Castelvecchio). Se i baci di Giulietta sono rigorosamente al cioccolato (un impasto di nocciole, rhum, panna, zucchero, albume e cacao), in qualche vetrina mi è capitato di vederne anche una versione ‘bianca’: la chiamano ‘i sospiri di Romeo’.

Bene. Ora, recuperata la mia vecchia copia della tragedia, credo proprio che ne leggerò qualche pagina mangiando tutti qualche biscotto. E mi riguarderò pure Romeo+Juliet, trasposizione in chiave moderna che non ha incontrato il favore di tutti ma che a me è sempre piaciuta tantissimo.
A te, invece, buona passeggiata in quel di Verona!

 

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