Quel museo d’arte che è la metropolitana di Stoccolma

Fermata Solna Centrum, Stoccolma
Sembrano antri magici, grotte ancestrali, mondi paralleli. E invece sono le stazioni della Tunnelbana.

Sembrano antri magici, grotte ancestrali, mondi paralleli. E invece sono le stazioni della Tunnelbana, la metropolitana di Stoccolma. Che, per quanto mi riguarda, è la più bella del mondo. Il sottosuolo della città nasconde infatti arcobaleni, foreste di abeti, trichechi, statue classiche e, soprattutto, tanto tanto colore, forse per contrastare le lunghe notti dell’inverno svedese.

Quasi tutte le stazioni sono state realizzate da artisti o architetti che, su di un canovaccio di roccia viva, hanno scatenato il proprio estro, creando così un museo d’arte contemporanea a tutti gli effetti.

Lunga circa 110km, la Tunnelbana conta tre linee e numerosissime fermate in cui vale la pena scendere anche senza riemergere in superficie. Durante il mio weekend a Stoccolma sono rimasta sottoterra quasi tre ore: in questo post trovi le tappe più belle.

Stadion – Linea rossa
E’ forse la più fotografata della città, soprattutto in questo momento, che di pace abbiamo bisogno come l’aria. A dominare questa fermata – segno che niente è impossibile, nemmeno 25 metri sotto il livello del suolo – è un vivace arcobaleno che si staglia su un cielo di roccia celeste.

Tekniska Högskolan – Linea rossa
Prende il nome dall’Istituto Reale di Tecnologia sotto al quale si ferma e a cui si sono ispirati gli architetti che l’hanno ideata. Tutta nei toni dell’azzurro e del bianco ghiaccio, Tekniska Högskolan mette in primo piano la scienza; questo che vedi qui sotto, ad esempio, è uno dei poliedri regolari di Platone, i quali simboleggiano i cinque elementi che compongono l’universo: acqua, fuoco, aria, terra ed etere.

Nella stazione troverai inoltre la rappresentazione dei tre principi della dinamica di Newton, dell’eliocentrismo copernicano e degli studi di Leonardo sulle macchine volanti.

Kungsträdgården – Linea blu
Si trova in corrispondenza dei Kungsträdgården, “i Giardini del Re”, uno splendido parco cittadino che, se in estate si riempie di vegetazione, in inverno ospita una celebre pista ghiacciata su cui pattinare. Questa stazione vuole essere una sorta di ‘negativo’ di quanto la sovrasta: immaginala dunque come un giardino sotterraneo dove, contro pareti di pietra verdi e lucide come foglie, si stagliano statue e colonne romane (c’è addirittura una cascatella!). Basta però prendere un altro corridoio e lo scenario cambia: il soffitto esplode di colori, il pavimento si trasforma in una scacchiera e l’atmosfera diventa quella onirica di Alice. Purtroppo non ho foto da mostrarti perché quando ci sono stata la visuale era parzialmente ostruita a causa di alcuni lavori di manutenzione. Ti lascio però il link a qualche immagine.

T-Centralen – Linea blu /rossa /verde
E’ la fermata più importante della capitale, punto di snodo delle tre linee metropolitane e di transito di circa 170.000 persone ogni giorno. La tinta che la caratterizza è il blu cobalto, colore scelto non a caso in quanto esprime serenità, pace e sicurezza. Osserva le pareti della fermata: noterai scale, martelli, attrezzi, elmetti e soprattutto, le sagome degli operai al lavoro. T-Centralen, la stazione più trafficata, vuole infatti essere un tributo alle persone che negli anni passati e presenti hanno contribuito alla costruzione della rete suburbana.

metropolitana di stoccolma

Rådhuset – Linea blu
Scendendo le scale mobili che conducono ai treni di Rådhuset, si ha l’impressione di calarsi al centro della terra. Le pareti color della sabbia arsa dal sole rimandano a terre lontane – Marocco, Oman – ma i richiami alla tradizione industriale svedese sono più d’uno. Picconi, strumenti da lavoro e persino i ‘parm’, antichi utensili in legno un tempo utilizzati per misurare il fieno. Ci sono anche due stivali appesi al soffitto: se qualcuno ne conosce il significato me lo scriva nei commenti!

metropolitana di stoccolma

Tensta – Linea blu
Le pareti della fermata di Tensta, situata in una parte della città abitata prevalentemente da immigrati, sono piene di scritte in lingue diverse, realizzate con l’obiettivo di far sentire a casa coloro che, venuti da lontano, hanno scelto Stoccolma come loro residenza. La parola che ritorna più volte è ‘fratellanza’ ma, su di una parete, spicca questa frase: “Vi maste bygga en livsduglig vãrld åt oss som lever nu och fõr kommande generationer” che Google traduce pressappoco così: “Dobbiamo costruire un mondo sostenibile per noi che lo abitiamo ora e per le generazioni future”. Questa stazione è inoltre ricca di graffiti e disegni che rimandano al Paleolitico: mammut, trichechi e pennuti neri dal lungo becco arancione ti fissano infatti da ogni dove.

Solna Centrum – Linea blu
Pare la bocca incandescente di un cratere (foto di copertina), ma in realtà il rosso di Solna Centrum è un omaggio ai tramonti svedesi. L’altro colore dominante di questa fermata è il verde, quello brillante delle foreste lapponi. Il sole che scende, la natura… un idillio? Niente affatto, dato che a ben guardare il fitto dei boschi è tagliato da camion e altre macchine da lavoro. A differenza delle altre stazioni, Solna Centrum ha infatti uno scopo ben preciso, quello di portare in scena uno dei dibattiti politici più sentiti di Svezia sin dagli anni ’70: il disboscamento e il progressivo abbandono delle aree rurali.

Hallonbergen – Linea blu
Il nome è già tutto un programma: significa montagne di lampone. Forse glielo ha dato un bambino o forse no, ma quel che è certo è che tutta la stazione ruota intorno al tema dell’infanzia. Sulle pareti, bianche come pagine di un enorme quaderno, trovano spazio i tratti spensierati dei più piccoli, che con fare incerto ma fantasioso riproducono animali fantastici, cuori, famigliole stilizzate, alberi di Natale, congegni improbabili, casette dal tetto a punta e tanti sorrisi.

metropolitana di stoccolma

Queste sono le stazioni che mi sono piaciute di più, ma te ne segnalo ancora altre tra quelle che ho visto: Solna Strand (linea blu), con cubi di cielo che spuntano dal soffitto e dal pavimento; Rissne (blu), le cui pareti sono colorate da frasi dedicate alle nazioni di tutto il mondo; Hötorget (verde), con le luci al neon sul soffitto che sono piaciute così tanto a Madonna da farle comparire in un suo video (questo); Fridhemsplan (blu/verde), dedicata al mondo della nautica e decorata con bussole, ancore e timoni incastonati nella roccia e, infine, Thorildsplan (verde), un must per gli appassionati dei videogiochi anni ’90 come Super Mario e Pac Man.

Infine, una piccola nota: oltre alla stazione in sé, quando scendi sulla banchina, guardati intorno. Le metropolitane offrono degli spaccati di vita fantastici che, spesso, raccontano molto di un Paese: seduto accanto a me c’è un ragazzino con la mazza da hockey su ghiaccio, poco più giù una bimba con lo zainetto di Pippi Långstrump (Pippi Calzelunghe, nata dalla penna della svedese Astrid Lindgren). Il viaggio è appena cominciato!

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2 Comments

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  1. says: Lorenzo C.

    A me è capitato di passare ore nella metropolitana di Napoli… chissà quanto tempo starei in quella di Stoccolma

    1. says: Cris

      Ho visto solo alcune fermate a Napoli, lì non ce la facevo a stare troppo tempo sotto terra! Toledo top, forse la stazione più bella del mondo.