Percorrendo la Via Sacra: le meraviglie della Valle dei Templi

valle dei templi cosa vedere
Magica e affascinante, ecco l'antica Akragas, oggi uno dei maggiori siti archeologici del Mediterraneo

Nella mia wishlist da anni, la Valle dei Templi si è rivelata esattamente come la immaginavo, magica e affascinante. Tra i maggiori complessi archeologici del Mediterraneo, corrisponde all’antica Akragas, nucleo originario di Agrigento, città che oggi continua a contemplare dall’alto del costone roccioso sui sorge.

Visitare la Valle dei Templi equivale a compiere un vero e proprio viaggio nel passato: lungo la Via Sacra, il sentiero che attraversa il parco, avrai occasione non solo di osservare da vicino le vestigia monumentali di numerosi templi greci, ma potrai anche scovare i resti di antiche cisterne dove fermentava il vino, vegliare il riposo dei giganteschi Telamoni, passeggiare tra mandorli, agavi e ulivi secolari, incontrare un Icaro caduto e molto altro ancora!

Ma andiamo con ordine. Edificato sullo sperone più alto del crinale, il primo tempio che incontrerai partendo da est, è quello di Hera (o Giunone) anche se… non è detto fosse dedicato proprio a lei. Come vedrai, infatti, molti dei nomi attribuiti ai templi agrigentini non sono che etichette convenzionali, ricavate da semplici supposizioni o interpretazioni errate. In questo caso, ad esempio, il riconoscimento a Giunone è dovuto a un passo di Plinio il Vecchio che, in realtà, fa riferimento ad un tempio sì dedicato alla dea, ma ubicato in Magna Grecia. Piuttosto certa pare invece essere la causa primaria dello stato in cui versa oggi: il territorio, conquistato dai Cartaginesi nel 406 aC, venne da questi incendiato e il tempio parzialmente distrutto.

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Scendi ora lungo il pendio e supera una serie di grotte scavate nella roccia. Queste nicchie – circa 130 – sono in realtà i resti di una necropoli paleocristiana e conducono a quello che è il pezzo forte del parco, il meraviglioso Tempio della Concordia. Sei colonne sul lato corto, tredici su quello lungo e persino un tetto: si tratta di uno dei tre templi greci meglio preservati al mondo (gli altri due sono il tempio di Nettuno a Paestum e – no, non il Partenone – il Theseion di Atene, un tempio intitolato ad Efesto). Le ragioni di questa conservazione pressochè perfetta sono da ricercare nella sua storia: il tempio, infatti, non è stato gradualmente abbandonato come gli altri edifici di culto ma, al contrario, è stato trasformato in una basilica cristiana e riconsacrato agli Apostoli Pietro e Paolo. A chi fosse dedicato in precedenza non si sa, anche se alcune fonti citano i Dioscuri, figli di Zeus. Il nome odierno, invece, non è legato alla religione, bensì a un’iscrizione latina trovata al suo interno che faceva riferimento alla ‘concordia degli agrigentini’.

Prima di proseguire, fermati a guardare l’Icaro Caduto. Le ali sono rovinate, i suoi arti spezzati: eppure il suo volto è sereno come quello di chi, pur avendo fallito nella sua missione, è rimasto fedele a sé stesso e alle proprie aspirazioni provandoci comunque. Realizzata dall’artista polacco Igor Mitoraj, si tratta ovviamente di una scultura moderna, ma non stona affatto con il contesto.

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Ancora qualche centinaio di metri ed ecco il Tempio di Ercole, il più antico della valle (fine del IV secolo aC). Ciononostante, la sua attribuzione è piuttosto certa: a sentire, o meglio, a leggere Cicerone, pare che al suo interno si stagliasse una magnifica statua dedicata appunto al semidio.

Siamo ora nella zona ovest del parco: è qui che si trova uno dei miei ritrovamenti preferiti. Si tratta del tempio incompiuto di Giove Olimpo, di cui ahimè non rimane molto, un po’ a causa dei terremoti che hanno colpito la zona e un po’ perché, sin dal Medioevo, l’area venne utilizzata come cava e quindi smantellata poco alla volta. Tuttavia, immaginare i fasti del passato non è difficile: quello dedicato a Zeus poteva diventare uno dei più grandi templi dorici dell’antichità!

La sua caratteristica distintiva era la presenza dei Telamoni, giganti di pietra che, proprio come Atlante che portava sulle spalle il peso della volta celeste, erano destinati a reggere il tetto dell’edificio. Alte oltre 7 metri, a loro volta issate su basi di 11, queste mastodontiche figure erano formate da immensi blocchi di calcarenite che oggi vediamo riassemblati nel museo archeologico di Agrigento. Qui nella Valle dei Templi abbiamo però modo di osservare da vicino una riproduzione, una vera e propria creatura di pietra che, adagiata in terra, sembra avere finalmente trovato riposo dopo secoli di affanno. Immersa tra gli agavi, l’erba a farle da cuscino e la città di Agrigento da sfondo, mi è sembrata bellissima.

Continuando nel nostro percorso, arriviamo nei pressi di un tempietto che, a confronto con gli altri, può apparire più scarno e meno imponente. Invece, il Tempio dei Dioscuri è uno dei simboli più amati e riconoscibili di Agrigento. Una nota curiosa: la gente del luogo è solita chiamarlo “le tre colonne” anche se… ne possiede quattro! Questo perché, dalla città, ne sono effettivamente visibili solo tre, dato che la quarta rimane nascosta da quella ad essa antistante.

Sebbene sia convenzionalmente intitolato a Castore e Polluce, figli di Zeus e di Leda, tramutata in cigno, c’è da credere che, molto probabilmente, questo tempio fosse stato eretto in omaggio a Demetra, Persefone e a suo figlio Dionisio. Sorge infatti proprio al centro di un’area ben più ampia, un santuario dedicato appunto alle divinità Ctonie (ossia, sotterranee). Nel vallone davanti al tempio vale la pena notare il Giardino della Kolymbethra, una bella oasi verde che, in estate, diventa la cornice perfetta di numerosi eventi.

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E nonostante l’estate scorsa sia stato indubbiamente piacevole avere la Valle dei Templi tutta per noi o quasi, è stato un peccato constatare come il parco, causa covid, fosse semi vuoto. Ma i turisti torneranno: la bellezza va condivisa.

Info pratiche

# Qual è il momento migliore per visitare la Valle dei Templi? Se hai intenzione di recarti al sito in piena estate, dovrai – molto banalmente – fare i conti con l’afa. Tenendo conto che dovrai dedicare alla visita almeno tre ore, potresti pensare di pianificare il tuo ingresso nel tardo pomeriggio o, addirittura, la notte! Tra luglio e agosto infatti, la Valle dei Templi è aperta anche dopo il tramonto: i templi illuminati dalla luce di stelle e faretti devono essere uno spettacolo davvero suggestivo.

# Devo comprare i biglietti in anticipo? Diversi siti consentono di prenotare l’ingresso al parco (questo quello ufficiale), cosa che suggerisco soprattutto nei mesi estivi quando le code possono essere piuttosto lunghe. Una volta sul posto, non esitare a prendere una guida: non c’è niente di meglio di qualcuno che racconti con passione la bellezza del luogo, per apprezzarlo ancora di più.

# La Via Sacra è lunga circa 2km e va percorsa necessariamente a piedi. Indossa dunque un paio di scarpe comode, porta con te acqua ed eventualmente berretto e crema solare.

# In Sicilia ci sono svariati siti archeologici greci: se ti è piaciuta la Valle dei Templi, potresti ad esempio pensare di fare tappa anche a Segesta (vicino a Trapani) o a Selinunte (nei pressi di Marsala). Io sono stata in quest’ultimo sito e porto un bellissimo ricordo del Tempio di Hera, struttura imponente che, poggiata su di una collina, domina tutto il panorama circostante e testimonia la grandezza passata della città. Da non perdere, anche i teatri greci di Taormina e Siracusa.

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2 Comments

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  1. says: Renata

    Grazie. Molte molte grazie. Sono agrigentina e tornare (più o meno) in questo modo, con le tue descrizioni e le tue foto mi ha fatto un immenso piacere.
    Grazie molte. Ti sono grata per questo post