Thailandia: Bangkok e Mare delle Andamane

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Buddha giganti, mare di smeraldo, long-tail boat e altalene di legno: la Thailandia che sognavo

Siamo atterrati a Bangkok dodici ore dopo il violento terremoto che ha scosso il Myanmar. Sebbene le onde sismiche si siano propagate fino alla capitale thailandese, lo stato di calamità è stato revocato già il giorno successivo a seguito del crollo di un unico palazzo, per altro in costruzione.

Un paio di settimane prima, quella che doveva essere una semplice visita di routine mi colpisce con la forza di uno tsunami. A pochi giorni dalla partenza, il viaggio ormai accantonato, una telefonata dal reparto istologico: falso allarme.

La vita è così fragile e preziosa… non solo gli edifici, ma le certezze, le speranze e i sogni possono crollare così, da un istante all’altro. Felice, grata di essere qui oggi e sempre, ecco il mio viaggio in Thailandia.

– ITINERARIO THAILANDIA –

(12 giorni)

GIORNO 1: Arrivo a Bangkok
Arriviamo in una Bangkok incredula più che spaventata: nessuno si ricorda l’ultima volta che un terremoto è stato percepito in città. Il tassista ci racconta che sono stati i turisti i primi a realizzare l’accaduto; i thailandesi, specialmente i più anziani, hanno pensato a un capogiro. Ci lascia in un piccolo, delizioso hotel in zona Rattanakosin: dalla camera, vediamo le guglie accese del Palazzo Reale di Bangkok.

GIORNO 2: Bangkok
Non possiamo che cominciare da qui: la mattina è tutta dedicata al centro storico e culturale della città. Visitiamo il Palazzo Reale con il prezioso Buddha di smeraldo (Wat Phra Kaeo), poi il Wat Pho con il suo Buddha reclinato lungo 46 metri. Pochi minuti di traghetto ci portano sull’altra sponda del fiume Chao Phraya, proprio all’ingresso del Wat Arun: splendido (e illuminato di notte ancor di più), il Tempio dell’Alba è il simbolo della capitale. Nel pomeriggio un giro a Silom, quartiere degli affari e della vita notturna più raffinata: Bangkok è la città dei rooftop bar e stasera saliamo al 63esimo piano dell’Hotel Lebua, reso celebre dal film Una Notte da Leoni 2.

GIORNO 3: Ayutthaya
Intera giornata dedicata ad Ayutthaya, l’antica capitale del regno del Siam. Situata a circa 80 km da Bangkok, la città è oggi un enorme parco storico, testimone dei fasti del passato: templi in stile cambogiano e cingalese spuntano tra il verde e ci sembra di essere sul set di un film. Tra le radici di un sacro bodhi, l’albero dell’illuminazione, vediamo incastonata la nota testa del Buddha, miracolosamente scampata all’assedio birmano del 1767.

Tornati a Bangkok nel tardo pomeriggio, prendiamo parte a un lungo food tour in tuk-tuk che, un assaggio dopo l’altro, ci porterà a zonzo per la ‘città degli angeli’ fino a notte fonda.

GIORNO 4: Bangkok
Partenza al mattino presto per raggiungere il mercato ferroviario di Maeklong, appena fuori Bangkok. Vicinissime ai binari, le vivaci bancarelle di souvenir e prodotti locali vengono rapidamente ritirate e riallineate ad ogni passaggio del treno. Successivamente ci spostiamo al mercato galleggiante di Damnoen Sadouak, dove acquistiamo un po’ di frutta a bordo delle classiche long-tail boat. Rientriamo in città per pranzo: una tom yam piccantissima (il mio piatto thai preferito) e poi via per le strade di Chinatown. Chiudiamo la serata nuovamente in un rooftop bar, con i grattacieli che si accendono dietro al Lumphini Park.

GIORNO 5: Bangkok – Phuket – Khao Lak
Questa mattina ci attende un giro in barca nel quartiere di Thon Buri che, con il suo fitto reticolato di canali (khlong), palafitte più o meno malandate e varani che nuotano pigri (!), ci conduce alla Bangkok delle origini. Durante il tragitto, visitiamo il Phra Buddha Dhammakāya Thepmongkhon, un Buddha alto 69 metri, la cui testa dorata sbuca al di sopra di case e templi.

Nel primo pomeriggio, 90 minuti di volo ci portano a sud del Paese. Atterriamo a Phuket e ci spostiamo direttamente a Khao Lak, dove ci accoglie il primo di una serie di tramonti splendidi in riva al mare delle Andamane: la spiaggia dorata di Nang Thong sarà la base perfetta per le escursioni dei prossimi giorni.

GIORNO 6: Phang Nga Bay
La baia di Phang Nga è uno dei luoghi più spettacolari di tutta la Thailandia: oggi vedremo la parte nord, scivolando su acque verdissime, tra grotte e mangrovie. Approdiamo sull’affascinante isolotto di Ko Tapu, ribattezzato James Bond Island in quanto location del film 007 – L’uomo dalla pistola d’oro, e proseguiamo per un pranzo in un villaggio di pescatori, costruito su palafitte. Ultima tappa della giornata è il Wat Suwan Kuha, un tempio scavato in una grotta: mentre all’esterno gruppi di scimmiette saltano tra i rami degli alberi, all’interno, un lungo Buddha d’oro si prepara a entrare nel Nirvana.

GIORNO 7: Khao Sok
Oggi niente mare: ci spingiamo invece nell’entroterra, più precisamente nel Parco Nazionale di Khao Sok. Durante la giornata faremo un trekking nella foresta pluviale, un ambiente lussureggiante ricco di liane, bambù e ficus strangolatori; navigheremo sul lago Cheow Lan ad ammirare i pinnacoli ricchi di vegetazione che emergono dalle acque e scenderemo in una grotta tra scintillanti stalattiti formatesi nel corso di migliaia di anni. Prima di tornare in hotel, ci fermiamo a rendere omaggio al Memoriale dello Tsunami: in Thailandia, l’area di Khao Lak è stata tra le zone più colpite dalla tremenda ondata del 2004.

GIORNO 8: Ko Surin
Andiamo a lambire i confini delle acque birmane con una puntata alle isole Surin, situate nel cuore dell’omonimo parco nazionale marino. Paradiso dello snorkeling, queste piccole terre emerse vantano fondali dai coralli colorati abitati da svariate specie tropicali; dopo essermi immersa in diverse parti del mondo, è qui che trovo Nemo, il buffo pesce pagliaccio!

GIORNO 9: Khao Lak – Krabi
Salutiamo Khao Lak per partire alla volta di Krabi, distante circa 2h30 di auto. La nostra base sarà la spiaggia di Tubkaek, ampia e dalla sabbia chiara: rivolta al tramonto, si affaccia sul meraviglioso arcipelago delle isole Hong. Dopo un tuffo e una veloce insalata di papaya verde, ci prepariamo ad affrontare un’impresa non da poco: sono 1237 i gradini che portano in cima all’altura su cui sorge il Wat Tham Sua, il Tempio della Grotta della Tigre. Alla sommità nessun felino naturalmente, ma un grande Buddha dietro cui si staglia il tramonto e un incredibile panorama a 360 gradi sulle terre circostanti. Domani i polpacci saranno un po’ doloranti: ci penserà un energico massaggio thai a rimetterli in sesto.

GIORNO 10: Ko Phi Phi
Di certo una delle giornate più memorabili di questa vacanza! Partenza in speedboat al mattino presto alla volta dell’arcipelago delle Phi Phi, gioiello della Thailandia. Visitiamo Maya Bay, l’incredibile spiaggia in cui è stato girato The Beach con Leonardo Di Caprio, per poi spostarci nella baia di Phileh per una nuotata spettacolare. Osserviamo qualche scimmietta fare il bagno a Monkey Beach e raggiungiamo poi Nui Bay per un po’ di snorkeling. Un pranzo sotto le palme ci attende a Bamboo Island, caratterizzata da spiagge bianche, acque turchesi e.. qualche squaletto pinna nera.

GIORNO 11: Hong Islands
Torniamo nella baia di Phang Nga, ma questa volta a sud. A bordo dell’immancabile long-tail boat, raggiungiamo l’arcipelago delle Hong, un gruppo di isole calcaree ricoperte di vegetazione. Mare color smeraldo, piccole baie paradisiache, palme altissime e altalene di legno: è proprio questa la Thailandia che sognavo.

GIORNO 12: Four Islands – Volo di ritorno
L’escursione di oggi comincia a Railay Beach che, grazie ala sua sabbia bianchissima e alle scogliere calcaree a strapiombo sul mare, è la spiaggia più pittoresca di Krabi. Successivamente partiamo alla volta delle 4 isole, un agglomerato di terre emerse decisamente caratteristico! C’è Ko Poda, con l’enorme pinnacolo che domina la spiaggia, protagonista di centinaia di cartoline; Chicken Island, nota per lo sperone roccioso che le ha dato il nome e che ricorda il collo di un pennuto; e infine Ko Tub e Ko Mor che, durante la bassa marea, vedono affiorare un banco di sabbia che le collega tra loro.

Ma dobbiamo proprio prenderlo il volo questa notte?

Best memories: Il tramonto davanti alle isole Hong e quello dopo la pioggia a Khao Lak. Una notte da leoni in aereo. L’acqua smeraldo. Nemo dopo anni di Dori. I pantaloni con l’elefante dappertutto. Rattanakosin quando tutti vanno a Silom. Il tabacco sui morsi delle sanguisughe. I granchi in ogni menu e l’acqua di cocco di Krabi. Le ghirlande di conchiglie sulla spiaggia, in ricordo delle vittime dello tsunami. La salita al Buddha d’oro tra le scimmie. Lo sticky rice mango. La bellezza di Phi Phi e la sabbia di borotalco. Le altalene appese alle palme. Il Wat Arun in un vicolo di notte. Mr. Boonta e i tuk tuk fino al Chill-Lay. La benedizione dei fior di loto e le casette degli spiriti.

Fuso orario: GMT+7h

Quando andare: Come ci ha detto più di una persona, la Thailandia ha tre stagioni: hot, very hot e damn hot. Scherzi a parte, mentre il caldo è sempre persistente, la differenza la fanno la latitudine e le piogge: afa e umidità possono rendere il viaggio alquanto disagevole.

Nello specifico di questo itinerario, Bangkok è caratterizzata da un clima tropicale tutto l’anno e interessata dal monsone da giugno a fine ottobre. La costa sud occidentale del Paese, quella che affaccia sul mare delle Andamane, registra invece un periodo (relativamente) secco da dicembre ad aprile e rovesci durante il resto dell’anno, con un picco nei mesi di luglio e agosto.

Moneta: Baht (THB)

Metti in valigia: Abiti comodi e leggeri, un maglioncino da indossare nei locali con a/c. Non dimenticare un paio di scarpe chiuse e antiscivolo, utili per eventuali trekking, e un repellente per aree tropicali. Sempre nello zaino, crema solare e un berretto, ma anche un k-way per la pioggia: il meteo può cambiare molto rapidamente!

Ricorda che:
*Se nel sud est asiatico un abbigliamento modesto è sempre molto apprezzato, per visitare numerosi templi è invece obbligatorio: si tratta di luoghi sacri e, per questo, spalle e gambe (almeno al ginocchio) andrebbero coperte. Niente canotte o shorts dunque, perfette invece magliette a mezza manica, gonne lunghe e pantaloni in cotone leggero, come i thai fisherman pants che si vendono un po’ dappertutto. Comodissimi, il problema è solo capire come allacciarli!

*Al momento, non è richiesta al viaggiatore alcun tipo di vaccinazione. E’ però bene avere particolari accortezze igieniche-sanitarie: evita di bere acqua non imbottigliata o bevande con cubetti di ghiaccio e di consumare cibi crudi e frutta non sbucciata, così come street food di dubbia provenienza.

*Fumo e droghe leggere: se le sigarette tradizionali sono proibite in numerose spiagge, il possesso e l’utilizzo di sigarette elettroniche è vietato ovunque (evviva!! Sono fastidiose quanto le altre, no?); i trasgressori saranno puniti con multe salate e/o reclusione. Per quanto riguarda la cannabis, la Thailandia ne ha liberalizzato l’uso esclusivamente a scopo terapeutico e solo per sostanze a bassissimo contenuto di THC (tetraidrocannabinolo). Il consumo a scopo ricreativo resta vietato e sanzionato con multe e rischio di arresto. Relativamente alle droghe pesanti… ti rimando invece al film Bangkok senza ritorno, fonte d’ansia senza pari per chiunque sia cresciuto negli anni ’90 e si accinga a fare un viaggio nel sud est asiatico.

*Ovunque in Thailandia troverai numerosi Elephant Sanctuary, luoghi in cui al turista viene concesso di interagire con gli elefanti, dando loro da mangiare e facendo loro il bagno in pozze più o meno fangose. Ora, sappiamo tutti che la Thailandia, in quanto a tutela dei pachidermi, non ha un buon trascorso. Ah ma oggi gli elefanti non si cavalcano più! – dirà qualcuno. No, infatti. Oggi li si rimpinza e li si sottopone al costante stress di acqua, abbracci e carezze in nome del solito, stupido selfie. Ah ma io adoro gli animali! – si dirà ancora. Se ti piacessero sul serio, sapresti che nessuna interazione tra uomo e bestia selvatica è accettabile in natura e che, per renderla tale, molto probabilmente l’elefante è stato addestrato (maltrattato?) affinchè il suo istinto non lo porti ad allontanare malamente l’ennesimo turista – bambino viziato o adulto melenso che sia – pronto a palparlo. Gli unici santuari thailandesi degni di questo nome sono quelli che i pachidermi si limitano a farteli osservare a distanza e inseriti nei loro habitat: foreste pluviali, non recinzioni. 

*Se hai più tempo a disposizione, un viaggio in Thailandia potrebbe essere l’occasione giusta per uno scalo di qualche giorno a Singapore. E magari pernottare all’iconico Marina Bay Sands.

Drive safe!

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2 Comments

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    1. says: Cris

      Fantastico! Il mare delle Andamane è ora entrato nella stagione delle piogge, ma puoi sicuramente fare le isole del Golfo del Siam!