Abbiamo prenotato questo viaggio lo scorso dicembre. Il Gran Premio di Abu Dhabi, il concerto dei Metallica, il Natale. L’idea delle mille ore di volo del diretto Dubai-Buenos Aires. Nessuno avrebbe mai immaginato quanto sarebbe accaduto da lì a tre mesi: lo spettro dell’ennesima guerra nel Golfo divenuto realtà, il rimpatrio in Italia. Questo viaggio non s’ha da fare! E invece, non dagli Emirati ma da Milano, siamo partiti. E siamo arrivati alla fine del mondo.
– ITINERARIO ARGENTINA E CILE –
(2 settimane)
GIORNO 1: Arrivo a Buenos Aires
¡Hola Argentina! Atterriamo nella capitale ormai troppo tardi per cena, ma una empanada e un Fernandito (il mitico cocktail nazionale) al rooftop dell’hotel non ce li leva nessuno. L’affaccio è sull’Avenida 9 de Julio, una delle arterie viarie più larghe e iconiche del mondo.
GIORNO 2: Buenos Aires
In piedi presto grazie al fuso, oggi ci dedichiamo alla capitale, dove torneremo alla fine del nostro viaggio. Dopo una colazione allo storico Cafè Tortoni, ci dirigiamo alla Casa Rosada in Plaza de Mayo dove, ogni giovedì, l’associazione delle madres continua a chiedere giustizia per i desaparecidos della dittatura Videla. Scendiamo poi verso la passeggiata di Puerto Madero, per spostarci al mercato di San Telmo per pranzo. Un giro nel vivace quartiere del papà di Mafalda e poi un bus ci porta a La Boca, coloratissimo sobborgo porteño che ha dato i natali al tango. Concludiamo questa lunga giornata proprio in una tanguería, con un appassionato spettacolo dal vivo.
GIORNO 3: Buenos Aires – El Calafate – El Chaltén
Giornata di trasferimenti: prima il volo per El Calafate e poi il transfer a El Chaltén. Costeggiando il lago Argentino e il lago Viedma arriviamo finalmente alla meta più sognata dagli escursionisti di tutto il mondo! Abbiamo in programma una serie di escursioni ma sappiamo che il meteo in questa parte del mondo è estremamente mutevole: avremo fortuna?
GIORNO 4: El Chaltén
Visto che oggi c’è il sole, ci incamminiamo sul trail più celebre di El Chaltén, il Laguna de Los Tres. Decisamente impegnativo – 23km per 900m di dislivello – si porta a termine in circa otto/nove ore. Regala indimenticabili viste sul monte Fitz Roy, star indiscussa dell’intera regione, e naturalmente sulla laguna di cui porta il nome.
GIORNO 5: El Chaltén
Secondo per fascino e importanza solo al Laguna de Los Tres, il Laguna Torre è un tracciato di 22km, forse meno complesso del precedente ma ugualmente lungo: ci tiene occupati per otto ore buone. A destinazione, dovrebbe accoglierci un altro picco iconico – il Cerro Torre – ma nonostante il cielo azzurro, un denso cumulo di nubi lo cela alla vista. Ci accontentiamo – bhe, si fa per dire! – della splendida visuale sul Glaciar Grande, che osserviamo ancor più da vicino aggiungendo altri 2km per arrivare al Mirador Maestri.
GIORNO 6: El Chaltén
Oggi avremmo voluto fare un’altra escursione di un’intera giornata: la Loma del Pliegue Tumbado oppure il Glaciar Piedras Blancas. Il meteo però assicura pioggia e le nuvole già addensatesi non promettono alcuna visibilità. Optiamo dunque per due trail molto semplici: il Mirador de Los Cóndores e il Mirador de Las Águilas, che si portano a termine in non più di un’ora di cammino. Il panorama sul gruppo del Fitz Roy sarebbe stato eccezionale ma, ahimè, sarà per la prossima volta. Se non altro, vediamo i condor: immensi e maestosi, sono stata felicissima di averli incontrati nuovamente dopo quella volta in Perù! Nel pomeriggio tentiamo ancora un giro sul vicino Cerro Antena, ma veniamo colti da nevischio e vento fortissimo. Peccato!
GIORNO 7: El Chaltén – El Calafate
E niente, oggi pioviggina! Facciamo comunque la breve passeggiata che conduce al Chorillo del Salto, una cascatella che dista circa un’ora e mezza di cammino dal centro del paese. Nel pomeriggio ci spostiamo a El Calafate, dove ceniamo con un ottimo cordero patagonigo, cucinato sul caratteristico spiedo incrociato.
GIORNO 8: El Calafate – Perito Moreno
Partenza al mattino presto per vedere una delle meraviglie naturali più famose al mondo! Il Perito Moreno splende azzurro sotto il sole, con pareti alte fino a 70 metri. Lo osserviamo da vicino con un breve giro in barca sul Lago Argentino e poi dai vari punti panoramici disposti lungo le passerelle che si affacciano su di esso.
GIORNO 9: El Calafate – Ushuaia
Un breve volo ci porta in Terra del Fuoco: eccoci a Ushuaia! Circondata da picchi bassi ma estremamente pittoreschi, la città domina il famoso canale di Beagle ed è stata abitata sin dall’ 8000 a.C.: al tempo, vi si insediarono i Selknam, un gruppo indigeno dalle usanze decisamente interessanti. Il piatto tipico di oggi non può che essere la centolla, il granchio dei mari artici: delicato ma gustoso, vale decisamente il costo non propriamente economico.
GIORNO 10: Ushuaia – Inizio della navigazione tra i fiordi cileni
Dopo il bel tramonto di ieri, l’imprevedibile clima patagonico si abbatte su di noi ancora una volta. Ushuaia la vediamo tutta sotto la pioggia ma non importa: una grande avventura ci attende! Nel tardo pomeriggio, salpiamo per una mini crociera che ci porterà all’estremo sud del Cile (e del mondo!). Navigando tra i fiordi, vedremo alcune delle zone più remote della Terra del Fuoco – ghiacciai, baie, foreste australi – che raggiungeremo tramite brevi traversate in Zodiac, gommoni a motore pronti a solcare i mari più burrascosi (o quasi!).
GIORNO 11: Navigazione tra i fiordi cileni (Capo Horn e Isola Navarino)
Navighiamo lungo il Canale Murray e la Baia di Nassau per sbarcare al mitico Capo Horn! Siamo stati molto fortunati: le mareggiate e il vento battente spesso rendono impossibile l’attracco. Sul promontorio, un faro, una chiesetta e una scultura raffigurante l’albatros, animale in cui, secondo il credo popolare, si reincarnano coloro che hanno perso la vita in mare. Davanti a noi, il famigerato Passaggio di Drake e, appena 1000 km più in là, solo più l’Antartide.
Nel pomeriggio visitiamo invece Wulaia Bay, sull’isola di Navarino, dove C. Darwin sbarcò a inizio ‘800. Il sole ci consente di fare trekking nel bosco e di raggiungere un bel vedere eccezionale sulle isolette che punteggiano questa piccola parte di mondo.
GIORNO 12: Navigazione tra i fiordi cileni (Parque Nacional De Agostini)
La navigazione prosegue lungo il braccio nordest del Canale di Beagle per giungere nel fiordo Pia, dove ci attende un’escursione che ci condurrà nei pressi del ghiacciaio omonimo. La sua lingua principale si estende dalla cordigliera fino al mare e la vista è impressionante! Nel pomeriggio andiamo a osservare da vicino il Ghiacciaio Porter, spettacolare con il Monte Darwin a fargli da sfondo. Ci accompagnano i soffi lontani delle balene e qualche occasionale guizzo di un delfino.
GIORNO 13: Navigazione tra i fiordi cileni (Parque Nacional De Agostini)
In mattinata navighiamo lungo il Canale di Cockburn per addentrarci verso il fiordo De Agostini. Ammireremo due ghiacciai, forse i più belli dell’intero viaggio: prima l’Águila, che raggiungiamo camminando a tratti in una foresta e a tratti in una laguna glaciale, e poi il Cóndor che, incredibilmente blu, scende in un vertiginoso picco sul mare.
GIORNO 14: Fine della navigazione a Punta Arenas – Trasferimento a Puerto Natales
Risaliamo lo Stretto di Magellano per raggiungere Punta Arenas, il nostro capolinea. Le condizioni atmosferiche ci abbandonano proprio l’ultimo giorno: non ci consentono infatti di approdare a Isla Magdalena, in passato sosta obbligata per il rifornimento merci di naviganti ed esploratori e oggi sosta amatissima per l’osservazione dei pinguini Magellano. Dei buffi esemplari conserverò solo il ricordo di una specie affine, quella che abita le coste sudafricane di Boulders Beach!
Raggiungiamo in serata Puerto Natales, dove assaggiamo un classico della cucina cilena: il Caldillo de Congrio (zuppa di grongo), celebrato persino da Neruda in una delle sue odi.
GIORNO 15: Puerto Natales – El Calafate – Buenos Aires
Lunga giornata di spostamenti: seguendo la mitica Ruta 40, superiamo la frontiera tra Cile e Argentina per tornare a El Calafate, dove un volo ci riporta nella capitale. Stesso rooftop, stessa empanada, stesso Fernandito: squadra che vince non si cambia.
GIORNO 16: Buenos Aires e rientro in Italia in notturna
Scendiamo lungo la Avenida 9 de Julio: superiamo l’Obelisco, il teatro Colón e arriviamo nel quartiere Recoleta dove, in compagnia di una guida, visitiamo il noto Cementerio in cui riposa anche Evita Perón. Sempre in zona, da entusiasta lettrice quale sono, non posso perdermi El Ateneo Grand Splendid, un teatro trasformato in quella che è oggi considerata una delle librerie più belle del mondo. Ci spostiamo poi in zona Palermo, con i suoi locali hipster e ristoranti di livello: una cena a base di asado e poi via in aeroporto.
Best memories: Il vento gelido e il caffè caldo sul Cerro Antena, dietro la roccia. Il canale Beagle dal ponte della nave e il blu del ghiacciaio Cóndor. Gli scarponi che mi stavano abbandonando. La cioccolata col whisky dopo il giro in Zodiac. Il Fitz Roy che finalmente si vede. La Tanguería e gli americani anti Trump. La salita maledetta alla Laguna de Los Tres (ancora un chilometro!). La coca col Fernet e le empanadas de cordero al Fitz Cafè. I guanaco e i soffi delle balene. L’alba rosa dietro al milodonte di Puerto Natales. La poesia dell’albatros.
Quando andare: Le stagioni in America Latina sono invertire rispetto a quelle del nostro emisfero e, data la loro estensione, Cile e Argentina presentano un clima molto diversificato tra nord e sud. Tuttavia, per quanto riguarda la Patagonia, il periodo migliore va in generale da novembre ad aprile, con temperature che oscillano tra i 10 e i 25 gradi. La Terra del Fuoco è tendenzialmente più fredda: in barca abbiamo raggiunto i 3 gradi, ma non siamo mai scesi sotto lo zero.
Fuso orario: Argentina GMT -3; Cile GMT -3
Moneta: Peso Argentino (ARS) e Peso Cileno (CLP)
Metti in valigia: Sono partita esclusivamente con indumenti sportivi, tra cui: 2 paia di scarpe da trekking (uno scarponcino e un’ antiscivolo più leggera), un piumino non troppo pesante, un guscio antivento e antipioggia, pantaloni impermeabili e sovrapantaloni (fondamentali per le escursioni in Zodiac durante le quali, a un clima già potenzialmente umido, si aggiungono spruzzi d’acqua salata molto potenti). Poichè in giornata possono verificarsi escursioni termiche notevoli, un abbigliamento a strati è imprescindibile. Tra gli accessori, guanti, berretto, zaino antiacqua rolltop, burrocacao e un thermos – che un caffè caldo sui sentieri di montagna lo si apprezza sempre.
Ricorda che:
* A partire da maggio 2025, l’ingresso in Argentina per i turisti potrebbe essere negato se privi di assicurazione medica a copertura dell’intero soggiorno e di un biglietto di ritorno. Abbi dunque cura di stampare entrambi.
* Il Sud America non è noto per la puntualità dei trasporti: soprattutto quando affronti un volo interno, metti in conto la possibilità di un ritardo ed evita coincidenze (con bus o tour organizzati) troppo ravvicinate.
* Dimentica internet (o quasi). In Patagonia prende pochissimo! Quando viaggio di solito utilizzo le eSim di Airalo che, però, in questo caso si sono rivelate completamente inutili. L’alternativa è acquistare una sim locale che, tuttavia, sui sentieri così come in crociera, non assicura affatto copertura. Se proprio non puoi fare a meno della connessione, non resta che affidarti a un satellitare.
* Dal 2024 gli ingressi ai parchi nazionali – incluso quello de Los Glaciares a El Chaltén – sono a pagamento (cosa che, francamente, mi sembra anche giusta). Puoi acquistare il tuo biglietto in loco o sul sito ufficiale.
* Il temibile clima patagonico non è una leggenda metropolitana. Bizzarro quanto mai, cambia letteralmente ogni dieci minuti, facendoti vivere tutte e quattro le stagioni in un sol giorno! Se la pioggia, soprattutto in Terra del Fuoco, può rendere i terreni molto fangosi, è però il vento l’agente atmosferico più temibile: la forza con cui soffia può spesso essere d’ostacolo al proseguimento di un’escursione. Inoltre, come ti ho raccontato poco più su a proposito dell’escursione a Laguna Torre, il cielo azzurro non è garanzia di visuale: grossi cumuli bianchi potrebbero facilmente rimanere impigliati tra le vette andine, occultando così la visuale dei picchi più celebri. E quindi? Ti direi di affidarti a siti meteo specializzati come WindGuru o Mountain-Forecast ma, a essere sinceri, l’unica cosa che puoi fare è… incrociare le dita. ¡Bienvenidos a Patagonia!
* El Chaltén offre trekking di varia difficoltà, adatti a tutte le gambe. Mentre trail come quello al Chorillo del Salto sono perfetti per le famiglie, i sentieri più famosi possono mettere a dura prova chi è privo di allenamento. Sebbene non difficilissimi da un punto di vista tecnico i due Lagunas richiedono ad esempio una certa resistenza e familiarità con i sentieri di montagna: li sconsiglio totalmente a chi non ha una preparazione adeguata.
Drive safe!









