Around the world: le fioriture più belle

In volo sul Brasile
"La Terra ride nei fiori" – R. W. Emerson

Ti racconto questa cosa di me (di cui un po’ mi vergogno). Ho una fobia terribile. Quella per i fiori recisi, bouquet e simili. Nel senso che proprio non posso reggerne la vista, mi provoca un fastidio fisico. So che è una cosa bizzarra e non credo si tratti di una fobia universalmente ‘riconosciuta’ come, che so, l’agorafobia o la tricofobia. Fattostà che, dei fiori recisi, non riesco a cogliere la bellezza, perchè li vedo esclusivamente per quello che sono: qualcosa di già morto (e su questo siamo tutti d’accordo, giusto?). Di conseguenza, inorridisco quando mi vengono presentati come omaggio. Meglio un dolcino, un libro, un semplice biglietto, qualunque cosa ma non un mazzo di roba morta. Insomma, mentre scrivo ho già la pelle d’oca, per cui basta.

Questa intro solo per spiegare le facce disgustate che metto su le rarissime volte in cui mi viene regalato un bouquet e per dire che, ciononostante, non sono una che detesta i fiori a prescindere, no. Semplicemente amo vederli vivi, ancorati alla terra in distese profumate, gagliardi sotto il sole a formare macchie di colore. Alcune volte sono stati proprio loro il propulsore dei miei viaggi: qui di seguito, trovi alcune tra le fioriture più belle che ho avuto modo di apprezzare (senza torcere uno stelo, naturalmente!).

I tulipani in Olanda
Tra le tante immagini dei Paesi Bassi che plasmano il nostro immaginario collettivo, ce n’è una che sovrasta le altre: il patchwork variopinto che, ogni primavera, ricopre la nazione. La superficie olandese diventa un caleidoscopio frantumato nelle forme e nei colori, quadrati e rettangoli, giallo e arancio, viola e rosso. Sono i fiori a bulbo che sbocciano: tulipani soprattutto, ma non solo. Tra le tante, una delle regioni più celebri e accessibili per ammirare lo spettacolo è il Bollenstreek, l’area idealmente compresa tra Haarlem e L’Aia. Attorno alle cittadine di Katwijk, Warmond, Hillegom, Noordwijkerhout, Teylingen e Lisse troverai non solo campi di tulipani, ma anche distese di narcisi e giacinti. Per vivere al meglio questa esperienza, affitta un’auto o una bicicletta oppure – per una prospettiva decisamente diversa – sorvola la zona a bordo di un elicottero o di una mongolfiera.

Quando andare: tra fine marzo e i primi di maggio, con un picco a metà aprile.

I girasoli in Val d’Orcia
Fa bene al cuore, la Val D’Orcia. Anzi, un po’ tutta la campagna toscana, zona di crete, declivi morbidi, cipressi, olivi secolari e casali in pietra. Il paesaggio cambia colore con le stagioni e noi abbiamo scelto di vederlo in piena estate, biondo, assolato e.. punteggiato di girasoli. I campi li trovi un po’ ovunque ma, per andare sul sicuro, percorri il tratto della via Cassia tra Siena e San Quirico.

Nonostante i girasoli mettano allegria solo a guardarli, il mito legato alla loro nascita è in realtà piuttosto triste. Lo conosci? E’ la storia di un amore non corrisposto, quello della ninfa Clizia per il Dio Apollo. Perdutamente innamorata, la giovane trascorreva le sue giornate guardando il cielo in attesa del suo passaggio fino a che, impietositosi, il Dio decise di trasformarla in un fiore speciale che, appunto, fosse in grado di seguire i suoi spostamenti celesti.

Quando andare: i campi di girasoli cominciano a colorarsi in giugno, ma è a cavallo tra luglio e agosto che danno il meglio di sé.

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I sakura in Giappone
Pallidi e delicati, i sakura – i fiori di ciliegio – sono uno dei simboli del Giappone. Tanto belli quanto fragili, per il loro carattere effimero costituiscono la perfetta metafora dell’esistenza e, per questo, riescono a suscitare in chi li guarda sentimenti molto contraddittori: gioia, malinconia, ammirazione e smarrimento. Andare in terra nipponica durante il periodo della fioritura (hanami, letteralmente “contemplazione dei fiori”), è come fare un viaggio nel viaggio! Ti troverai catapultato in un mondo rosa, dove a colorarsi delle tinte più tenui non sono solo i parchi, ma anche le vetrine, i ninnoli, i cartelloni pubblicitari, gli ombrelli, il ripieno dei dolci… Non ti resta che fare come la gente del posto: stendi una coperta sotto un albero in fiore, tira fuori il tuo cestino da picnic e goditi la natura.

Quando andare: L’onda dei sakura investe il Giappone tra marzo e maggio, partendo da sud (nel Kyūshū) per terminare a nord (Hokkaido); l’area di Tokyo raggiunge solitamente la piena fioritura tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.

La lavanda in Provenza
Le dolci curve di una strada assolata, il frinire delle cicale, un artista in cerca di ispirazione, borghi minuscoli che diventano ancor più deliziosi nella sonnolenza del primo pomeriggio. Questa per me è la Provenza. All’elenco manca solo una cosa: il profumo della lavanda. O meglio, del lavandin! Infatti, non tutti sanno che solo il 10% dei campi della regione è coltivato a lavanda vera e propria (lavandula angustifolia). Sulla stragrande maggioranza dei terreni, sboccia infatti un ibrido, il lavandin (in italiano ‘lavandino’), nato dall’incrocio tra lavanda angustifolia e lavanda latifolia. È lui che, con il suo violetto acceso, cresce a formare le caratteristiche bulles, quei cespugli grandi e tondeggianti che hanno reso la Provenza celebre in tutto il mondo. Dunque, che nessuno osi definirlo un prodotto di serie B!

Quando andare: il periodo migliore è quello che va da metà giugno a metà luglio. Oltre alle condizioni climatiche dell’anno in corso (più o meno caldo, più o meno piovoso), a incidere sulla fioritura sono anche altitudine e latitudine: gli altopiani della Provenza sono diversi e molto estesi, il che significa ad esempio che quando la lavanda ha raggiunto il suo massimo splendore sul Plateau d’Albion, in zona Valensole potrebbe già essere stata recisa.

Le lenticchie di Castelluccio di Norcia
Castelluccio è una piccola frazione umbra poco distante da Norcia. Adagiata su di un promontorio dei Monti Sibillini, non è che una manciata di case. Tutto intorno, colline dolci e verdissime e, alle spalle un monte, il Vettore, che ai primi di giugno conserva ancora qualche traccia di neve. Ma è quel che si trova ai piedi del borgo a rapirti il cuore. I campi che lo circondano, coltivati con la preziosa lenticchia IGP, in estate si riempiono di fiori selvatici, trasformandosi nella più vivace delle tavolozze. Il rosso dei papaveri, il giallo della senape, il bianco delle margherite, il blu dei fiordalisi: uno spettacolo unico al mondo, da scoprire tutto a piedi percorrendo i sentieri in mezzo alla piana o arrampicandosi sui colli circostanti per godere di una vista a 360°.

Quando andare: Tanti sono concordi nel dire che il periodo migliore per vedere la fioritura sia tra fine giugno e inizio luglio. Tuttavia, trattandosi di un evento completamente naturale, queste non possono che essere date approssimative: quando la primavera è stata molto calda ad esempio, i fiori sbocciano in anticipo e, di conseguenza, sfioriscono prima. Ogni anno è diverso e, in fondo è proprio questo il bello. In qualunque momento tu decida di andare lo spettacolo è assicurato: a cambiare saranno solo i colori.

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Il foliage a New York (e non solo)
Niente fiori questa volta: il foliage è il fenomeno per cui, ogni autunno, mentre l’aria comincia ad essere impercettibilmente più fredda, i toni delle foglie divengono più caldi e assumono tinte sorprendenti che vanno dall’arancio al bronzo, dal giallo al marrone, dal rame allo scarlatto. Patrie del foliage per eccellenza sono, a Occidente, New England, Vermont, Quebec e Nova Scotia – dove a cambiare colore sono chilometri e chilometri di foreste – e, a Oriente, il Giappone: dopo l’hanami, il kōyō è l’evento naturale più apprezzato del Paese, con il momijigari (l’acero) che si accende di un rosso vivo.

E poi c’è New York. Che – dal Prospect Park (Brooklyn) all’Inwood Hill (Manhattan) al Van Cortland (Bronx) – muta veste un po’ ovunque, Central Park compreso. A rosseggiare ci pensano alcune specie di ciliegi e di querce, ma soprattutto aceri e alberi di Tupelo, mentre olmi, magnolie, betulle e noci assumono le tinte del giallo e del bronzo. Liquidambar e cornus florida diventano invece violetti: una meraviglia!

Quando andare: Anche in questo caso dipende dall’annata. Central Park in pieno foliage ho avuto modo di vederlo tra fine ottobre e inizio novembre. Nemmeno una decina di giorni dopo, New York è stata colpita da una fortissima bufera di neve che ha cancellato ogni colore lasciando solo il bianco.

…qual è la tua fioritura preferita?

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