Hanami in Giappone: da Tokyo a Osaka

tour hanami giappone
Alla scoperta del Sol Levante, su una scia di petali rosa

C’è un’onomatopea giapponese, waku waku, che indica il rumore che fa il cuore quando è felice. Questo cuore fortunato non batte con la solita cadenza. Si agita, crepita, si espande e si contrae in funzione di tutta quella gioia che non riesce a contenere. Il mio cuore ha cominciato a fare waku waku da quella sera di novembre quando, nella mia casella email, è arrivata la conferma di un volo. Abu Dhabi – Tokyo.

– ITINERARIO GIAPPONE –

(2 settimane)

GIORNO 1: Arrivo a Tokyo
Quando si viaggia a est del mondo, la regola d’oro è una sola: il primo giorno bisogna cercare di rimanere svegli il più a lungo possibile! Per contrastare il jet-lag non c’è luogo migliore di Shinjuku, quartiere della vita notturna per eccellenza. Luci al neon, insegne urlate, sale da pachinko psichedeliche, la testa di Godzilla che sbuca tra i grattacieli, i ristorantini di Golden Gai… Ti sfido a non tirar tardi!

Dato che siamo qui per l’hanami, ho inserito ogni giorno uno o più sakura spot: quello di oggi è il Shinjuku-Gyoen, un parco dove fioriscono circa 1300 ciliegi.

GIORNO 2: Tokyo
La nostra mattina comincia al Meiji Jingu: antico tempio shintoista al cui ingresso troverai un enorme torii in legno e decine di botti votive di sakè. Dopo la visita scendiamo su Takeshita Dori, una via dove tutto è colorato, divertente, delizioso: in una parola… kawaiiiiii! Acquisiti improbabili, zucchero filato variopinto e giovani vestiti secondo le più strambe mode del momento: è immediatamente divenuta una delle mie zone preferite di Tokyo. Ci spostiamo ora a Shibuya, dove mi commuovo un bel po’ attraversando l’incrocio più frequentato del mondo, il Shibuya Scramble. Continuiamo il nostro shopping pazzo nei giganteschi store del quartiere, salutiamo la statua di Hachiko, cagnolino dalla storia struggente, e concludiamo la serata con un giro di in izakaya per una cena a base di yakitori .

Sakura spot: Yoyogi Park (di giorno) e Sakurazaka (di notte: non meravigliosa, di più!)

GIORNO 3: Tokyo
Akihabara è il quartiere degli otaku, gli appassionati (o meglio, gli estremamente appassionati) di manga e anime. Tra i grattacieli coloratissimi di Chuo Dori si innalzano store dedicati a ogni genere di gadget, ma anche negozi di videogames, elettronica e maid cafè. Ginza non è lontana: è il distretto del lusso e dei ristoranti di livello; ci fermiamo qui per una cena shabu shabu.

Sakura spot: Ne vediamo due. Il primo è Chidorigafuchi (quartiere Chiyoda), dove i sakura si inchinano su di un pittoresco corso d’acqua; il secondo sono i giardini di Rikugien, dove troneggia un unico, stupendo ciliegio piangente.

GIORNO 4: Tokyo – Nikko
Dopo aver acquistato un bento in stazione, saliamo a bordo del nostro primo shinkansen diretti a Nikko. Questa cittadina di montagna a nord di Tokyo è nota per le sue onsen (bagni termali) e, soprattutto, per la Sennai, area sacra patrimonio Unesco. Tra altissimi boschi di cedri si ergono infatti alcuni tra i templi più ricchi ed elaborati del Giappone, nonchè il luogo di sepoltura di Tokugawa Ieyasu, il primo shogun del periodo Edo. Pernottiamo in ryokan con cena kaiseki.

GIORNO 5: Nikko – Tokyo
Rientriamo a Tokyo a metà pomeriggio. Shinjuku è troppo grande e troppo bella per non passarci un’altra serata e così eccoci di nuovo qui, stavolta in coda da Nagi, da molti considerato uno dei migliori ristoranti di ramen della capitale. Scesa la notte, saliamo al 45esimo piano del Metropolitan Government Building per guardare la città dall’alto.

GIORNO 6: Tokyo
Asakusa è il quartiere più antico di Tokyo: non troverai grattacieli ma basse casette in legno. E’ qui che sorge uno dei templi più celebri del Giappone, il Senso-ji, dedicato a Kannon, dea della misericordia. Visitiamo il complesso e ci spostiamo poi a Kappabashi Dori, via bizzarra in cui si vendono ogni genere di attrezzi e suppellettili dedicati alla cucina.

Sakura Spot: Sumida Park, vicinissimo al Senso-Ji, conta centinaia di sakura e regala vedute indimenticabili dell’iconica Tokyo Skytree, una delle torri più alte del mondo. Non troppo distante, c’è il quartiere residenziale di Yanaka, dove sostiamo in una location particolare, un cimitero. Niente di tetro, però: in tutto e per tutto simile a un parco, è uno dei luoghi più noti e amati della città per fare hanami. Verso sera ci spostiamo al parco di Ueno: le bancarelle di street food sono già al lavoro e molte persone hanno già preso posto sotto ai ciliegi per consumare i loro pic-nic. I sakura si illuminano e, niente, è tutto stupendo.

GIORNO 7: Tokyo
Cominciamo con una colazione a base di sushi (ma anche ostriche, spiedini di polpa di granchio e ricci di mare) al vecchio Mercato del Pesce (Tsukiji). Dopodichè, in monorotaia, ci spostiamo a Odaiba, l’isoletta artificiale della capitale, da cui non solo si gode di un ottimo panorama sullo skyline di Tokyo, ma si trovano anche un sacco di costruzioni… particolari: c’è una copia della Statua della Libertà, una del London Bridge e persino un Gundam alto 20 metri! Salutiamo infine la capitale dall’alto della Mori Tower di Roppongi, luogo perfetto per vedere la Tokyo Tower (una sorta di Tour Eiffel color Golden Gate).

Sakura spot: Nakameguro, un canale costeggiato da circa 800 ciliegi.

GIORNO 8: Tokyo – Kyoto
Partiamo in direzione Kyoto al mattino, in modo da raggiungere la città entro ora di pranzo. Ci rifocilliamo al coloratissimo mercato di Nishiki, ricco di ogni genere di street food, dall’anguilla arrosto al manzo di Kobe, al polpo ripieno.

Sakura spot: Ci sistemiamo in ryokan e, la sera, visitiamo l’antico castello di Nijo, i cui giardini fioriti sono illuminati ad arte.

GIORNO 9: Kyoto
Sveglia presto per raggiungere il Fushimi Inari Taisha, importante santuario scintoista noto per la sua fuga di oltre 5000 torii e le sue volpi di pietra. Un’arrampicata di circa 4km ci porta in cima al monte Inari, intitolato all’omonima divinità. Nel pomeriggio, visitiamo il quartiere di Gion, simbolo della vecchia Kyoto: percorriamo Hanamikoji street e le affollatissime Sannen-zaka e Ninnen-zaka, mai stanchi della meravigliosa veduta sulla pagoda di Yasaka. Ci spingiamo poi al Kyomizudera, tempio patrimonio Unesco tra i più caratteristici della città.

Sakura spot: di giorno, il parco Maruyama con il suo famoso ciliegio piangente (shidarezakura); di notte, le vie adiacenti al fiume Shirakawa, costeggiato da decine e decine di ciliegi illuminati.

GIORNO 10: Kyoto – Nara – Kyoto
Raggiungiamo in treno la città di Nara, antica capitale del Giappone. E’ qui che si trova il Todai-ji, dove siede un Buddha di bronzo alto ben 15 metri. Rientrati a Kyoto, trascorriamo la serata tra Gion e Pontocho, nelle loro vie buie e struggenti: vediamo alcune geisha entrare in una casa da the.

Sakura spot: il Nara Koen è un parco gigantesco e bellissimo. I ciliegi passano però in secondo piano: a rubare loro la scena sono gli oltre 1000 cervi in libertà, sempre in attesa di uno shika senbei, uno speciale biscotto che i visitatori possono acquistare e poi donare ai cerbiatti.

GIORNO 11: Kyoto
Oggi ci spostiamo ad Arashiyama, una cittadina a ovest di Kyoto incastonata fra le montagne. Passeggiamo tra boschi di bambù e giardini zen e visitiamo numerosi templi buddisti: il Tenryu-ji, il Gio-ji, l’Adashino Nenbutsu-ji e, infine, l’Otagi Nenbutsu-ji, con le sue 1.200 statue ricoperte di muschio.

Sakura spot: i ciliegi sono ovunque, nei giardini dei templi e all’orizzonte, dove si allargano in macchie bianche e rosa tra il verde delle montagne.

GIORNO 12: Kyoto
Di buon mattino, prendiamo parte a una sessione di meditazione zen nel tempio buddista di Myoshin-ji. Dopo un the matcha gentilmente offerto dai monaci, raggiungiamo il santuario di Ryoan-ji, che accoglie uno dei più noti giardini zen di Kyoto, tutto ghiaia e pietre. Proseguiamo poi per il Kinkaku-ji, il padiglione d’oro, e il Ginkaku-ji, il padiglione d’argento. Da qui, imbocchiamo la via dell’hanami per eccellenza:

Sakura spot: il sentiero della filosofia (Tetsugaku no michi) è un percorso di circa 2km che si snoda lungo il canale Biwa e che, idealmente, unisce il Padiglione d’Argento al tempio di Nanzen-ji. Si cammina letteralmente in un tunnel di fiori: l’effetto è incredibile! Poco distante da Nanzen-ji, un altro luogo molto popolare: la Keage Incline, un parco che si allunga lungo vecchi binari abbandonati, interamente fiancheggiato da ciliegi in fiore.

GIORNO 13: Kyoto – Hiroshima – Miyajima
Trasferimento a Hiroshima al mattino presto: una pioggia scrosciante limiterà molto la nostra visita, ma riusciamo comunque a vedere per bene il complesso del Peace Memorial Park, sorto sull’area che, nel 1945, fu bersaglio della bomba atomica. Sfuggiamo all’acquazzone rifugiandoci in un ristorantino di okonomiyaki, delizioso piatto locale. Verso sera, prendiamo il traghetto per Miyajima (o Itsukushima), dove trascorreremo la notte. Dopo cena, il cielo senza più pioggia ci consente di uscire per una passeggiata. Raggiungiamo la spiaggia e, grazie alla bassa marea, ci spingiamo quasi fino alla base del torii rosso simbolo dell’isola.

GIORNO 14: Miyajima – Osaka
Il sole splende: le condizioni per visitare Miyajima sono perfette! Cominciamo dal santuario principale, l’Itsukushima-jinja, eretto proprio di fronte al grande torii che abbiamo visto ieri notte; con l’alta marea, è tornato a galleggiare sulle acque. Saliamo poi alla Gojunoto pagoda, impressionante costruzione a cinque piani circondata dai ciliegi e proseguiamo con la visita al tempio di Daigan-ji e poi di Daisho-in. Quest’ultimo si è rivelato una vera sorpresa, un luogo incredibile popolato dalle icone più diverse – dai Jizo ai Buddha – e impreziosito da una grotta illuminata da centinaia di lanterne.

Nel tardo pomeriggio ci trasferiamo a Osaka: concludiamo la serata a Dotonbori, quartiere della nightlife, sviluppatosi intorno all’omonimo canale e caratterizzato da insegne al neon enormi e stravaganti.

GIORNO 15: Osaka – Rientro in notturna
Osaka, terza città del Giappone, è conosciuta come Tenka no Daidokoro ossia, la cucina della nazione. Purtroppo non abbiamo molto tempo da dedicarle, ma riusciamo comunque a fare un salto al Kuromon Ichiba, il mercato coperto tempio dello street food, e poi a Shinsekai, bizzarro quartiere anni ’50, noto per i ristoranti di fugu (il pesce palla). Letale se mal sezionato, purtroppo non avuto modo di assaggiarlo!

Sakura spot: Il castello di Osaka, splendido maniero cinquecentesco decorato con foglie d’oro, è l’ultima tappa del nostro viaggio. A circondarlo, un fossato medievale e poetici giardini in cui fioriscono oltre 4000 ciliegi.

In serata, uno shinkansen di Hello Kitty ci conduce in aeroporto.
Mancherai da morire, Giappone mio ❤️

Distanza percorsa in treno: circa 1500km 

Best memories: Le immense strisce pedonali di Tokyo. I dolcini agli azuki e i mochi con le fragole. Le musichine ovunque. L’origami a forma di volpe del Fushimi Inari. I ciliegi illuminati di Shibuya. I cervi che fanno l’inchino. Wave to flush the toilet. Gli omamori e i jizo. La notte nella foresta di bambù. Le geishe di Kyoto, tutte in una sera. Il primo sushi e l’ultimo ramen (con i sararīman). Lo yukata nel ryokan di Nikko e la signora burbera in quello di Arashiyama. Il Fuji dal finestrino e sulle calze. Tutte le volte a Rikugien. Il tizio delle poste e il cameriere del Finlandia bar. Il melonpan dei Combini, takoyaki con la lava dentro e gli okonomiyaki. Le sette divinità della fortuna. Camminare in bassa marea, verso il torii di Miyajima. I cani e i gatti tra i sakura.

Fuso orario: GMT+9

Quando andare: Questo viaggio è stato costruito intorno alla fioritura dei ciliegi. L‘onda rosa dei sakura investe il Giappone tra marzo e maggio, partendo da sud (zona Kyūshū) per terminare a nord (Hokkaido); più nello specifico, l’area che ho visitato è solita raggiungere la piena fioritura tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Trattandosi di un evento naturale, non è però possibile definire le date con precisione: tutto dipende dalla temperatura annuale, dalle piogge etc. Caratteristica intrinseca del fior di ciliegio è la sua fugacità; una volta sbocciato, dura infatti pochissimo (poco più di una settimana) e, per questo, a molti turisti capita di mancare l’evento per un soffio. Per evitare delusioni, tieni d’occhio le previsioni di fioritura, crea un itinerario flessibile e… incrocia le dita: del resto, esistono in Giappone diverse varietà di ciliegi (precoci o tardivi), per cui, tecnicamente, tra marzo e aprile non dovresti mai restare a bocca asciutta.

Il Giappone è comunque una meta per ogni stagione: in autunno, gli aceri esplodono in tutti i toni del rosso, regalando uno dei foliage più spettacolari del mondo (kōyō); in inverno la neve ammanta il paesaggio rendendo il Paese la meta ideale per sciate romantiche e caldi bagni in onsen (magari in compagnia dei macachi?!); mentre in estate potresti pensare di partecipare a uno dei tanti matsuri (festival) sparsi per la nazione o prendere il sole sulle spiagge bianche di Okinawa.

Moneta: Yen (JPY)

Metti in valigia:  Meno roba possibile (non sto scherzando)! Arrivata a Kyoto, ho dovuto comprarmi un trolley perchè, dopo lo shopping di Tokyo, i miei fedeli borsoni North Face avevano già qualche difficoltà a chiudersi. Ed eravamo solo a metà viaggio.

Ricorda che:
*Il modo più rapido ed efficiente per muoversi in Giappone è la rete di treni ad alta velocità (shinkansen). I turisti hanno la possibilità di acquistare, preventivamente al loro arrivo nel Paese, il Japan Rail Pass, un abbonamento della durata di 7, 14 o 21 giorni che consente loro di accedere non solo a tutti i treni rapidi (eccetto le categorie Nozomi e Mizuho), ma anche a diverse linee ferroviarie suburbane come la Yamanote a Tokyo o la Loop Line di Osaka.

Piccola nota a margine: prima di partire, di certo ti imbatterai in decine di articoli del tipo “come prendere i treni in Giappone/ Guida ai trasporti di Tokyo etc”. Ora, seriamente: non c’è niente di più semplice e intuitivo del sistema di trasporti nipponico. Se riesci a destreggiarti con i costanti ritardi e cambi di binario di Trenitalia, in Giappone non avrai il minimo problema; non fasciarti la testa con indicazioni preventive e totalmente superflue. Può invece essere utile scaricare app quali Tokyo Metro Subway Map e Navitime (quest’ultima in particolare, con tutti gli orari dei treni, l’ho trovata fondamentale). Tutto il resto, lo apprenderai senza problemi sul posto: impossibile cercare di orientarsi nella stazione di Shinjuku dal divano di casa.

* Oltre al JRP, un’altra cosa che puoi prenotare dall’Italia e ritirare poi sul posto è un pocket wifi, un router portatile al quale connettere uno o più dispositivi e che consente di essere sempre online senza limiti di dati. I piani di noleggio sono molto flessibili: sei tu a scegliere la durata del servizio.

*Per rendere il tuo viaggio il più comodo possibile, esiste in Giappone l’opportunità di spedire i bagagli al prossimo hotel tramite specifici corrieri (Takkyubin e Yamato). L’ho trovata un’opzione fantastica, una piccola spesa che vale assolutamente la pena sostenere: muoversi sugli affollati treni/metro giapponesi trascinandosi dietro le valigie è tedioso tanto per te quanto per gli altri viaggiatori.

*Strano a dirsi, ma il Giappone utilizza ancora moltissimo i contanti; assicurati dunque di partire con un buon quantitativo, anche per evitare di perdere tempo a cercare uffici di cambio (magari svantaggiosi) una volta sul posto.

*La lingua può talvolta rappresentare un ostacolo: oltre alla popolazione più adulta, anche diversi giovani hanno difficoltà a comunicare in inglese. Tuttavia, nelle grandi città, farsi capire non è mai stato un problema; credo invece lo possa diventare spingendosi in zone poco battute.

*I Giapponesi sono un popolo molto ligio alle norme e, di conseguenza, attento alle buone maniere. Alcune abitudini nipponiche non coincidono però con le nostre e potrebbero quindi sorprendere il turista: ad esempio, in pubblico, è maleducazione soffiarsi il naso, abbandonarsi alle effusioni, ridere sguaiatamente o parlare a voce troppo alta. È vietato fumare e mangiare per strada e le mance sono ritenute quasi offensive. Quando si entra in un ryokan (e talvolta anche in alcuni ristoranti) vanno tolte le scarpe; la puntualità è sacra e ritardi (ma anche anticipi) non sono apprezzati. Si fanno code praticamente per ogni cosa (anche code per fare la coda!) e saltarle è un sacrilegio. Onsen e ristoranti hanno poi etichette tutte loro, ma su di esse, in questa sede, non mi dilungo: prima di metterti in viaggio, può però essere utile approfondire anche questi aspetti.

*Per quanto riguarda i pernottamenti, non limitarti ai semplici hotel. Puoi optare per alloggi tradizionali come i ryokan, locande di lusso in cui si dorme sui tatami e che spesso offrono elaborati pasti kaiseki; oppure le machiya, casette in legno tipiche dell’area di Kyoto; o i minshuku, una sorta di B&B locale. O ancora, potresti pensare di dormire in un capsule hotel (da provare assolutamente, almeno per una notte!), in una gassho house di montagna o in uno shukubo, un monastero buddista.

*Allo stesso modo, anche la cucina locale è un territorio tutto da esplorare. Sushi e ramen acquisteranno per te un significato (e un sapore) tutto nuovo, e saranno affiancati da una miriade di altri piatti: lo shabu shabu, il teppaniaki, i tonkatsu, gli yakitori, il tempura, la già citata cucina kaiseki e il pressochè infinito mondo dello street food e dei dolci.

*Questo è stato il mio primo viaggio in Giappone e, di conseguenza, ho voluto dedicare quasi tutto il mio tempo a Tokyo e Kyoto (scelta di cui non mi pento: avrei passato due settimane nella sola Tokyo!). Se l’idea però non è nelle tue corde, ci sono -letteralmente- una marea di escursioni per cui optare (in giornata o con notte fuori) tenendo come base queste due città. Qualche esempio: se desideri vedere il monte Fuji da vicino e dedicarti alle onsen, puoi visitare l’area di Hakone o di Kawaguchiko; per fuggire le metropoli puoi rifugiarti nei villaggi delle ‘alpi giapponesi’ (Kanazawa, Shirakawa-Go e Takayama); o ancora, potresti pensare di visitare Himeji e Matsumoto, famosi per i loro castelli monumentali; Kamakura con il suo Buddha gigante, Kobe, Shizuoka, Nagoya, Ohara, Uji, Nagano, l’isoletta di Enoshima o il sacro Monte Koya.

Drive safe!

 

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