Umbria in inverno: da Gubbio a Orvieto

umbria in inverno
Reso ancor più speciale dall'atmosfera natalizia, un itinerario che punta dritto al cuore dell'Italia

L’Umbria, lo ammetto, l’avevo sempre snobbata. E’ stata una seconda scelta anche in questo caso, destinazione di scorta di un altro viaggio bucato dalla pandemia. Non immaginavo di trovarla così bella. Giorno dopo giorno mi sono appassionata sempre di più a questa piccola regione verde, calcata da santi, artisti, signorotti, cacciatori e carpentieri. Doveva essere un viaggio che puntava dritto al cuore dell’Italia ma, inaspettatamente, ha fatto breccia anche nel mio.

– ITINERARIO UMBRIA –

(1 settimana)

GIORNO 1: Arrivo a Gubbio
Arroccata su di un colle, Gubbio è una cittadina medievale meravigliosamente conservata. Le case e le strade di pietra, ha l’aspetto solenne e rassicurante di un presepe. Da non perdere gli affacci di Piazza Grande e della Basilica di Sant’Ubaldo e, se capiti durante le festività, le mille luci dell’Albero di Natale più grande del mondo.

GIORNO 2: Gubbio – Perugia (55km)
Raggiungiamo il capoluogo umbro e quello che è il fulcro della vita mondana, ossia piazza IV Novembre e i suoi tre simboli: la Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori e il duomo di San Lorenzo. Una passeggiata sulla scalinata dell’Acquedotto, un’altra tra i cunicoli della città sotterranea e poi di nuovo su, ai panorami della Rocca Paolina. Nel tardo pomeriggio, un appuntamento goloso: ci aspetta la Casa del Cioccolato, un tour guidato (con tanti assaggi) agli stabilimenti Perugina.

GIORNO 3: Perugia – Assisi (30km)
Immersa nella solitudine, dall’alto del suo promontorio, sembra contemplare il resto del mondo: la Basilica di San Francesco d’Assisi ci lascia senza fiato per quanto è bella. Ma non è l’unica! Passeggiando nel centro storico ci imbattiamo in molte altre chiese, tutte meritevoli di una visita: Santa Chiara, San Rufino e Santa Maria sopra Minerva sono appena alcune. Appena fuori Assisi, valgono una sosta anche l’Eremo delle Carceri, nascosto nel fitto del bosco, e la maestosa Santa Maria degli Angeli che, al suo interno, ingloba la Porziuncola, la chiesetta che accolse la prima comunità francescana, e la cappella del Transito, dove il santo morì nel 1226.

GIORNO 4: Assisi – Spello – Bevagna – Montefalco – Fonti del Clitunno – Spoleto (60km)
Giornata di borghi, paesini romantici dai vicoli in salita, ciascuno con il proprio tratto distintivo. C’è Spello con la sua perfezione da cartolina; Bevagna con le sue gaite, i quartieri ispirati alle corporazioni medievali e Montefalco con i suoi vigneti, filari e filari di uve da cui si ricava il rosso Sagrantino. Giunti alle Fonti del Clitunno, troviamo specchi d’acqua limpidissima: si diceva che qui dimorasse il dio Clitunno, in onore del quale vennero eretti in passato diversi templi.  Arriviamo a Spoleto in serata.

GIORNO 5: Spoleto – Todi – Civita di Bagnoregio  (90km)
Tartufi neri, torte al testo, strangozzi al ragù di cinghiale… la cucina umbra ci sta piacendo un sacco e Spoleto è piena di norcinerie dove acquistare prodotti locali. Dopo un giro nelle sue piazze storiche, una visita al duomo e una veduta panoramica della Rocca Albornoziana, proseguiamo per Todi. La città di Jacopone, discusso poeta duecentesco, è l’ennesimo gioiello della regione, protetta da ben tre cerchie murarie. Verso sera, sconfiniamo nella Tuscia laziale, ma solo per una notte: la trascorreremo nel pittoresco borgo di Civita di Bagnoregio, conosciuto come ‘il paese che muore’.

GIORNO 6: Civita di Bagnoregio – Orvieto  (25km)
Costruito su di uno sperone di tufo che a causa del suo progressivo smottamento ne stava decretando la scomparsa, Civita di Bagnoregio è un minuscolo centro abitato, edificato dagli Etruschi oltre 2500 anni fa. Oggi rimesso in sicurezza grazie a una serie di opere di recupero, Civita conserva la sua anima d’altri tempi insieme al suo aspetto ‘fantasma’: a causa delle nebbie che spesso avvolgono il lungo ponte sui calanchi, appare come un’isola sospesa tra le nuvole. Prima di pranzo ci rimettiamo in auto: trenta minuti e siamo nuovamente in Umbria, a Orvieto. Nota soprattutto per il Duomo gotico dalla facciata coloratissima, Orvieto nasconde nel sottosuolo una vera e propria città sotto la città, fatta di cunicoli e gallerie che testimoniano un passato lontano.

GIORNO 7: Partenza da Orvieto
Ancora una mattina a Orvieto. Saliamo i 50 metri che ci portano in cima alla Torre del Moro e ne scendiamo ancor di più (ben 62!) all’interno del Pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria idraulica risalente al 1500, che per secoli ha rifornito d’acqua la città. Nel primo pomeriggio, torniamo a Milano: in autostrada nevica.

Distanza percorsa: Circa 260 km

Best memories: Il presepe di San Martino a Gubbio. Il brustengo con la salsiccia e la crescia col grassomagro. Le chiese di Assisi che non finivano mai. “Io amo il mare dell’Umbria”. Lo scivolone, la testata e le scale mobili nelle città. “Nun venite cor buio ch’è tutto chiuso. Co’ sto freddo” (cit.). Le spade, gli archi e le frecce di legno. Due sesterzi per transitare sul ponte. La facciata della chiesa di San Pietro a Spoleto e il bestiario medievale. Lo spettacolo del labirinto di Adriano a Orvieto.

Quando andare: L’Umbria è una meta per tutte le stagioni. Terra di agriturismi, perfetta per una vacanza all’insegna della natura e dell’aria aperta, non è però da disdegnare in inverno, periodo caratterizzato da giornate relativamente miti e, in dicembre, da una contagiosa atmosfera natalizia.

Ricorda che:
*Tra le regioni italiane che il Natale lo sentono e celebrano di più, l’Umbria e i suoi borghi divengono ancor più speciali durante le festività. Dicembre è il mese dei mercatini, delle proiezioni luminose, dei grandi eventi: dall’accensione dell’Albero di Gubbio ai giochi di luce di Assisi, ai presepi viventi. Prima di partire, controlla però le date di inaugurazione, per non rischiare di mancarli per una manciata di giorni.
*Proprio perchè invernale, da questo itinerario ho lasciato fuori alcune tappe che danno il meglio di sè con la bella stagione, tra cui Castelluccio di Norcia e la sua celebre fioritura, le Cascate delle Marmore e il lago Trasimeno. Spero di avere occasione di visitarle con il sole!
*Se decidi di trascorrere una notte nel piccolo mondo antico di Civita di Bagnoregio, dovrai lasciare la tua auto nel parcheggio a pagamento a valle, appena prima del viadotto che ti conduce al borgo. Questo perchè il ponte si può percorrere esclusivamente a piedi: dato che non è proprio breve e, nell’ultimo tratto, è pure in salita, cerca di portare con te pochi bagagli. Alcuni B&B offrono comunque un servizio di trasporto valigie a pagamento, se necessario.

Drive safe!

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