Tutti i colori della Provenza

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Grano e lavanda, altipiano di Valensole
Regione iconica del sud della Francia, la Provenza presenta al suo interno un'incredibile varietà di paesaggi: ecco i più belli

Regione iconica del sud della Francia, la Provenza presenta al suo interno un’incredibile varietà di paesaggi: spiagge lunghe e sabbiose, montagne aspre, querceti, vigneti, boschi di ulivi, campi di lavanda e persino zone acquitrinose dove svernano i fenicotteri. Ogni luogo un colore: ecco i miei preferiti.

Il verde delle Gorges du Verdon, Grand Canyon d’Europa
Come il Grand Canyon è stato scavato nei secoli dal Colorado, così queste gole hanno trovato il proprio artefice nel fiume Verdon. Lunghe 25 km e alte fino a 1500 mt, le Gorges du Verdon costituiscono uno scenario eccezionale e verdissimo, delimitato da due villaggi – Castellane e Moustiers-Sainte-Marie – uno più pittoresco dell’altro. Le strade che li uniscono, una nord e una a sud del crepaccio in cui scorre il fiume, sono tutte da godersele alla guida e regalano panorami a non finire: Couloir Samson, Point Sublime e il punto d’osservazione sul lago de Sainte-Croix sono solo alcuni dei più scenografici.

Se hai ulteriore tempo a disposizione, non perdere la Route des Crêtes, la via delle creste, un circuito ad anello di circa 20 km che si dirama dalla D952 e che ti mostra il fiume Verdon in tutta la sua lunghezza. Il belvedere Carelle e il Dent d’Aire, affacciati su precipizi da brividi, sono senza dubbio le postazioni più spettacolari, ma non limitarti a guardare in giù! Data l’altitudine considerevole e l’aria purissima, potrebbe capitarti, come è successo a noi, di vedere volteggiare in cielo coppie di avvoltoi che planano sfruttando le correnti ascensionali della zona.

Piccola nota sportiva: le gorges sono un vero e proprio parco giochi per gli amanti delle discipline più estreme. Sulle sue pareti praticamente verticali sono state aperte oltre 800 vie di arrampicata su roccia e, nella zona di Artuby, si trova il trampolino di bungee jumping più alto d’Europa (circa 180mt). Numerosissimi sono poi i trekking disponibili e, sulle acque del Verdon, è addirittura possibile lanciarsi in un rafting spericolato.

Il viola del plateau di Valensole
Una strada assolata, il frinire delle cicale e le dolci curve delle colline: a fine giugno, a questo paesaggio già di per sè idilliaco si aggiunge un insolito mare viola, quello della lavanda in fiore. Lasciati travolgere dalle corse dei filari che si inseguono sui pendii – uno strano effetto ottico le rende vive, dinamiche come onde – e cerca lo scorcio perfetto. Può essere un albero solitario all’orizzonte che, come un faro, veglia su di un oceano fiorito. Oppure un casolare abbandonato, austero totem di pietra reso più dolce dai toni rosati del tramonto. O ancora, un forte contrasto cromatico, come quello di un campo di lavanda accanto a una distesa bionda, di girasoli o spighe di grano. 

Una curiosità: Non tutti sanno che solo il 10% dei campi della Provenza è coltivato a lavanda vera e propria (lavandula angustifolia). Sulla stragrande maggioranza dei terreni sboccia infatti un ibrido, il lavandin (in italiano ‘lavandino’), nato dall’incrocio tra lavanda angustifolia e lavanda latifolia. Il suo profumo è molto più intenso di quello della vraie lavande e il suo fiore, che si presenta come una spiga di un bel violetto acceso, cresce a formare le caratteristiche bulles, quei cespugli grandi e tondeggianti che hanno reso la Provenza celebre in tutto il mondo.

Le terre ocra di Roussillon
Costruito nei pressi di un enorme giacimento d’ocra, il paesino di Roussillon deve il suo nome alle tonalità calde che caratterizzano l’angolo di Provenza in cui sorge. Siamo nel cuore del Parco Naturale del Luberon, ma colori e morfologia rimandano alle atmosfere americane dei grandi parchi: quelle rocce affusolate e altissime, che il Bryce Canyon definisce hoodoo, ‘camini delle fate’, la Francia le chiama invece géants, giganti.

Utilizzata sin dalla preistoria come colorante naturale, l’ocra è stata per secoli il grande business della zona: a inizio ‘900, si estraevano oltre 40k tonnellate di pigmento l’anno. Fu solo con la comparsa dei coloranti sintetici che questo ritmo cominciò a scemare, arrivando poi a esaurirsi del tutto.  Oggi abbandonate, le vecchie cave sono divenute un’attrazione turistica, un mondo tutto da esplorare a partire da due semplici sentieri, uno da 30 e uno da 50 minuti. Camminando nella vegetazione, potrai osservare da vicino le bizzarre formazioni della roccia e tutte le sue sfumature, che virano dal giallo al viola: gli esperti hanno stabilito che l’ocra riesce ad assumere ben 18 tonalità diverse!

Non ne hai abbastanza? A circa 30 minuti d’auto da Roussillon, nei pressi del villaggio di Rustrel, si trova un altro scenario dalle caratteristiche molto simili denominato, non a caso, “Colorado Provenzale”.

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L’azzurro tra i calanchi, lingue di pietra a picco sul Mediterraneo
Conformazione tipica della costa meridionale francese, i calanchi sono canyon antichissimi che, sommersi dal mare milioni di anni fa, oggi si presentano come insenature cristalline, delimitate da lingue di roccia di svariati metri d’altezza. Ogni calanco ha la sua caletta, spesso raggiungibile solo a piedi o via mare. In Costa Azzurra trovi le imponenti falesie rosse del massiccio dell’Estérel: puoi ammirarle con un’escursione in barca oppure percorrendo in auto la Corniche d’Or, i 30km di strada costiera che uniscono Cannes a Saint Raphael.

Poco più in là, nel tratto Marsiglia-Le Ciotat-Cassis, trovi invece il Parco Nazionale a loro dedicato. Noto per i paesaggi incontaminati e un’impressionante biodiversità, il Parc National des Calanques copre un’area marittima di quasi 45.000 ettari ed è pieno di sentieri escursionistici. Arrampicandoti sulle rocce, godrai di viste favolose sull’azzurro e, una volta arrivato al punto più alto, se lo desideri puoi iniziare la discesa per concederti un meritatissimo tuffo in mare. La caletta che vedi qui sotto è una delle più spettacolari: si tratta della Calanque d’En Vau, bellissima ma piuttosto difficile da raggiungere. Preparati a un percorso di 10km sotto il sole, lungo una pietraia aguzza e scivolosa: un trekking non adatto a tutti, ma che di sicuro ti ricompenserà con panorami speciali.

Il mondo rosa delle saline, Camargue
Quello a cui danno vita le saline è un paesaggio da cartoon: fiumi rosa, torrenti albicocca, laghetti tinta confetto, altri color glicine. In lontananza, montagne bianche e luccicanti – di zucchero, ti verrebbe da dire in questo contesto – ma, naturalmente, si tratta di cumuli di sale. Pilastro dell’economia locale, la produzione del sale è un’attività antichissima ed è in Camargue che si trovano le saline più grandi d’Europa. Puoi visitarne due: le Salins du Midi, vicino al borgo di Aigues Mortes, a pagamento, e quelle di Giraud, situate all’estremo sud del Parco Naturale Regionale e accessibili gratuitamente. Osserva le loro sfumature dall’imperdibile belvedere della zona e, se lo desideri, passeggia al loro interno, seguendo apposite passerelle in legno.

Il top: vedere uno stormo di fenicotteri – rosa naturalmente – che le attraversa in volo.

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