Sicilia: da Palermo a Taormina

itinerario sicilia due settimane
Bizantina, normanna, araba, italianissima: viaggio nella più multiculturale delle regioni

Sono rientrata dalla Sicilia con una gonna lunga e coloratissima comprata a Taormina, una testa di moro che a ben pensarci potevo prenderla più grande per piantarci davvero il basilico, un paio di barrette di cioccolato di Modica e la pelle scura. La pandemia c’è ancora, ma nella mia macchina fotografica ho accumulato tesori Unesco, piccoli borghi, splendori barocchi, piatti prelibati e, naturalmente, tanto mare.

– ITINERARIO SICILIA –

(2 settimane)

GIORNO 1: Arrivo a Palermo
Barocca e decadente nei suoi edifici, vivace e popolare nelle vie e nei mercati: la visita della città di Santa Rosalia comincia con il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina e prosegue con la Cattedrale, i quattro canti, piazza Pretoria e una passeggiata sui tetti di Santa Caterina, per vedere dall’alto l’anima un po’ araba e un po’ cristiana della città. Un salto a Ballarò per lo street food e, la sera, il lungomare di Kalsa.

GIORNO 2: Palermo – Scopello/ Riserva dello Zingaro (75km)
Raggiungiamo la Riserva dello Zingaro, uno degli angoli più incontaminati di Sicilia. Oggi la scopriamo via terra, con un trekking di diversi chilometri lungo uno dei sentieri che corrono al suo interno, fermandoci per un tuffo in una serie di calette. Pernottiamo a Scopello, dove facciamo visita al suo caratteristico baglio, ai Faraglioni e all’antica tonnara Florio.

GIORNO 3: Scopello – San Vito Lo Capo/ Riserva dello Zingaro (43km)
Ancora un giorno nella Riserva dello Zingaro che stavolta esploriamo via mare con un’escursione in gommone: Cala dell’Uzzo, Cala del Leone, Cala Bianca e Cala Rossa sono solo alcune delle nostre tappe. Attracchiamo a San Vito Lo Capo, famoso per la sua spiaggia bianca a mezzaluna e il celeberrimo cous cous di pesce.

GIORNO 4: San Vito Lo Capo – Trapani: Egadi in barca a vela (35km)
Ci spostiamo a Trapani il mattino presto: è qui che salpiamo per le Egadi, in una giornata all’insegna del vento. Prima i colori di Favignana – Cala Rossa, Bue Marino e Cala Azzurra – e poi una sosta sull’isola per il pranzo. Nel primo pomeriggio, spieghiamo di nuovo la vela in direzione di Levanzo, per un bagno a Cala Fredda e Cala Minnola, prima di rientrare a Trapani in serata.

GIORNO 5: Trapani – Erice – Marsala – Mazara – Selinunte – Sciacca (160km)
Il programma di oggi prevede diverse tappe: la prima è Trapani, una città dal centro storico splendido che si è rivelata una sorpresa. A seguire, un’infilata di borghi, uno più bello dell’altro, a partire da Erice, paesino medievale arroccato a più di 750 m di altezza che, affacciato sul mare, offre una delle terrazze più belle della Sicilia. Sulla strada per Marsala – dove ci attende una degustazione di vini e piatti tipici presso la cantina di Donnafugata – ci fermiamo a dare un’occhiata ai mulini e alle caratteristiche saline rosa. Proseguiamo per Mazara del Vallo e la sua casbah e, nel tardo pomeriggio abbiamo ancora tempo per il parco archeologico di Selinunte. Quando arriviamo a Sciacca, il sole sta ormai tramontando.

GIORNO 6: Sciacca – Valle dei Templi (65km)
In mattinata visitiamo Sciacca, tipico borgo marinaro dalle case colorate e un po’ scrostate che si riflettono nel mare. I suoi vicoli, decorati di maioliche, zigzagano verso l’alto facendosi via via più stretti, fino a intrecciarsi in una nuova casbah. Qualche ora nella lunga spiaggia di Giallonardo e poi, nel tardo pomeriggio, raggiungiamo la Valle dei Templi, sede di uno dei tre templi greci meglio conservati al mondo, il Tempio della Concordia. 

GIORNO 7: Scala Turchi / Capo Rossello – Caltagirone – Palazzolo Acreide – Ragusa (240km)
Dopo aver osservato la Scala dei Turchi dai vari belvedere, trascorriamo la mattina nella spiaggia di Capo Rossello, a cui la Scala fa da sfondo. Dopodichè, lasciamo la costa per entrare nel cuore del barocco: stasera arriveremo a Ragusa ma, prima, una sosta in quel piccolo gioiello che è Palazzolo Acreide e poi a Caltagirone, dove saliamo i 142 gradini della scalinata di Santa Maria del Monte.

GIORNO 8: Ragusa
Ricostruita in stile barocco sulle macerie del terremoto che la distrusse a fine ‘600, Ragusa Ibla è la parte antica della città, quella più caratteristica e in cui abbiamo scelto di alloggiare. Il panorama più bello dicono sia quello che offre la Chiesa di Santa Maria delle Scale: da lassù, Ragusa ricorda un po’ Matera, ma di scorci stupendi la città è piena!

GIORNO 9: Ragusa – Modica – Scicli – Noto (70km)
Entriamo nel vivo della Val di Noto con tre nuove tappe: Scicli, elegante e preziosa, per alcuni conserva il barocco più bello di tutta la Sicilia; Modica, divisa in città alta e bassa, è una tappa imprescindibile per i golosi; e infine Noto, che mostra il suo lato migliore al tramonto, quando i palazzi si tingono di un arancio intenso. Dormiremo qui tre notti.

GIORNO 10: Noto – Riserva di Vendicari / Parte Nord (20km)
Due giornate dedicate alla Riserva di Vendicari: oggi ci esploreremo la parte settentrionale, con le spiagge di Eloro, Marianeddi e soprattutto Calamosche, una caletta sabbiosa dall’acqua trasparente. Spingendoci verso il cuore della riserva, vediamo una colonia di fenicotteri.

GIORNO 11: Noto – Riserva di Vendicari / Parte Sud – Portopalo di Capo Passero – Marzamemi  (65km)
Ancora Vendicari, ma la zona meridionale: un trekking facile facile ci conduce alla Cittadella, dove si trovano i resti di un antico villaggio bizantino. Poi è la volta delle spiagge: un tuffo a San Lorenzo e poi a Portopalo di Capo Passero, il punto più a sud di Sicilia e d’Italia, al largo del quale si trova l’Isola delle Correnti, dove Mediterraneo e Ionio si incontrano. Cena nel piccolo, coloratissimo borgo di Marzamemi.

GIORNO 12: Noto – Ortigia/Siracusa (40km)
La lunghissima piazza immortalata da Tornatore con i suoi palazzi bianchi; il duomo, crocevia di culture e religioni; il culto e la chiesa di Santa Lucia, che nasconde un Caravaggio; la leggenda della fonte Aretusa e le favole inscenate dai Pupi; il tempio di Apollo e il groviglio della Giudecca: per quanto mi riguarda, Siracusa è indiscutibilmente la città più bella di tutta la Sicilia.

GIORNO 13: Siracusa – Catania – Aci Castello – Aci Trezza (80km)
Vicini, vicinissimi all’Etna, arriviamo a Catania, che visitiamo in modo originale e goloso: prendendo parte a un food tour. Proseguiamo poi per i minuscoli borghi di Aci Castello e, soprattutto, Aci Trezza con i suoi faraglioni.

GIORNO 14: Aci Trezza – Acireale – Isola Bella – Taormina (52km)
Facciamo colazione con una granita ad Acireale prima di dirigerci all’Isola Bella: restiamo in spiaggia fino al primo pomeriggio. Dopodichè saliamo a Taormina, affascinante e mondana: la passeggiata tra le due Porte (Messina e Catania), i giardini di Villa Comunale, gli affacci sul mare e…

GIORNO 15: Taormina – Castelmola – partenza da Catania (80km)
… il teatro greco, naturalmente! Lo visitiamo questa mattina, prima di partire per le ultime tappe del nostro on the road: la Madonna della Rocca, una chiesetta dal soffitto di pietra costruita a picco sul mare, e Castelmola, un minuscolo borgo che gode di un affaccio straordinario su Taormina e sullo Ionio. L’Etna che sfumacchia sulla baia di Catania è l’ultima immagine che mi porto via della Sicilia.

Distanza percorsa: Circa 1000 km

Vettura noleggiata: BMW Serie 3 Berlina

Best memories: la granita che solo a fine vacanza ho scoperto quanto era buona con la panna. I rovi di Vendicari, di cui porto ancora i segni sulle gambe. Achille Lauro, Orietta Berti e Elettra Lamborghini. I diciassette chilometri a piedi nella Riserva dello Zingaro (mannaggia a me e a Borgo Cusenza). L’ossessione – vera! – per le teste di moro. La finestra di Ragusa. Cetto cetto (cit.). L’arancino dell’Isola Bella. L’Etna che eruttava ma sempre quando dormivamo. Le partite degli Europei a ogni tappa. L’appartamentino di Noto e la dipendenza da bibite Polara.

Quando andare: Come sempre accade per i luoghi di mare, sarebbe bene evitare l’alta stagione. Ideali, invece, maggio, giugno, settembre e, perchè no, persino ottobre.

Ricorda che:
*Se hai intenzione di recarti alla Valle dei Templi in piena estate, pianifica la tua visita nel tardo pomeriggio, quando fa meno caldo: la via sacra – da percorrere necessariamente a piedi – è lunga circa 2km! L’ingresso al parco archeologico può essere prenotato in anticipo sul sito web ufficiale e, una volta sul posto, non esitare a prendere una guida: non c’è niente di meglio di qualcuno che racconti con passione la bellezza del luogo per apprezzarlo ancora di più. Saranno soldi ben spesi!

*La Scala dei Turchi è una scogliera di marna bianchissima, tanto bella quanto fragile. Proprio al fine di preservare il suo progressivo sgretolamento, oggi la zona non è più accessibile ai turisti (a parte i soliti deficienti che scelgono di ignorare i divieti). Diverse sono però le opzioni per contemplarla a distanza: la puoi osservare dai belvedere lungo la strada, passarle proprio davanti con un giro in barca o, ancora, puoi fare un bagno in una spiaggia ad essa vicina, come quella di Capo Rossello.

*A causa della canicola, può risultare sfiancante visitare le città della Val di Noto di giorno. Meglio optare, quando possibile, per il tardo pomeriggio, momento in cui non solo sono molto più vive ma si colorano anche delle tinte arancio che regala loro il tramonto. Alcune città dell’entroterra hanno uno sbocco sul mare a pochi chilometri di distanza – Noto Marina o Marina di Ragusa ad esempio – ma se non hai voglia di rimetterti in auto, cerca un hotel dotato di piscina, magari una sistemazione particolare, come il bellissimo albergo diffuso in cui ho soggiornato a Ragusa.

*Questo è un itinerario sommario, ideale per chi, come me, visita la Sicilia per la prima volta. Avrei potuto aggiungere molte altre tappe, ma il tempo a disposizione è quello che è: in particolare, per la prossima volta mi propongo di salire sull’Etna con un’escursione guidata.

*Gli arcipelaghi della Sicilia necessitano naturalmente un viaggio a parte, Egadi comprese: col senno di poi, per quanto abbia apprezzato la gita in barca a vela, non la rifarei. Favignana in particolare, merita una sosta di un paio di giorni: oltre alle calette, mi sarebbe piaciuto visitare la tonnara dei Florio, le cave di tufo e, soprattutto, arrampicarmi in cima al monte che sovrasta l’isola e da cui, dicono, si scorge il panorama più bello delle Egadi. Insomma, se il tuo obiettivo è solo fare qualche tuffo allora la gita in giornata è un’ottima soluzione, ma se ti va di conoscere e vivere un po’ di più l’isola, allora rivedi l’itinerario!

Drive safe!

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