Gozo e Comino: il lato selvaggio dell’arcipelago maltese

Gozo Comino cosa vedere
Tal' Mixta Cave, Isola di Gozo
Rurali e incontaminate, Gozo e Comino custodiscono alcuni dei luoghi più belli dell'arcipelago. Forse, del Mediterraneo.

Grande poco più di un terzo rispetto a Malta, Gozo è la seconda isola dell’arcipelago ma anche la più rurale e selvaggia. Comino, ancor più piccola (3.5 km²), conta attualmente appena tre residenti. Ciononostante, valgono una visita anche durante soggiorno di breve durata. Se riesci a ritagliarti appena 24 ore, puoi pensare di appoggiarti a un tour organizzato – in jeep o in quad – che selezionerà per te alcune tra le tappe che ti presento qui sotto; altrimenti, con due giorni a disposizione, puoi esplorarle in completa autonomia, salpando da La Valletta o da Ċirkewwa, cittadina portuale sull’estremità settentrionale di Malta, e avendo cura di affittare un mezzo di trasporto una volta sbarcato a Gozo.

Ecco le tappe che mi sono piaciute di più.

Tal’ Mixta Cave e Ramla Bay
Si tratta di una splendida caverna scavata su di una collina nei pressi del villaggio di Nadur. La roccia apre il suo occhio di pietra su quella che viene considerata una delle baie più belle di Gozo, Ramla Bay, dalla caratteristica sabbia rossa. Puoi raggiungere la grotta di Tal’Mixta sia da dalla spiaggia, affrontando un percorso in salita, sia in auto; dopo aver parcheggiato sarà sufficiente camminare per un breve tratto sino ad una stretta apertura che, scesi alcuni scalini, si aprirà sulla meraviglia che vedi nella foto di copertina. All’altra estremità di Ramla Bay si apre una seconda grotta (purtroppo non agibile al momento della mia visita) che, seppur meno entusiasmante da un punto di vista paesaggistico, viene però ricordata per i suoi (presunti) trascorsi: pare infatti che L-ghar ta’ Calisso sia l’antro in cui la ninfa Calipso tenne prigioniero Ulisse per ben sette anni! Le isole che formano l’arcipelago maltese, sono infatti note anche come Isole Calipsee.

Wied il-Għasri
Mi sono innamorata subito di questo posto che da un lato mi ha ricordato i wadi omaniti e dall’altro i calanchi della Costa Azzurra. Wied il-Għasri, la Valle di Għasri, è uno dei piccoli, preziosi segreti di Gozo: una lunga gradinata – il colpo d’occhio è fantastico e ti fa pregustare un meritatissimo bagno – termina in una spiaggetta di ciottoli che lentamente digrada in mare. Da qui si apre una lunga insenatura di un’acqua smeraldina e limpidissima, dove si nuota (o si fa SUP) protetti da basse scogliere.

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La Basilica di Ta’Pinu
Questa enorme chiesa sorge letteralmente in mezzo al nulla; ciononostante, è una delle principali mete di pellegrinaggio – turistico, ma soprattutto religioso – di Gozo. Questa posizione così suggestiva, isolata, con il mare e le colline sullo sfondo, non è però frutto del caso. A fine ‘800, la Basilica di Ta’Pinu era poco più che un’edicola, ma fu qui che la Vergine scelse di manifestarsi a una contadina del vicino villaggio di Gharb. Da allora, la fama della piccola cappella crebbe, così come il numero di devoti alla Madonna. Quando l’epidemia di colera del 1887 lasciò indenne l’isola di Gozo, il culto divenne ancor più sentito e, per rendere grazie alla Vergine, cominciarono i lavori all’immensa costruzione che oggi vediamo terminata. Le manifestazioni di fede sono ancora vivissime e, all’interno della basilica, c’è un’ampia collezione di ex-voto.

Dwejra e l’Inland Sea
Sino al 2017, la zona di Dwejra era la più famosa dell’isola. Perché una data così precisa? Perché fu nel 2017 che venne meno la sua principale attrazione: l’arco noto come Blue Window, una finestra di pietra aperta sul Mediterraneo, rovinò infatti in mare dopo secoli di erosione. Seppur privata del suo gioiello, Dwejra vale però – assolutamente – ancora una visita! Sali dunque su di un barchino e trascorri una mezz’ora in mare ad esplorarla: vedrai falesie altissime, grotte, e il bellissimo Inland Sea, una sorta di laguna collegata al mare da un tunnel di roccia di 80 metri. Se la cosa ti può ti può interessare, questo è anche uno dei migliori siti dell’isola per fare immersione!

Il tempio di Ġgantija
Sorge nei pressi del paese di Xagħra ed è un costruzione megalitica risalente a circa 5000 anni fa. Il suo nome significa ‘grotta del gigante’ e il perché è presto detto: solo una stirpe di uomini fuori misura avrebbe potuto maneggiare massi tanto grandi e pesanti. Secondo la leggenda, il tempio venne infatti eretto in un giorno e una notte dalla gigantessa Sunsuna che, mentre lavorava, non smise mai di nutrire il figlio al seno. Come sia stato possibile assembrare e innalzare blocchi tanto grandi è ancora un punto di domanda, per cui… non ci resta che prendere per buona questa ipotesi! 😉 Se vuoi saperne di più sul Neolitico maltese (a cui mi sono veramente appassionata), ti rimando a questo post.

Le scogliere di Ta’ Ċenċ
Le scogliere di Ta’ Ċenċ, conosciute anche come scogliere di Sanap dal nome del villaggio vicino, sono un’impressionante muraglia di falesia bianca che si innalza per circa 120 metri sul livello del mare. Un lungo ed agibile camminamento le costeggia permettendoti di ammirare il Mediterraneo in tutte le sue sfumature: è uno dei luoghi che più mi sono piaciuti a Gozo ed è stato un vero peccato non essermi potuta fermare fino al tramonto. Ideali anche per il birdwatching, le scogliere di Ta’ Ċenċ ospitano anche popolose colonie di uccelli marini.

Victoria e la Cittadella
Come Malta, anche Gozo ha la sua Rabat. E’ così gli isolani chiamano la propria capitale, altrimenti nota come Victoria, nome che le è stato attribuito durante la dominazione inglese, in omaggio alla regina. Inconfondibile,  il profilo di Victoria è dominato dalla Cittadella, un’imponente struttura fortificata che si presenta come una vera e propria città dentro la città. Dai suoi bastioni difensivi, un tempo si sorvegliava – e oggi semplicemente si ammira – quasi tutta Gozo. Poco distante dalle mura, troverai it-Tokk, ossia Piazza Indipendenza, fulcro della vita sociale, da cui si diramano le tante strade e stradine assolate che animano Victoria.

Un caffè al bar del paese
Dopo la capitale, cambia ora dimensione e fermati in un paesino, quello che vuoi tu. Scegli un villaggio dell’entroterra oppure uno lungo la costa: troverai sempre una sorpresa, una phone booth britannica su uno sfondo di case diroccate, o una piccola baia azzurra in cui dondola un peschereccio. Siediti al tavolino di un bar e ordina un autentico caffè maltese. Servito in tazza piccola, il caffè tradizionale è eccezionalmente aromatico grazie alla presenza di chiodi di garofano e acqua di rose e, proprio come quello Vietnamita (che ho adorato!), ricorda più il gusto del cioccolato che non propriamente quello del caffè. Infilatami in un negozio, ne ho comprato un bel pacchetto, sotto lo sguardo – piuttosto schifato – di una piccola comitiva italiana. Non tutti abbiamo gli stessi gusti, che ti devo dire!

Se sei in vena di souvenir culinari, ecco qualche altro suggerimento: 1) una bottiglietta di Bajtra o di Leila, due liquori tipici dell’arcipelago, conosciuti sin dai tempi dei primi Cavalieri di Malta. Rosato, il primo è a base di fichi d’india, mentre il secondo, più scuro e sciropposo, è preparato con le carrube; 2) una stecca di qubbajt. E’ presente in due versioni: quella più croccante, fatta di mandorle e miele è affine alla cubaita siciliana, mentre quella più morbida ricorda in tutto e per tutto il nostro torrone per via della presenza dell’albume; 3) il sale! Può sembrare uno strano souvenir ma, dato che è un oggetto di uso quotidiano, perchè no? Qui a Gozo, in particolare nei pressi del villaggio di Marsalforn, ci sono alcune delle saline più antiche del Mediterraneo: se ne hai l’occasione, puoi fermarti a visitarle e portarti a casa un bel sacchetto di iuta graziosamente confezionato.

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La Blue Lagoon di Comino
Per finire, una tappa dedicata a Comino. Come già detto all’inizio di questo post, Comino è un isolotto minuscolo, situato nel canale che separa Malta da Gozo. Arida e praticamente disabitata, è oggi una riserva ornitologica, tappa sulle rotte migratorie tra Africa ed Europa. A renderla ambita destinazione turistica è il mare: le acque turchesi e la finissima sabbia bianca della Blue Lagoon portano il visitatore lontano dal Mediterraneo, regalandogli suggestioni da Bahamas, da Maldive. Bella, bellissima, la Blue Lagoon ha però un grande, immaginabile difetto: in estate diventa un carnaio. Presa d’assalto da centinaia e centinaia di turisti che si stipano in spiaggia o si muovono in massa su enormi barconi dotati di scivoli, trampolini e musica a tutto volume, è – per me – ben lungi dall’essere quell’attrazione che sicuramente rappresenta in altre stagioni.

Per apprezzarne la bellezza, meglio optare per il mattino (prestissimo) o per il tramonto, anche se la bassa stagione, quando l’afflusso turistico diminuisce considerevolmente, resta l’opzione migliore. Se non hai la possibilità (o la voglia) di fare un bagno, non rinunciare però a vedere i suoi colori, anche a distanza: sali ad esempio al belvedere di Qala, a Gozo, oppure, in aereo, fatti assegnare un posto finestrino per una visuale così:

Gozo Comino cosa vedere

L’immagine qui sopra è l’ultima che ho scattato a questo piccolo, straordinario arcipelago.

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