Pillole e ricordi di Taormina

Teste di moro, Taormina
"Taormina è solamente un paesaggio, ma possiede tutto quel che serve per sedurre gli occhi, la fantasia, la mente" - Guy de Maupassant

Taormina è stata l’ultima tappa del nostro on the road in Sicilia. L’ultima, eppure la prima a cui ho pensato quando disegnavo l’itinerario. Ne avevo sentito parlare sin da piccola: la mia non è in nessun modo una famiglia di viaggiatori, ma è proprio a Taormina che, alla fine degli anni ’70, sono stati in luna di miele i miei genitori. Pochi giorni appena, a ricordarla è rimasta solo la mamma, dato che papà non c’è più da parecchi anni.

L’Isula Bedda
Sei andata all’Isola Bella? Certo che sì. E se si chiama così un motivo c’è.  Dalla strada la vedi spuntare nel rosa acceso delle buganvillee; dall’alto sembra una sorta di stella marina sospesa tra cielo e mare. L’Isola Bella è un piccolo promontorio di appena 1 kmq, agganciato alla terraferma da un nastro di sabbia spesso sommerso. E’ il mare di Taormina, regalo prezioso che Ferdinando I di Borbone, Re delle Due Sicilie, fece alla città.

Circondata da un’acqua limpidissima, sull’Isola Bella si affacciano una serie di piccoli lidi, attrezzati e non, dove sostare per un bagno o un morso a un arancino. Ma naturalmente è l’isola in sé la vera attrazione: munisciti dunque di un paio di scarpette da scoglio – che qui non troverai rena fine ma ciottoli! – e percorri la lingua di terra che ti conduce al suo ingresso. Subito noterai che l’isola è verdissima: è merito di una lady inglese, Florence Treveylan, esiliata in Sicilia dalla regina Vittoria a fine ‘800. Appassionata di piante e fiori, la donna impiantò diversi esemplari tropicali che mescolandosi con la macchia mediterranea, diedero – e danno tutt’ora – vita a uno scenario unico nel suo genere.

L’Isola Bella la si può raggiungere in auto lungo la Strada Statale 114, oppure con la funicolare Taormina-Mazzarò che ti porta a pochi metri dalla spiaggia. Se sei a Taormina, non dimenticare di ammirarla anche dall’alto: il belvedere di Via Pirandello è il migliore!

La Villa Comunale
Dopo una mattina al mare, saliamo ora in città: Taormina è accoccolata su di una collina a poco più di 200 mt di altitudine, posizione che le dona un affaccio incomparabile sullo Ionio e sul vicinissimo Etna. I punti di osservazione sono tanti, ma forse il mio preferito è quello di Villa Comunale. Originariamente abitazione privata di Lady Trevelyan – sì, la stessa dell’Isola Bella – , la Villa è un luogo tranquillo, dove trovare rifugio dalla mondanità di Corso Umberto e passeggiare immersi nel verde. Ed è qui che puoi osservare le pendici vulcaniche dirupare nell’azzurro: come scrive Goethe, “nella dolcezza del cielo, [l’Etna] appare più lontano e mansueto, e non incute terrore”.

Il Teatro Greco
Secondo per grandezza solo a quello di Neapolis a Siracusa, il Teatro Greco è il simbolo di Taormina. Realizzato appunto dagli antichi Greci, venne poi ampliato dai Romani e, ancora oggi, è un palcoscenico ambito per rappresentazioni teatrali e concerti. Sali sulle gradinate più alte e ammira… il fondo di scena, parzialmente aperto al centro. Il suo aspetto romantico e decadente fa da cornice alla migliore delle scenografie – Etna e mar Ionio – in uno spettacolo senza attori, sempre in cartellone. E pensare che, in altri tempi, questa visuale era coperta da colonne ed edifici scenici!

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Corso Umberto
Delimitato da due porte, Porta Messina e Porta Catania, è la Passeggiata per eccellenza. Arteria principale della città, non è però una semplice via dello struscio. E’ vero, non mancano vetrine e locali alla moda, ma è proprio su corso Umberto che si allineano diversi punti di interesse: palazzi arabeggianti, finestre sul mare, piazze e chiese. Tra queste ultime, ti segnalo in modo particolare la chiesa barocca di San Giuseppe, quella di Sant’Agostino, esempio di gotico siciliano, e il Duomo, edificio medievale intitolato a San Nicolò.

Le prime due le trovi in Piazza IX Aprile, una grande terrazza dal pavimento a scacchiera che, con il suo belvedere su Giardini Naxos, è il fulcro di Corso Umberto; il Duomo invece lo incontri in fondo al corso, in Piazza Duomo appunto. Qui, presta attenzione alla fontana di fronte alla chiesa: vedrai scolpito (seppur privo delle due gambe anteriori) il minotauro, a cui Taormina deve il suo nome.

Che altro? Come spesso accade, è la percezione individuale a rendere un luogo speciale: ecco perché, oltre alle tappe fisse, Corso Umberto va esplorato piano piano, buttando l’occhio nei caratteristici vicoletti a scale che, come tanti emissari, deviano verso una Taormina più intima e antica. E’ lì che trovano posto botteghe di ceramiche e terracotte, pasticcerie profumate con la frutta martorana in vetrina, balconi con teste di moro fiorite e splendidi negozi di stoffe a stampe siciliane, dove ho comprato una gonna con i colori del mare e del sole.

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Locali storici
Te ne segnalo due soltanto: il primo è il mitico Bam Bar. Grazie (se così si può dire) al Covid, siamo riusciti a sederci qui per ben tre volte senza dover fare un briciolo di coda: in tempi non sospetti – ci ha raccontato il proprietario, in alta stagione poteva capitare di attendere anche un’ora! Perché? Perché qui si fa la granita più buona di tutta Taormina (e dopo averne provate tante, oserei dire di tutta la Sicilia)! Ai tavolini di maiolica del Bam Bar – dal nome del titolare Rosario Bambara, detto “Saretto” – si siedono ogni anno clienti di tutto il mondo, celebrità e non: perché il costo è quello di una normalissima granita, pochi euro. Vieni qui a colazione e provala con una brioche come fa la gente del posto, oppure fai una pausa golosa a metà pomeriggio. Mandorla, melone, gelso, caffè, fichi, pistacchio, mandarino: sono tutte ottime. Il mio unico rimpianto? Avere scoperto solo a fine vacanza quanto è buona la granita CON la panna!

Nel secondo locale che ti suggerisco puoi invece fare un pasto completo ma, data la sua posizione, te lo consiglio soprattutto per un aperitivo o un dopocena. Nato nel 1870 come locanda, il Wunderbar Caffè è il più antico bar di Taormina e si trova in Piazza IX Aprile, la piazza a scacchi di cui ti parlavo prima. I prezzi sono piuttosto alti, ma del resto siamo proprio nel cuore di Corso Umberto e, specialmente se riesci ad avere un tavolino che si affaccia sul mare, ne vale la pena! Per rimanere in tema ‘regionale’, ho ordinato un Florio Spritz, un cocktail a base di amaro Florio, prosecco, limoncello e granita di limone: niente a che fare con lo spritz tradizionale ovviamente, ma fresco e dissetante!

Escursioni vicinissime
No, niente mare! Ti consiglio invece due posticini… ancora più su di Taormina. Alla Madonna della Rocca puoi arrivare in auto o anche a piedi, con una breve scarpinata. Si tratta di una chiesa antichissima (sec. XI-XII, successivamente restaurata), costruita nella montagna proprio sopra la città. E quando dico nella montagna, intendo proprio al suo interno: una volta dentro al santuario, a colpire immediatamente il visitatore è il soffitto di pietra viva che incombe su panche ed altare. Su quest’ultimo, tra l’altro, trovi l’icona originaria della Madonna con Bambino a cui la chiesa è dedicata. Pare che l’edificio sia stato costruito proprio intorno a questo ritratto, apparso dopo che un pastorello aveva avuto la visione della Vergine esattamente in quel punto, quando la chiesa non era che una normalissima grotta.

Se hai raggiunto la Madonna della Rocca in auto, continua a salire lungo la stessa strada; pochi chilometri e arriverai a Castelmola. Dei numerosi borghi che ho visto in Sicilia, questo è certo tra i più carini: ci sono i resti di un castello medievale, un duomo, una deliziosa, minuscola biblioteca comunale, un bar a tema (il Turrisi – lascio a te scoprire il tema) e uno dove fanno arancini fan-ta-sti-ci (Pier de Cat – gli arancini più buoni in assoluto, una rivelazione dell’ultimo giorno proprio come la granita con la panna!). E poi, naturalmente, c’è il panorama: oltre al mare, da Castelmola si vede tutta Taormina, con la mezzaluna del Teatro Greco che spicca contro l’azzurro.

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A Taormina mi sono fermata due giorni, ma ne avrei trascorso volentieri anche un terzo!
E tu ci sei mai stata?

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4 Comments

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  1. says: Renata

    Si, ci sono stata. Anzi ci ho abitato per circa un anno perché lavoravo nei paraggi. Decisamente bella ed accogliente. Merita decisamente una visita.
    Ho molto apprezzato i tuoi post sulla Sicilia. Io sono siciliana, ma, come spesso avviene, in alcuni di quei posti non li conosco ancora.
    Ciao. Ti saluta Gin.

    1. says: Cris

      Ma dai, non sapevo delle tue origini sicule! Spero stiate bene tu e Gin, vi abbraccio!