Guardo sempre con ammirazione e un pizzico di invidia le foto che mio marito mostra al ritorno dalle sue escursioni. Scialpinista più per stile di vita che per semplice hobby, raggiunge luoghi remoti, puri, cristallini. Ma subito dopo l’idillio, penso alla fatica, al freddo, alle pelli di foca sotto agli sci, ai rischi che inevitabilmente corre e, ogni volta, mi trovo a guardarlo come una specie di alieno: perchè amare un ambiente tanto ostile quanto l’alta montagna?
Eppure, è proprio scorrendo quelle immagini che, da profana, riesco a comprenderlo – almeno un po’: conquistare le cime è un modo per allargare i propri orizzonti, estendere i confini. Avvicinarsi al cielo. Più di un mero sport, l’alpinismo è una condizione mentale, una pratica che – oltre a una buona dose di follia, come sostengono in molti – richiede disciplina e concentrazione estrema. E’ un esercizio che in qualche modo ti purifica: durante l’ascesa, insieme al sudore scivolano via i pensieri e, di fronte a te, non resta che quella distesa bianca e luccicante, da scendere a perdifiato disegnando onde sulla neve.
A noi ‘terrestri’, che questi brividi di vita possiamo solo immaginarli, non resta che ricorrere a qualche escamotage: vette e nevi perenni, le raggiungiamo in funivia. Di quelle panoramiche però!
Skyway Monte Bianco + Aguille du Midi
In partenza da La Palud, frazione di Courmayeur – cittadina molto carina circondata da picchi scenografici come il gruppo delle Grandes Jorasses – la Skyway ti porta vicino, vicinissimo al Re delle Alpi. La funivia sale infatti sino a Punta Helbronner (3466 m), regalandoti una vista incredibile sul Monte Bianco che, con i suoi 4810 metri, è la montagna più alta d’Europa. Non è questo il suo unico primato: sono infatti in molti a ricondurre proprio a questa cima la nascita dell’alpinismo, con il cercatore di cristalli Jacques Balmat e il medico Michel Paccard che, entrambi ventenni, per primi ne conquistarono la vetta nel 1786. E se già l’impresa ha dell’eccezionale di per sé, pensare alle rudimentali attrezzature con cui venne portata a termine all’epoca la rende assolutamente spettacolare!
Ma torniamo alla nostra funivia. Raggiunta Punta Helbronner, oltre al Monte Bianco, affacciata alla terrasse des glaciers, potrai ammirare un panorama a 360° su seracchi, ghiacciai e altri picchi celebri, quali la singolare formazione rocciosa del Dente del Gigante e, a fondo valle, gli altri 4000: Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso.
A questo punto, puoi decidere di tornare a Courmayeur oppure… proseguire il tuo viaggio! Proprio così: una seconda teleferica ti porterà in territorio francese, sostando prima all’ Aiguille du Midi, una guglia splendida, per poi scendere al paese di Chamonix. Per me non ci sono dubbi: è stata proprio questa la parte più entusiasmante della traversata. La piccole cabinovie che vedi nella foto di copertina scorrono infatti sulla Vallée Blanche, cuore del massiccio del Monte Bianco e sede di nevi perenni. Costruita negli anni ’60, questa funivia continua ad essere una delle più incredibili al mondo e rende accessibili a tutti paesaggi un tempo riservati solo agli alpinisti più esperti. Non ha paragoni!


Matterhorn Alpine Crossing
Inaugurata nel 2023, la funivia Matterhorn Alpine Crossing consente di viaggiare tra Breuil-Cervinia (Valle d’Aosta) e Zermatt (Svizzera): è il più alto valico di frontiera alpino e regala vedute imperdibili del Cervino (o Matterhorn). Fulcro di una delle aree sciistiche più estese d’Europa, il Cervino (4.478 metri) fu conquistato quasi un secolo dopo il Monte Bianco, nel 1865. A raggiungere la vetta fu una cordata svizzera, parte della quale, tuttavia, perì tragicamente durante l’impresa.
Da molti ritenuto la montagna perfetta grazie alla sua forma piramidale, il Cervino muta il suo profilo in base al punto di osservazione. Il bello del nostro viaggio in funivia è che potremo osservarlo da ben tre versanti: se a Cervinia ci troviamo di fronte alla parete sud, in Svizzera vedremo sia la parete est (che dà sulla Gola del Gorner) sia la nord. E’ indubbiamente quest’ultimo il suo profilo migliore: tanto austera quanto magnetica, la parete nord non è solo bellissima ma è anche leggendaria; nelle Alpi è ritenuta una delle più difficili da scalare, tant’è che rimase inviolata fino agli anni trenta del secolo scorso. Per godere delle visuali migliori, puoi scendere a Zermatt, ossia al capolinea, oppure alla stazione intermedia di Schwarzsee (per me meglio ancora), tra l’altro punto di partenza di diverse escursioni a piedi.
Piccola nota per le foto qui sotto: come vedi, la neve ha uno strano colore rossastro! Non si tratta di un filtro ma di un fenomeno affatto raro che di tanto in tanto interessa le Alpi. Talvolta, capita infatti che lo Scirocco trasporti in quota la sabbia del Sahara che, posandosi insieme al limo, andrà a tingere il candore delle montagne.

Info utili
# I biglietti per entrambe le traversate possono essere acquistati sia in loco che online. Tieni presente che il tragitto della Skyway termina a Punta Helbronner, il che significa che se desideri proseguire per l’Aguille du Midi ed eventualmente per Chamonix, dovrai munirti di un ulteriore biglietto.
# In montagna, il meteo è spesso tiranno. Anche (e soprattutto) in estate. Considerando che i viaggi in funivia sono piuttosto costosi, spendere centinaia di euro per poi non avere alcuna visibilità è un gran peccato, per cui tieni sempre d’occhio le previsioni.
# Proprio per via del meteo instabile, vestiti a strati e porta con te un piumino leggero se hai intenzione di salire in alta quota: sfiorerai comunque i 4000 metri, dunque un abbigliamento adeguato è fondamentale. Non dimenticare di mettere nello zaino un k-way, ma anche un cappellino e una crema solare ad elevata protezione.
# Se hai intenzione di dedicare alla Valle d’Aosta più tempo, ti rimando a questo post con un itinerario di dieci giorni pensato per vedere da vicino i quattro giganti delle Alpi.

Buona ascesa!
